14. October 2018 · Comments Off on Come Compilare un DDT · Categories: Fisco

Il documento di trasporto, DDT, è quel documento che deve essere emesso per giustificare il trasferimento di un prodotto da chi lo vende a chi lo acquista, ed esso va emesso a prescindere che il trasporto avvenga a carico del mittente oppure del destinatario. Vediamo come deve essere strutturato un corretto DDT. Sulla parte superiore, sulla sinistra deve apparire la ragione solare dell’azienda cedente, mentre un pò più in basso sulla destra deve essere riportata la ragione sociale dell’azienda cessionaria.

Sotto le ragioni sociali vanno riportati i dati relativi al DDT. Innanzitutto esso deve contenere la tipologia di tipo di documento, appunto DDT, il numero attribuito e la data in cui è stato emesso. Poi vanno immesse le informazioni che riguardano la merce da trasportare: ad esempio il codice, la descrizione, ed eventualmente anche il prezzo.

Il prezzo non è obbligatorio sul DDT pertanto si può anche evitare di immetterlo se si vuole. Nella parte finale del documento invece metteremo le informazioni che riguardano il trasporto: ad esempio a carico di chi avviene il trasporto (mittente o destinatario), il porto (ad esempio porto “franco”); l’aspetto dei beni (ad esempio a vista; colli; scatole ecc…).

Inoltre è necessario anche immettere la data e l’orario di inizio trasporto, oltre che la firma dell’incaricato al trasporto. Non dimenticatevi di mettere anche la causale del trasporto (ad esempio vendita). Ora il nostro DDT contiene tutti i dati che sono necessari per trasportare in maniera sicura la nostra merce.

Per velocizzare la scrittura è anche possibile scaricare da questo sito sul documento di trasporto il modello presente.

28. May 2017 · Comments Off on Come Compilare una Fattura Commerciale · Categories: Fisco

La fattura commerciale, rispetto alle lettere commerciali, è uno strumento quotidiano ed indispensabile per tutte le figure professionali impegnate nel commercio. Vediamo insieme come funziona. La fattura commerciale o la Proforma, non è altro che il documento mediante il quale il mittente della merce dichiara il contenuto, il valore della spedizione ed il materiale di composizione del bene spedito. Il documento deve essere redatto in conformità alle diverse leggi internazionali, che prevedono precisi requisiti di esportabilità, per agevolare i controlli alla dogana, bene esser precisi nella redazione delle sezioni relative allo sdoganamento in esportazione, al fine anche di assicurare una consegna nei termini contrattuali prestabiliti.

Che dire se oggetto di spedizioni sono merci e materiali non classificabili come documenti, con destinazione esterna all’Unione Europea. In questo caso le normative doganali prevedono una serie di requisiti per l’emissione della fattura commerciale, o Proforma.

Le spedizioni di merci e materiali non classificabili come documenti e non destinate alla vendita, in genere oggetto di spedizioni tra privati, prevedono la redazione della Proforma;
Le spedizioni di merci e materiali di valore commerciale, destinati alla vendita, prevedono l’osservanza delle norme doganali relative all’emissione della Fattura Commerciale.

Per agevolare ed assicurare uno sdoganamento preciso e rapido la fattura deve essere redatta correttamente. Un’eventuale imprecisione o mancanza di elementi essenziali sarebbe causa di ritardo in fase di controllo doganale, provocherebbe conteggi errati dei relativi oneri e quindi sarebbe la base per multe e sanzioni, talvolta anche molto onerose. Per un esempio è possibile vedere questo modello di fattura proforma sul sito Lafattura.net.
La Fattura Commerciale o Proforma va compilata in inglese o italiano. In questo caso deve esser correlata da traduzione nella lingua del paese di destino e va riprodotta in cinque copie.

14. August 2015 · Comments Off on Come Versare la Ritenuta d’Acconto · Categories: Fisco

In un articolo precedente abbiamo parlato della prestazione occasionale, oggi vediamo invece come può essere fattto il versamento della ritenuta d’acconto.

Come abbiamo spiegato, il compenso indicato sulla ricevuta per la prestazione occasionale è soggetto a una ritenuta d’acconto del 20% quando il cliente dispone di Partita IVA.
Il cliente agisce quindi come sostituto d’imposta, la ritenuta d’acconto rappresenta infatti un anticipo sulle imposte che vengono poi versate.

I compensi che sono soggetti a ritenuta d’acconto sono redditi da lavoro autonomo, redditi da lavoro dipendente, redditi da capitale, altri redditi e plusvalenze soggette a imposta sostitutiva.
Esistono molteplici valori di ritenute d’acconto; per quanto riguarda i lavoratori autonomi la ritenuta da versare è pari al 20% dell’imponibile.

Il sostituto d’imposta deve quindi versare al fisco la ritenuta d’acconto.
Vediamo quali sono i termini e le modalità per questo tipo di operazione.

