14. July 2018 · Comments Off on Procedura Attivazione del Lavoro Accessorio · Categories: Altro

Il sistema del lavoro accessorio (artt. 70 e ss., D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, nel testo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 1, co. 32 e 33, L. 28 giugno 2012, n. 92, c.d. Riforma lavoro) può essere attivato, da parte dei soggetti interessati, tramite l’acquisto di buoni cartacei o telematici.

Procedura Cartacea
Acquisto dei buoni da parte dei committenti. I committenti possono acquistare i buoni presso le sedi provinciali INPS, presso le tabaccherie abilitate (c.d. P.E.A., ossia Punto Emissione Autorizzato), presso gli uffici postali.
Intestazione dei buoni da parte dei committenti. II committente, prima di consegnare al lavoratore i buoni, deve :

intestarli, scrivendo su ciascun buono: – il proprio codice fiscale; – il codice fiscale del prestatore di lavoro; – la data della prestazione.
convalidarli con la propria firma.
Riscossione dei buoni da parte del prestatore di lavoro. Il prestatore può riscuotere il corrispettivo dei buoni ricevuti, intestati e convalidati dal committente, presentandoli all’incasso presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale ovvero presso le tabaccherie convenzionate.
Accredito dei contributi. Poste Italiane S.p.A. – ovvero la tabaccheria convenzionata – comunica all’INPS l’avvenuto pagamento del buono e l’ INPS provvede all’accredito dei contributi previdenziali presso la Gestione Separata (in misura pari al 13% del valore nominale del buono) e a riversare all’INAIL i relativi contributi per gli infortuni sul lavoro (in misura pari al 7% del valore nominale del buono).

Procedura Telematica
Registrazione del committente e del prestatore di lavoro. La procedura telematica prevede la registrazione presso l’INPS (anche tramite i consulenti del lavoro) del committente e del prestatore di lavoro.
La fase di registrazione si chiude con:

la sottoscrizione del contratto relativo all’utilizzo della carta magnetica INPS CARD da parte del prestatore;
l’attivazione della carta presso Poste Italiane S.p.A. sulla quale sono accreditati gli importi delle prestazioni eseguite.
Se il prestatore non attiva la carta, il pagamento avverrà attraverso bonifico domiciliato riscuotibile presso tutti gli uffici postali.
Richiesta dei voucher da parte del committente. Effettuata la registrazione presso l’INPS, il committente può richiedere all’INPS i buoni lavoro.
Riscossione dei buoni da parte del prestatore di lavoro. Il prestatore riscuote gli importi del buono direttamente con accredito sulla carta magnetica INPS CARD che gli viene fornita al momento della registrazione o tramite bonifico domiciliato.
Accredito dei contributi. L’INPS, dopo aver verificato l’avvenuto accredito delle somme dovute al lavoratore, provvede all’accredito dei contributi previdenziali presso la Gestione Separata (in misura pari al 13% del valore nominale del buono) e a riversare all’INAIL i relativi contributi per gli infortuni sul lavoro (in misura pari al 7% del valore nominale del buono).

28. June 2018 · Comments Off on Come Avviare una Lavanderia Automatica · Categories: Altro

Un’attività interessante e di tipologia abbastanza moderna è la lavanderia automatica, chiamata anche a gettone o self-service, non richiede un elevato investimento a livello economico e se farai le scelte giuste potrebbe regalarti delle belle soddisfazioni, ecco qualche consiglio su come fare partire questo progetto.

Il primo passo che dovrai compiere sarà quello di costituire una società, quindi verranno coinvolti un notaio, una banca se chiederai un finanziamento, ma anche e soprattutto un commercialista (privato o appartenente ad una associazione che assiste gli imprenditori) e i suoi consigli saranno per te molto importanti. Per dettagli su questa fase è possibile vedere questa guida su come aprire una lavanderia a gettoni su Tuaimpresa.net.

Archiviata la parte burocratica ci sarà da localizzare la zona ideale per questo tipo di attività e prendere in affitto un locale, sempre che tu non ne possieda già uno o voglia comprarlo. Lo spazio dovrà essere compreso come minimo tra i 30 e i 40 metri quadrati, controlla anche che non ci siano eventuali problemi con l’impianto idraulico che dovrai fare creare o adattare dall’idraulico.

