14. September 2017 · Comments Off on Alternative al Contratto di Locazione · Categories: Altro

Cosa faccio se non voglio usare il contratto di locazione? Comodato e precario immobiliare oneroso sono le soluzioni. Il comodato di immobile si distingue dalla locazione per l’essenziale gratuità, ossia per l’assenza di qualsiasi vantaggio, posto a carico del comodatario, che si ponga come corrispettivo del godimento della cosa con natura di controprestazione. In altre parole, nel comodato non c’è quel prezzo che nella locazione viene definito “canone”.La disponibilità di un immobile conseguita a titolo di comodato deriva, come per la locazione, da un contratto che attribuisce il diritto di godere dell’immobile fino al termine pattuito o, se trattasi di comodato senza determinazione di durata, fino a quando il comodante non chieda la restituzione della cosa. In ogni caso, se il comodatario, una volta esauritosi il rapporto obbligatorio che giustifica la sua detenzione, rifiuti di restituire il bene, il comodante dovrà agire con l’azione di restituzione fondata sull’estinzione del contratto.

Altra ipotesi importante da prendere in esame e molto frequente si ha quando un padre concede in comodato al figlio un immobile ove abitare con il nucleo familiare. Qualora la famiglia venga meno, i coniugi si separino e la casa venga assegnata alla moglie, il contratto di comodato continuerà a spiegare gli stessi effetti anche se il figlio se ne sarà dovuto allontanare. Ciò in quanto la legge presume che il comodato sia stato concesso dal padre al figlio per motivi familiari che non possono dirsi venuti meno solo perché è intervenuta la separazione. Per un esempio è possibile vedere questo modello su questo sito sul comodato d’uso.

La giurisprudenza rinviene nella prassi, ancora, una figura atipica, denominata precario immobiliare oneroso, in quanto caratterizzata dalla concessione in godimento di un bene immobile che, seppur parzialmente remunerata, risulta provvisoria, revocabile e finalizzata esclusivamente alla custodia del bene. Il precario oneroso si distinguerebbe, pertanto, sia dal comodato, per la presenza di un corrispettivo, sia dalla locazione, per la possibilità riconosciuta al concedente di far cessare in qualsiasi momento il godimento. Non è dunque la maggiore o minore durata del rapporto ad assumere rilievo al fine della qualificazione del contratto come locazione o come precario immobiliare oneroso, quanto la pattuizione dell’aleatorietà della durata: si ravvisa, cioè, la locazione ove il diritto al godimento dell’immobile, dietro corrispettivo, sia concesso per un determinato periodo di tempo nel senso, ed il precario oneroso se la durata del rapporto sia convenzionalmente condizionata all’arbitrio del concedente, in modo che questi possa determinarne quando vuole la cessazione.

Non è sintomatica di una locazione o di un precario immobiliare oneroso la sola previsione di un rimborso spese o di altri oneri a carico del comodatario (come, ad esempio, l’accollo dei contributi condominiali) in relazione alla concessione in godimento di un appartamento ad uso abitazione. La modesta entità economica dell’impegno preteso dal detentore è riconducibile allora alla figura del comodato modale.

Si sottolinea, in proposito, come la locazione, il comodato ed il precario immobiliare oneroso abbiano ben poco in comune sotto il profilo teorico, comportando la locazione un diritto di godimento esclusivo, il comodato un diritto di godimento non esclusivo, ed il precario immobiliare oneroso un diritto di godimento precario. Pur tuttavia, la concreta individuazione dell’una o dell’altra delle tre fattispecie viene complicata dall’identità dell’oggetto del contratto, che è poi la detenzione di un immobile. Sicché, di volta in volta, si dà peso all’entità del canone, al rapporto tra godimento e onere a carico del comodatario, alla durata del rapporto, all’assunzione di un obbligo di far godere il bene, o, come da alcuno si reputa preferibile, alla comune intenzione delle parti.