Il sostituto d’imposta deve versare la ritenuta d’acconto entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento attraverso il Modello F24 unicamente con modalità telematiche per i datori titolari di partita Iva.
Il codice tributo da utilizzare è 1040.
Per quanto riguarda la compilazione del Modello F24, è possibile fare riferimento a questa guida sul codice tributo 1040 presente sul sito Codicetributo.com.

La ritenuta d’acconto corrisposta deve essere certificata dai soggetti che le hanno effettuate. La certificazione deve essere consegnata entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state corrisposte le somme e deve indicare i seguenti dati
L’importo totale delle somme corrisposte.
L’importo delle ritenute e delle detrazioni di imposta effettuate, oltre che dei contributi previdenziali e assistenziali.
Altre eventuali informazioni non obbligatorie.

Il versamento della ritenuta d’acconto risulta essere quindi molto semplice.

04. August 2015 · Comments Off on Prestazione Occasionale – In Cosa Consiste · Categories: Fisco

La prestazione occasionale è uno strumento molto utile, in questa guida spieghiamo in cosa consiste e come funziona.

La legge propone la seguente definizione, utile per capire in cosa consiste la prestazione occasionale, i può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente e in via del tutto occasionale.

Le prestazioni occasionali sono quindi rapporti di lavoro che non possono superare la durata complessiva di trenta giorni in un anno con lo stesso committente.
Questo significa che è possibile eseguire più prestazioni occasionali durante l’anno, per ogni committente non è possibile però superare la durata prevista.

Oltre al limite di tempo, esiste un altro limite importante da considerare, quello relativo ai compensi.
I compensi totali, percepiti da tutti i lavori eseguiti, non possono infatti superare 5000 euro in un anno.

Chi esegue la prestazione occasionale ha anche l’obbligo di scrivere una ricevuta per ogni lavoro eseguito.
La ricevuta deve contentere alcuni dati obbligatori, i dati del lavoratore, quelli del committente, il numero progressivo, la data e la descrizione.
Nel caso in cui il compenso superi 77,47 euro, è necessario applicare una marca da bollo da 1,81 euro alla ricevuto.

Un elemento importante della ricevuta per prestazione occasionale è la ritenuta d’acconto.
La ritenuta d’accounto può essere definita come un anticipo sulle tasse richiesto sulle somme guadagnate.
Questo anticipo viene dedotto dai compensi e pagato dal committente, se titolare di Partita Iva.

Sul totale della ricevuta è quindi necessario calcolare la ritenuta d’acconto del 20%, se il committente ha Partita Iva, e dedurlo dalla somma che viene pagato.

Come esempio è possibile vedere questo modello di ricevuta messo a disposizione sul sito Prestazioneoccasionale.com.

Come abbiamo detto, la ritenuta d’acconto deve essere inserita solo se il committente ha Partita Iva.
Se il cliente è un privato, non può infatti operare come sostituto d’imposta.

La prestazione occasionale rappresenta quindi una soluzione interessante quando si ha la possibilità di eseguire un lavoro senza dovere aprire partita IVA, in presenza delle condizioni indicate in precedenza.

07. June 2015 · Comments Off on Codice Fiscale · Categories: Fisco

Il codice fiscale rappresenta lo strumento di identificazione del cittadino nei rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche.

Per non avere problemi al momento della presentazione di documenti, atti o dichiarazioni dei redditi, il codice fiscale deve essere valido ossia registrato negli archivi dell’anagrafe tributaria gestiti dall’Agenzia delle Entrate.

Il codice fiscale delle persone fisiche è costituito da un insieme di lettere e numeri e più precisamente: le prime tre lettere sono le prime tre consonanti del cognome (se il cognome ha meno di tre consonati queste sono seguite dalle prime tre vocali fino ad avere tre caratteri; se il cognome ha due caratteri, il terzo sarà la lettera X), lo stesso criterio vale per il nome che fornisce le seconde tre lettere, i primi due numeri rappresentano l’anno di nascita, il nono carattere è una lettera che indica l’anno di nascita, i successivi due numeri sono il giorno di nascita, che per le donne è aumentato di quaranta unità, i caratteri da dodici a quindici indicano il luogo di nascita, l’ultimo è assegnato dall’Anagrafe Tributaria.

La generazione, la produzione e l’invio del tesserino plastificato è a cura dell’Agenzia delle Entrate, mentre l’attribuzione può essere effettuata anche dai comuni, per i neonati e dai consolati, per i cittadini residenti all’estero. Il cittadino che si rechi negli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate per l’attribuzione del codice fiscale deve compilare un modulo e presentare un valido documento di riconoscimento: per gli extracomunitari occorre il passaporto o il permesso di soggiorno, per i neonati basta il certificato di nascita o l’autocertificazione del genitore.