14. Marzo 2020 · Commenti disabilitati su Azienda e Capacità di Generare Flussi di Cassa · Categorie:Altro

La prima verifica da fare si riferisce alla capacità che ha l’azienda di generare flussi di cassa, cioè si va ad analizzare la sua potenzialità di creare cash flow tramite una corretta sequenza ed alternanza di entrate ed uscite. Risulta essere evidente che un’Azienda che paga i suoi debiti prima di incassare le vendite è un’azienda strutturalmente sbilanciata in un deficit di liquidità perenne, allo stesso modo un’azienda che riesce ad incassare prima di pagare è un soggetto economico che non avrà strutturalmente tensioni di liquidità.

Per tenere sotto controllo questo fattore occorre costantemente verificare i tempi di incasso ed i tempi di pagamento, cercando ovviamente di anticipare gli incassi rispetto ai pagamenti. Riferendosi ai tempi di incasso il metodo più semplice per ottenerlo è raffrontare i crediti medi verso clienti con le vendite giornaliere.
Esempio. Ditta Xyz ha una media di crediti verso clienti di 50.000€ e le vendite annue sono 650.000€. Si dividono le vendite annue per 365 e si ottiene 1780€ di vendite al giorno; si rapporta il credito medio (50.000) con la vendita giornaliera (1780) e si ottiene 28,08 che ci dimostra come la Xyz riscuota in media i propri crediti dopo 28 giorni.

Questo calcolo misura l’efficienza della politica creditizia aziendale e fornisce informazioni implicite, vale a dire, confrontandolo con la media dei pagamenti, dimostra come l’azienda abbia o meno bisogno di liquidità ulteriore per affrontare la gestione ordinaria. Nello stesso modo, infatti, si calcola la media dei pagamenti, confrontando i debiti medi con gli acquisti giornalieri. E’ quindi evidente che un’azienda in strutturale deficienza di liquidità è organizzata in maniera peggiore rispetto ad un’azienda che riesce a creare un flusso di cassa positivo anziché negativo in un dato periodo di tempo.

Un altro modo pratico e veloce per verificare la propensione o meno a creare flussi di cassa è applicare la tecnica dell’ acid test ; si tratta di un indice di bilancio che viene costruito rapportando le attività correnti che presentano il più alto grado di liquidità (fondo di cassa, titoli e crediti verso i clienti), sotto forma di denaro liquido o che possono essere velocemente convertite in denaro liquido, il tutto rapportato con le passività correnti (debiti verso fornitori, debiti a breve termine ed imposte/contributi). L’acid test determina in che misura l’azienda sia in grado di far fronte ai suoi debiti a breve termine con le attività a breve termine: Per una buona struttura finanziaria, l’indice dovrebbe dare un risultato sopra l’unità, vale a dire l’attivo a breve dovrebbe essere superiore al passivo a breve.

14. Febbraio 2020 · Commenti disabilitati su Come Farsi Rimborsare il Biglietto in Caso di Ritardo del Treno · Categorie:Altro

Tramite questa guida, imparerete a richiedere il rimborso di un biglietto ferroviario in caso di ritardo del treno. Poiché molte volte, a causa del maltempo o di problemi sulla linea ferroviaria, i treni hanno decine e decine di minuti di ritardo, potete richiedere fino al 50 % di rimborso del biglietto. Ecco come.

Per prima cosa, dovete verificare se avete diritto al bonus di viaggio o meno. Quindi controllate l’orario di partenza e l’orario di arrivo sul vostro biglietto e, se avete una delle seguenti condizioni, potete richiedere un rimborso. Il rimborso viene effettuato: su treni Eurostar, in caso di ritardi superiori a 25 minuti; su treni Intercity, per ritardi superiori a 30 minuti; per i treni espressi, infine, con ritardi superiori a 60 minuti.

Trascorsi 20 giorni dalla data del viaggio, si può verificare se si ha diritto al bonus presso tutte le biglietterie, il self-service, Internet e call center. Si può richiedere alle biglietterie o alle agenzie di viaggio convenzionate, consegnando il biglietto, il rilascio di un bonus nominativo o, direttamente, l’emissione di un nuovo biglietto per un importo pari al bonus spettante.

Il viaggiatore ha 12 mesi a disposizione per richiedere il bonus. Il bonus ha una validità di 12 mesi dall’effettuazione del viaggio. Il bonus è pari al 50% dell’importo del biglietto per treni Eurostar, al 30% per treni Intercity, al 20% per treni espressi. Calcolando una spesa di 100 € ed un ritardo di 25 minuti, possiamo quindi avere un rimborso di 50 €.