28. August 2017 · Comments Off on Rischio e Rendimento degli Investimenti · Categories: Altro

La value investing è una strategia che comporta una selezione di buone opportunità d’investimento sottovalutate, in secondo luogo il value investing ottiene un ritorno assoluto di guadagno e non relativo, infine il value investing è una strategia d’investimento di avversione al rischio, si pone attenzione ad entrambe le possibilità, sia nella direzione in cui l’investimento vada dalla parte sbagliata oppure dalla parte giusta.

Ci sono tipologie di investitori, alcuni per esempio puntalo a sovraperformare il mercato altri invece sono indifferenti se i risultati ottenuti sono un’utile o una perdita, altre strategie puntano a imitare ciò che gli altri fanno e tentano di indovinare ciò che gli altri faranno. Gli investitori value investing sono orientati alle prestazioni in termini assoluto. Sono interessati al raggiungimento dei lori obbiettivi, non si confrontano con il mercato e con gli altri investitori. I buoni risultati si raggiungono con l’acquisto di titolo sottovalutati e con la vendita di aziende che diventano pienamente valutate. Le prestazioni sono orientate al medio lungo termine, un buon investitore di valore è disposto ad attendere, anche con un minor rendimento, consapevole però che alla fine sarà ripagato. Questi investitori preferiscano aziende che richiedono più tempo per raggiungere un buon fine ma quindi portare a un minor rischio di perdita.

Non dobbiamo investire per forza

La differenza tra un buon investitore e un normale investitore è che quest’ultimo deve avere tutto il suo patrimonio investito in strumenti finanziari, perché non investire li farebbe restare indietro in un mercato in crescita. Questo perché il loro obbiettivo è battere il mercato, se il denaro non viene investito in strumenti precisi deve essere investito in un indice legato al mercato. Un buon investitore invece è disposto a detenere liquidità se non ci sono buone possibilità d’investimento. Denaro liquido fornisce a volte un buon rendimento nominale, alcune volte maggiore del tasso d’inflazione, è flessibile e quindi non comporta nessun costo di disinvestimento e quindi può essere più velocemente reinvestito con costi di transazione minimi. Il denaro contante rispetto ad investire in una alternativa mediocre, non comporta nessun costo opportunità perché non cade di valore durante i ribassi di mercato.

Maggiore è il rischio, maggiore è il rendimento?

Nelle maggiori business school insegnano che il rischio e il ritorno di rendimento sono sempre correlati positivamente, maggiore è il rischio e maggiore è il rendimento ma non è sempre così. Il rischio non si associa sempre alla volatilità ma esiste anche il rischio di acquistare ad un prezzo troppo elevato. La correlazione rischio-rendimento avviene solo in un mercato efficiente, ma come abbiamo sempre detto il mercato non è sempre efficiente, cioè quando tutte le informazioni non sono disponibili, quando un business è troppo complicato da analizzare o quando investitori comprano o vendono per motivi non razionali. Nel mercato ci sono investimenti molto rischiosi ma con rendimenti bassi. Per il mercato è difficile correggere una condizione di titolo sopravvalutato perché a causa della speculazioni investitori acquistano a prezzi elevati. Inoltre ci sono investitori che basano il loro business nel vendere a prezzi elevati, nessuno è obbligato a vendere a prezzi equi

Rischio e rendimento

Rischio e rendimento devano essere valutati in modo indipendente per ogni investimento, un maggior rischio non garantisce un maggior ritorno. Al contrario il rischio distrugge il ritorno, provocano perdite. E’ solo evitando investimenti d altro rischio, i prezzi si riducano e quindi un rendimento aggiuntivo può essere guadagnato e quindi compensa il maggior rischio sostenuto. Di per se il rischio non crea rendimento aggiuntivo, solo il prezzo ci può riuscire.

28. June 2017 · Comments Off on Come Risparmiare sulla Spesa · Categories: Altro

Fino a poco tempo fa, la spesa quotidiana per gli italiani stava diventando uno shopping sfrenato. Fino a quando non ci si è resi conto che le tasche si stavano svuotando sempre di più. Ora tutti cerchiamo di pensare a come risparmiare sulla spesa.

