14. April 2018 · Comments Off on Patto di Prova e Recesso · Categories: Lavoro

l recesso in periodo di prova non è soggetto all’obbligo della motivazione e alla forma scritta. L’articolo 2096 cod.civ. stabilisce infatti che: “Salvo diversa disposizione delle norme corporative, l’assunzione del prestatore di lavoro per un periodo di prova deve risultare da atto scritto. L’imprenditore e il prestatore di lavoro sono rispettivamente tenuti a consentire e a fare l’esperimento che forma oggetto del patto di prova. Durante il periodo di prova ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d’indennità. Se però la prova è stabilita per un tempo minimo necessario, la facoltà di recesso non può esercitarsi prima della scadenza del termine. Compiuto il periodo di prova, l’assunzione diviene definitiva e il servizio prestato si computa nell’anzianità del prestatore di lavoro”.

Condizioni. È però necessaria, ai fini della legittimità del recesso, una completa valutazione delle capacità e del comportamento professionale del lavoratore. Infatti, la Corte Costituzionale ha stabilito che il recesso viene considerato illegittimo quando:

non sia stata consentita l’effettuazione dell’esperimento o quest’ultimo non abbia avuto una durata adeguata. A causa dell’ l’inadeguatezza della durata dell’esperimento e delle modalità di svolgimento del rapporto, il lavoratore può contestare la legittimità del recesso, dimostrando che non gli è stata consentita quella verifica del suo comportamento e delle sue capacità professionali alle quali il patto di prova è preordinato; tuttavia, tale inadeguatezza deve essere valutata unicamente in relazione al tempo che in concreto risulti necessario e sufficiente per accertare l’eventuale incapacità lavorativa del prestatore di lavoro in prova;
· la prova sia stata superata con esito positivo;
sia imputabile ad un motivo illecito.
È in ogni caso onere del lavoratore provare il superamento positivo dell’esperimento o la sussistenza di un motivo illecito.

Durata minima o patto di stabilità. L’esercizio del potere di recesso è consentito in ogni momento, e cioè non solo al termine, ma anche durante lo svolgimento della prova, salvo che questa sia stata stabilita per un tempo minimo necessario.

Con la clausola di durata minima, o patto di stabilità, le parti si impegnano a non recedere dal contratto per un periodo determinato di tempo. In caso di apposizione del patto di stabilità il recesso si ritiene giustificato solo se avviene per giusta causa.

Recesso illecito. In caso di accertamento della nullità o illegittimità del recesso intimato durante il periodo di prova, la giurisprudenza prevalente ritiene non applicabili, pur in presenza di requisiti numerici, le conseguenze previste dalla l. 15 luglio 1966 n. 604 e dall’art. 18 l. 20 maggio 1970 n. 300.

Pertanto, in applicazione dei principi civilistici, il lavoratore avrà esclusivamente diritto al ristoro del pregiudizio sofferto, rappresentato dalla perdita delle utilità che egli avrebbe potuto percepire per la durata del concordato periodo di prova; tale risarcimento consiste nella prosecuzione della prova per il periodo restante e, comunque, nel pagamento delle retribuzioni non percepite fino al compimento della prova.

Ciò, sul presupposto che la dichiarazione di illegittimità del recesso nel periodo di prova non comporta che il rapporto di lavoro debba ormai essere considerato come stabilmente costituito.

Al riguardo, va però rilevato che, si registrano isolate pronunce della giurisprudenza secondo cui, nel caso di annullamento del recesso intimato durante la prova, può essere disposta la reintegrazione del lavoratore, dopo la quale il rapporto prosegue senza il condizionamento del patto di prova, avendo il datore di lavoro oramai consumato, con il recesso ritenuto illegittimo, il potere di trarre dall’esperimento eventuali conseguenze negative per il lavoratore.

28. December 2017 · Comments Off on Come Diventare Consigliere dell’Orientamento · Categories: Lavoro

Quella del Consigliere Dell’Orientamento è una professione dall’alta specializzazione che consiste nel fornire assistenza e servizi di orientamento riguardo: mercato del lavoro, sistema scolastico-formativo.