Una volta deciso dove aprire la tua lavanderia dovrai cominciare a pensare al numero di lavatrici da inserirvi, contattando i principali fornitori di questi macchinari godrai di una loro consulenza, ti consiglio di averne almeno quattro o cinque, ma questo dipenderà anche dallo spazio a disposizione, tieni presente che vi sono modelli con carichi e formati diversi.

Il numero degli essicatoi (asciugatori) sarà proporzionato alle lavatrici, comunque minimo tre macchine, poi ti servirà un distributore automatico di gettoni con i quali funzioneranno le lavatrici e ti consiglio pure quello per i detersivi, tieni presente che praticamente tutte le ditte che vendono questi macchinari ti proporranno delle condizioni interessanti, te ne spiego una nel prossimo passo.

Acquistando lavatrici ed essicatoi nuovi potrai godere di una sorta di assicurazione: se l’attività non dovesse rendere come pensavi potrai restituire il tutto recuperando buona parte del tuo investimento, cifra che verrà stabilita già al momento dell’acquisto e che varia in base agli anni accumulati dalle macchine, quindi è una sorta di “paracadute”.

Ti consiglio di creare una zona relax per i clienti che dovranno attendere la fine del ciclo di lavaggio e asciugatura, potrebbe essere piacevole fare ascoltare della musica nel locale, però non con un volume elevato, oppure potresti mettere un distributore automatico di bevande o una postazione internet, tutte cose che saranno gradite alla clientela e doneranno un tocco in più alla tua attività.

20. December 2017 · Comments Off on Come Risparmiare sul Gas · Categories: Altro

La bolletta del gas è una delle voci che incide maggiormente sul bilancio familiare. Come la luce e l’acqua, infatti, tale utenza domestica ha subito recenti apprezzamenti, fino a diventare uno dei costi più ardui, da affrontare, per milioni di famiglie italiane.

Ecco allora una breve guida per cercare di risparmiare sulle tariffe del gas che abbiamo realizzato utilizzando le informazioni presenti in questa guida su come risparmiare sul gas presente sul blog Casalingaperfetta.com.

Confrontare le tariffe. La prima cosa da fare per risparmiare sulla bolletta del gas è senza dubbio quella di confrontare le varie tariffe, andando a individuare la tariffa migliore, ritagliata sulla base del proprio profilo: quantità di persone che formano il nucleo familiare, dimensioni dell’abitazione e consumo di gas annuo rappresentano i tre principali parametri di calcolo.
Cambiare operatore. Gli operatori del mercato libero dell’energia spesso offrono delle promozioni molto interessanti per i nuovi clienti. Prendete pertanto in considerazione l’idea di tradire il vecchio operatore, passando a quello nuovo.
Razionalizzare l’uso del gas. Infine, il metodo più semplice per risparmiare in bolletta: usare il gas solo se e quando necessario, accompagnando un utilizzo accorto con una buona manutenzione delle strutture domestiche.

Risparmiare sul gas è quindi molto semplice.

07. December 2017 · Comments Off on Piano di Ammortamento del Mutuo – Come Funziona · Categories: Altro

Il rimborso di un mutuo viene definito per mezzo di un piano di ammortamento mutuo, che servirà a definire vincoli e regole con cui restituire il denaro avuto in prestito da una banca.

Con il piano di ammortamento mutuo, quindi, si definisce la rateizzazione del mutuo ed è, in ultima analisi, il documento principale che potrà farci decidere per uno specifico mutuo oppure no.

Infatti, è il piano di ammortamento mutuo che è in grado di descrivere, con minuzia di particolari, in che modo avverrà il rimborso, per quanti anni, con che percentuale di guadagno da parte dell’istituto di credito.

Naturalmente, si tratta di un gran numero di rate da versare, ma le stesse dovranno essere indicate nel documento relativo. Oltre a ciò, nel foglio informativo consegnatoci dalla banca, dovremmo anche ricevere tutte le chiarificazioni in merito a: importo fisso (o variabile, a seconda del tasso prescelto) che sarà versato con ogni singola rata; la scadenza per ciascuna rata (le prime di solito vengono cumulate o posticipate di un mese, per permettere la corretta gestione della pratica); il tasso di interesse che viene applicato e il modo stesso di calcolarlo.