Il sito Coldiretti.it ha stilato una guida in cui si trovano le regole per il risparmio quotidiano sulla spesa alimentare.

Qui di seguito trovi le regole per risparmiare sulla spesa
Affidarsi alla produzione locale e di stagione
Passare più tempo in casa, per preparare il pane o la pasta fresca
Usare gli avanzi per cucinare, recuperando così del cibo
Abbandonare gli alimenti confezionati e acquistare quelli sfusi per risparmiare anche il 30%
Pensarci 2 volte prima di acquistare un determinato prodotto
Non cedere agli acquisti emozionali ed impulsivi
Economia domestica

Se si vuole risparmiare denaro sulla spesa alimentare bisogna eseguire alcune operazioni
Organizzazione della spesa
Creazione di una lista su cui basarsi
Affidarsi a piccoli negozietti di generi alimentari per le spese giornaliere, mentre per quelle settimanali si può scegliere un qualsiasi supermercato
Stabilire un proprio budget da non superare
Armarsi di calcolatrice per non eccedere le somme
Scegliere i prodotti in offerta e stare attenti ai prezzi convenienza
Utilizzare la carta fedeltà che permette una raccolta punti ed uno sconto sulla spesa
Il tempo è denaro

Il metodo migliore per riuscire a risolvere il problema del come risparmiare sulla spesa è quello della pianificazione del proprio tempo.

Chi riesce ad avere la pazienza necessaria per pianificare la spesa, avrà la possibilità di risparmiare veramente.

Chi ha il tempo di passare dal macellaio per la carne, andare dal fruttivendolo per la frutta e la verdura e comprare del pesce in pescheria è colui che raggiunge l’obiettivo di ridurre i costi sulla spesa.

Se si decide di non comprare più piatti pronti, i famosi “quattro salti in padella”, si ottiene un risparmio del 10 % ed in più si porta qualità e genuinità nella propria cucina.

Molta gente ha iniziato a collaborare ed a formare dei gruppi di acquisto solidale, detti GAS, i quali hanno specifici sconti su diversa merce. Più persone formano il gruppo e più alto è il risparmio.

Oggi sono innumerevoli i supermarket, i discount, gli ipermercati, i quali inviano volantini alle case delle persone per indurre loro all’acquisto di determinati prodotti.

Questa forma di pubblicizzazione è un’arma a doppio taglio perché ha la funzione di persuadere la gente ad entrare nel negozio per comprare un qualcosa che, magari, non serve nemmeno.

Non bisogna farsi manipolare dalla grande distribuzione, invece, oggi più che mai, occorre affidarsi ai cari vecchi mercati rionali, dove si ha un contatto diretto con colui che, oltre ad essere il venditore, è un amico che consiglia cosa comprare per risparmiare denaro.

Molte volte si cede alla tentazione del prodotto pubblicizzato alla tv, o di quello consigliato da un bellissimo attore, ma non si comprende che i grandi marchi costano di più rispetto a beni che, tante volte, sono anche più affidabili.

Il modo più semplice per estinguere il dilemma di come risparmiare sulla spesa sta nella semplicità di quelle persone che hanno detto basta allo spreco di cibo e stop a quei prodotti pronti che costano molto e che non hanno la freschezza degli alimenti della piccola bottega sotto casa.

20. June 2017 · Comments Off on Carta Nuova di Banca Nuova · Categories: Altro

Carta Nuova è una carta ricaricabile multifunzione e multiuso, dato che consente di saldare gli acquisti mediante i circuiti PagoBancomat, Bancomat e Mastercard, in Italia e all’Estero.

Cosi come è possibile prelevare denaro contante, sia in Italia che in territorio straniero, è possibile fare e ricevere bonifici, ricaricare il telefonino, fare acquisti on line, pagare le utenze mediante bancomat.