Lavorare come consigliere dell’orientamento significa dunque svolgere tutte le attività volte ad orientare le persone in determinati settori: fare formazione, condurre colloqui di orientamento, predisporre e presentare progetti di ricerca, organizzare l’attività didattica nelle scuole, fare il bilancio delle competenze

Tra le varie professioni del settore comprende vari profili: l’orientatore per le scuole superiori e l’orientatore per i corsi universitari e l’orientatore al lavoro.

Un consigliere dell’orientamento deve conoscere i metodi per la definizione dei curricula e dei percorsi formativi, al fine dell’insegnamento e della misurazione degli esiti formativi.

Si tratta infatti di un professionista dell’orientamento e della consulenza che forma i giovani e li orienta; è quindi in grado di rispondere alle loro domande sul mercato del lavoro e sugli sbocchi occupazionali dei diversi corsi di laurea e scuole superiori.

Si tratta di uno specialista dell’educazione e della formazione che svolge compiti molto delicati.

Secondo i dati dell’ISFOL le prospettive occupazionali al 2014 dovrebbero incrementarsi di circa il 9,3% un dato che riguarda non solo i consiglieri dell’orientamento ma tutte le categorie che si occupano di educazione.

Per diventare consulenti dell’orientamento è necessario avere una laurea, anche in materie umanistiche, e seguire corsi di formazione specifici che preparino e permettano l’acquisizione di tutte le competenze.

28. November 2017 · Comments Off on Come Lavorare con i Videogiochi · Categories: Lavoro

Un settore che non conosce crisi è quello dei videogames: si tratta di un settore che coinvolge un bel numero di addetti per un giro di affari di un miliardo di euro.

Dunque perché non pensare, avendo le giuste competenze e la giusta esperienza di trovare lavoro in questo ambito?

L’industria italiana del videogioco cerca infatti giovani brillanti che possano promuovere una crescita ulteriore.

Le figure professionali che ruotano intorno ai videogames sono
programmatori
grafici
informatici
esperti di marketing e processi produttivi
Le più grandi e note aziende del settore sono alla ricerca di diverse figure professionali che sono abbastanza rare qui in Italia: Electronic Arts, Sony o Microsoft, Milestone, Cidiverte, Digital Bros.

Risulta essere possibile dunque optare per una formazione specifica sul mondo dei videogiochi. La offrono molte Università. Una di queste è lo IULM di Milano che ha dato il via ad un Executive master in Digital Entertainment Media and Design.

Qui è possibile avere una formazione globale sul mondo dei videogiochi e nascono nuove figure professionali :
Game Designer
Brand Manager
Product Manager
Per chi frequenta questo corso l’occupazione è garantita. L’80% dei giovani trova occupazione nelle stesse aziende in cui ha svolto il tirocinio.

30. June 2017 · Comments Off on Amministratore di Condominio – Requisiti · Categories: Lavoro

La figura dell’amministratore di condominio, che viene creata nel corso degli anni settanta in occasione del boom economico’ è prevista dall’articolo 1129 del Codice Civile, Quando i Condomini sono più di quattro, l’Assemblea nomina un Amministratore. Se l’Assemblea non provvede, la nomina è fatta dall’autorità giudiziaria, su ricorso di uno o più Condomini. L’Amministratore dura in carica un anno e può essere revocato in ogni tempo dell’Assemblea. Può anche essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun Condomino, oltre che nel caso previsto dall’ultimo comma dall’art. 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità. La nomina e la cessazione per qualunque causa dell’Amministratore dall’ufficio sono annotate in apposito registro.

Al momento chiunque può diventare amministratore di condominio, anche una persona interna al condominio stesso oppure un professionista esterno: normalmente si tende a preferire soggetti che abbiano un diploma da ragioniere o da geometra, in quanto in possesso di nozioni di contabilità. L’amministratore di condominio è, infatti, specializzato nella gestione delle spese e nella supervisione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei condomini.

Quali sono i requisiti necessari per diventare amministratore di condominio

Per esercitare l’attività di amministratore non è necessario possedere un titolo professionale o l’iscrizione in alcun albo, ma è indispensabile aprire la partita IVA. Inoltre, per quanto concerne le nozioni utili per svolgere tale lavoro, è conveniente frequentare dei corsi tenuti dalle associazioni di categoria, oltre ad avere determinate conoscenze in campo giuridico, tecnico, amministrativo e fiscale.