Più facile è, comè ovvio, leggere il piano di ammortamento per un mutuo a tasso fisso, dal momento che ogni rata avrà sempre lo stesso ammontare, per tutta la durata del finanziamento; situazione ben diversa per un tasso variabile, conveniente solo per mutui che possono essere rinegoziati dopo un breve numero di anni.

Il piano di ammortamento può essere alla francese, con quote crescenti di capitale e decrescenti per gli interessi; all’italiana, con capitale costante e interessi decrescenti; alla tedesca, con rate costanti e interessi anticipati.

14. September 2017 · Comments Off on Alternative al Contratto di Locazione · Categories: Altro

Cosa faccio se non voglio usare il contratto di locazione? Comodato e precario immobiliare oneroso sono le soluzioni. Il comodato di immobile si distingue dalla locazione per l’essenziale gratuità, ossia per l’assenza di qualsiasi vantaggio, posto a carico del comodatario, che si ponga come corrispettivo del godimento della cosa con natura di controprestazione. In altre parole, nel comodato non c’è quel prezzo che nella locazione viene definito “canone”.La disponibilità di un immobile conseguita a titolo di comodato deriva, come per la locazione, da un contratto che attribuisce il diritto di godere dell’immobile fino al termine pattuito o, se trattasi di comodato senza determinazione di durata, fino a quando il comodante non chieda la restituzione della cosa. In ogni caso, se il comodatario, una volta esauritosi il rapporto obbligatorio che giustifica la sua detenzione, rifiuti di restituire il bene, il comodante dovrà agire con l’azione di restituzione fondata sull’estinzione del contratto.

Altra ipotesi importante da prendere in esame e molto frequente si ha quando un padre concede in comodato al figlio un immobile ove abitare con il nucleo familiare. Qualora la famiglia venga meno, i coniugi si separino e la casa venga assegnata alla moglie, il contratto di comodato continuerà a spiegare gli stessi effetti anche se il figlio se ne sarà dovuto allontanare. Ciò in quanto la legge presume che il comodato sia stato concesso dal padre al figlio per motivi familiari che non possono dirsi venuti meno solo perché è intervenuta la separazione. Per un esempio è possibile vedere questo modello su questo sito sul comodato d’uso.

La giurisprudenza rinviene nella prassi, ancora, una figura atipica, denominata precario immobiliare oneroso, in quanto caratterizzata dalla concessione in godimento di un bene immobile che, seppur parzialmente remunerata, risulta provvisoria, revocabile e finalizzata esclusivamente alla custodia del bene. Il precario oneroso si distinguerebbe, pertanto, sia dal comodato, per la presenza di un corrispettivo, sia dalla locazione, per la possibilità riconosciuta al concedente di far cessare in qualsiasi momento il godimento. Non è dunque la maggiore o minore durata del rapporto ad assumere rilievo al fine della qualificazione del contratto come locazione o come precario immobiliare oneroso, quanto la pattuizione dell’aleatorietà della durata: si ravvisa, cioè, la locazione ove il diritto al godimento dell’immobile, dietro corrispettivo, sia concesso per un determinato periodo di tempo nel senso, ed il precario oneroso se la durata del rapporto sia convenzionalmente condizionata all’arbitrio del concedente, in modo che questi possa determinarne quando vuole la cessazione.

Non è sintomatica di una locazione o di un precario immobiliare oneroso la sola previsione di un rimborso spese o di altri oneri a carico del comodatario (come, ad esempio, l’accollo dei contributi condominiali) in relazione alla concessione in godimento di un appartamento ad uso abitazione. La modesta entità economica dell’impegno preteso dal detentore è riconducibile allora alla figura del comodato modale.

Si sottolinea, in proposito, come la locazione, il comodato ed il precario immobiliare oneroso abbiano ben poco in comune sotto il profilo teorico, comportando la locazione un diritto di godimento esclusivo, il comodato un diritto di godimento non esclusivo, ed il precario immobiliare oneroso un diritto di godimento precario. Pur tuttavia, la concreta individuazione dell’una o dell’altra delle tre fattispecie viene complicata dall’identità dell’oggetto del contratto, che è poi la detenzione di un immobile. Sicché, di volta in volta, si dà peso all’entità del canone, al rapporto tra godimento e onere a carico del comodatario, alla durata del rapporto, all’assunzione di un obbligo di far godere il bene, o, come da alcuno si reputa preferibile, alla comune intenzione delle parti.