Carta Nuova si distingue persino le modalità di ricarica; la carta di credito di Banca Nuova infatti è ricaricabile liberamente, per un massimale di giacenza ampio pari a diecimila euro.

Oppure è possibile attivare la ricarica periodica, mediante un bonifico programmato o con l’accredito mensile del proprio stipendio.

Con la carta prepagata Carta Nuova è anche possibile attivare un servizio di ricariche a soglia, nell’istante in cui l’importo di denaro a disposizione del cliente sscenderà sotto la soglia prefissata, scatterà in automatico una ricarica.

Carta Nuova rappresenta uno strumento di pagamento estremamente economico, una vera alternativa al conto corrente.

Per averla basta corrispondere 10 euro per l’attivazione, non sono previsti canoni annui ne spese di gestione ed i costi di ricarica sono molto contenuti.

Se richiedete la carta on line il costo d’emissione scende a soli 8 euro.

14. June 2017 · Comments Off on Come Risparmiare Energia Elettrica · Categories: Altro

L’autorità per l’energia elettrica ed il gas, AEEG, ha calcolato il consumo medio di energia da parte di una famiglia formata da 3 persone. E stato osservato che in un anno si consumano mediamente 3200 kwh equivalenti ad una spesa di 640 euro.

Da questa indagine sono stati avviati diversi studi su come risparmiare energia elettrica in casa.

Bisogna ricordarsi che il risparmio di energia permette una diminuzione dell’inquinamento, infatti ogni kWh risparmiato è uguale a 0,7 kg. di anidride carbonica in meno.

L’importanza del calore
In inverno non bisogna assolutamente disperdere il calore generato dal riscaldamento domestico, infatti se si riduce lo spreco di calore si riesce a risparmiare energia.

Risulta essere essenziale affidarsi ad una caldaia che abbia incorporato al suo interno gli scaldabagni, i quali devono essere separati per ogni ambiente della casa, così da diminuire le dispersioni di calore.

Lo scaldabagno è l’apparecchio elettrico che consuma maggiore energia in casa, gli altri dispositivi che impiegano maggiore energia sono:

il frigorifero
l’asciugacapelli
la lavatrice
la lavastoviglie
il televisore
l’illuminazione
I suggerimenti per come risparmiare energia

In tempo di crisi c’è il bisogno di consumare minore energia elettrica in casa, così da riuscire a pagare una bolletta che non sia poi tanto cara.

Cosa bisogna fare
sapere quanto si consuma giornalmente, così da rendersi conto dell’effettiva spesa mensile
affidarsi ad apparecchiature di maggiore efficienza energetica, scegliendo gli elettrodomestici di ultima generazione (A++)
non lasciare mai in stand by i dispositivi elettrici (si può arrivare a spendere 70 euro in più all’anno per un televisore che non viene spento completamente)
utilizzare ciabatte con interruttore per poter spegnere completamente tutti gli accessori
eliminare gli elettrodomestici inutilizzati e non tenere collegati, se non servono, i caricabatterie che sono capaci di consumare energia in modo superfluo
spegnere le luci che non servono
usare lampadine a basso consumo che durano 10 volte di più e risparmiano il 75% di energia elettrica
controllare il frigo ed il congelatore, il termostato deve restare su temperature intermedie
impostare il frigorifero lontano dal muro (almeno 10 cm.) per una buona ventilazione e ricordarsi di tenere aperto il meno possibile lo sportello per risparmiare energia dispensabile
non utilizzare eccessivamente il forno tradizionale: consuma il doppio di un semplice microonde
usare gli elettrodomestici che consumano di più di notte: in questa fascia oraria si paga un minor prezzo
Una famiglia italiana deve stare attenta a questi particolari accorgimenti, così da riuscire a risparmiare anche fino al 30% di energia elettrica.

Oggi non bisogna essere obbligati ad installare un impianto fotovoltaico o affidarsi ad una qualsiasi altra fonte di energia rinnovabile, ma basta rendersi conto che i suggerimenti qui scritti sono la base per il risparmio energetico in casa.