Per quanto riguarda i guadagni, in base a quanto riportato in questo articolo sull’amministratore di condominio su Professioniecarriere.com, risulta essere di circa 70 euro per abitazione. I guadagni possono quindi essere piuttosto interessanti.

28. April 2017 · Comments Off on Cose da non Scrivere in un Curriculum · Categories: Lavoro

Siete contenti del vostro curriculum? Magari la sua struttura vi piace, ma che dire del contenuto? I responsabili della selezione leggono le stesse identiche frasi, curriculum dopo curriculum, ogni giorno.
I casi sono tanti, quante le professioni più diverse.
Ecco qualcuno dei luoghi comuni più diffusi e quindi proprio quelli che, chi è alla ricerca di un lavoro, dovrebbe evitare di riportare nel curriculum.

Comunicatore
Questo termine non ti distingue dagli altri candidati, ma è esattamente l’abilità che viene richiesta a chiunque si presenti ad un colloquio. I selezionatori sono più colpiti da chi riesce a comunicare e a comunicarsi bene. Presta sempre attenzione ai tempi verbali (orale o scritta: questo vale per le comunicazioni via mail o a voce), alla pertinenza delle tue frasi e non usare troppi avverbi o ancora peggio, non abusare dei termini in inglese.

Attento ai dettagli
Ogni lavoro richiede un certo livello di attenzione al dettaglio. Quindi, di nuovo, questo non aiuterà il vostro curriculum – o la vostra chance di successo in un colloquio. La cosa migliore da fare in casi come questo è essere pronti a spiegare, durante un colloquio, come il tuo alto livello di attenzione per i dettagli abbia, in passato, portato ad un risultato importante, di cosa vi siete accorti in tempo utile, cosa non avete tralasciato e cosa poi si è rivelato una fondamentale accortezza.

Altamente qualificato
Questa è una frase inutile. Avete delle competenze, ed è possibile utilizzare alcune o tutte quelle capacità laddove siano richieste. Non avere competenze significa non aver mai fatto nulla. Credi di avere delle marce in più competenze rispetto alla media? Dimostralo, non perderti in chiacchiere.

Affidabile
Risulta essere meglio lo siate davvero, se vi assumeranno. Ancora una volta, questo è un tratto che sul tuo curriculum può essere tralasciato. Semplicemente non vi distingue dalle altre persone che fanno già quel lavoro o svolgono già quella professione.

Referenze disponibili su richiesta
Questa era una normale prassi nel mondo dei curriculum, ma ormai è “fuori moda”. Partendo dal presupposto che un potenziale datore di lavoro voglia le vostre referenze, può ottenerle semplicemente cercandovi su google, guardando i vostri profili sui social network (è importante, per questo, avere un profilo sempre aggiornato sui social network professionali più importanti) e vedendo con chi avete lavorato in passato.
Non indicatelo, quindi, sul curriculum. Assicuratevi piuttosto di avere i nomi e le informazioni di contatto di chi vi intervisterà. Chiedete sempre nome e cognome della persona con cui sosterrete il colloquio e cercate tutte le informazioni possibili sul web.
In ogni caso, avvisate i possibili “referenti” che siete alla ricerca attiva di un lavoro: in questo modo non saranno sorpresi se qualcuno dovesse chiamarli e chiedere informazioni su di voi.

Giocatore di squadra
A differenza di chi? Qualsiasi organizzazione vuole avvalersi certamente di chi ha l’energia lavorare efficacemente a contatto con altri. E se non percepiranno questa attitudine in voi durante il colloquio, il fatto che lo abbiate scritto sul curriculum non li convincerà.

In grado di rispettare le scadenze
Fatevi questa domanda: se doveste rispettare solo una scadenza su 10, quanto a lungo rimarreste? Ancora una volta, questa è una caratteristica già evidente (scontatamente “richiesta”) e significa che saper rispettare le scadenze è il minimo indispensabile, in qualsiasi lavoro.