Il rimborso può essere chiesto
-Compilando il modulo presente sul sito di Trenitalia.
-Chiedendolo all’agenzia presso cui si è acquistato il biglietto.
-Presso una qualsiasi biglietteria di Trenitalia.
-Chiamando il call center di Trenitalia, qualora il biglietto sia stato acquistato telefonicamente, seguendo questa guida sul reclamo Trenitalia.

Chiedere il rimborso è quindi molto semplice.

14. Dicembre 2019 · Commenti disabilitati su Cambiale a Vista e con Altre Scadenze – Informazioni · Categorie:Altro

In questa guida parliamo della scadenza delle cambiali, analizzando le cambiali a vista e con altre scadenze.

Per iniziare, definiamo in cosa consiste una cambiale. Si tratta di un titolo di credito tramite il quale si ordina un pagamento a favore di un beneficiario. La cambiale può essere ceduta, tramite girata, di conseguenza il creditore potrebbe variare.

Le cambiali possono essere definite tratte o pagherò. Nella cambiale tratta, il creditore ordina al suo debitore di pagare una certa cifra ad un determinato beneficiario. Quindi compaiono tre soggetti distinti. Il traente emette il titolo e il debitore firma per accettazione.

Nei pagherò, invece, il debitore si impegna di pagare, ovvero promette di pagare ad una determinata scadenza un importo al suo creditore. Quindi ci sono solo due soggetti e chi emette il titolo è lo stesso debitore.

Ma vediamo che scadenza hanno le cambiali. La legge ha fissato la scadenza di questi titoli di pagamento. Può essere a vista, ovvero la cifra deve essere disponibile al momento della presentazione, quando viene vista dal debitore. Entro un anno dalla data in cui è stata emessa, la cambiale va presentata all’incasso.

La scadenza può essere anche a certo tempo vista, ovvero la data di scadenza va calcolata partendo da quella che viene definita come data di accettazione, da parte di chi deve risponderne, indicata vicino alla firma del trattario. La scadenza si scrive in questo modo A novanta giorni vista pagherete, a cento giorni vista pagherete e così via, a seconda delle esigenze.

Una scadenza può definirsi anche a certo tempo data, che va calcolata partendo dalla data di emissione, e non di accettazione. Il principio che vale è lo stesso di prima, ovvero si scriverà sulla cambiale A 60 giorni data pagherò.

Se invece si vuole indicare un giorno fisso in particolare, basta scriverlo sul titolo, indicando giorno, mese e anno. Se si sbaglia a scrivere la data, la cambiale non avrà titolo esecutivo.Se invece la data è corretta ma coincide con un sabato o una domenica, quindi un giorno non lavorativo, la prima data utile sarà il lunedì successivo.

Se la data invece non viene proprio indicata, la cambiale viene considerata pagabile a vista.

14. Luglio 2018 · Commenti disabilitati su Procedura Attivazione del Lavoro Accessorio · Categorie:Altro

Il sistema del lavoro accessorio (artt. 70 e ss., D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, nel testo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 1, co. 32 e 33, L. 28 giugno 2012, n. 92, c.d. Riforma lavoro) può essere attivato, da parte dei soggetti interessati, tramite l’acquisto di buoni cartacei o telematici.

Procedura Cartacea
Acquisto dei buoni da parte dei committenti. I committenti possono acquistare i buoni presso le sedi provinciali INPS, presso le tabaccherie abilitate (c.d. P.E.A., ossia Punto Emissione Autorizzato), presso gli uffici postali.
Intestazione dei buoni da parte dei committenti. II committente, prima di consegnare al lavoratore i buoni, deve :

intestarli, scrivendo su ciascun buono: – il proprio codice fiscale; – il codice fiscale del prestatore di lavoro; – la data della prestazione.
convalidarli con la propria firma.
Riscossione dei buoni da parte del prestatore di lavoro. Il prestatore può riscuotere il corrispettivo dei buoni ricevuti, intestati e convalidati dal committente, presentandoli all’incasso presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale ovvero presso le tabaccherie convenzionate.
Accredito dei contributi. Poste Italiane S.p.A. – ovvero la tabaccheria convenzionata – comunica all’INPS l’avvenuto pagamento del buono e l’ INPS provvede all’accredito dei contributi previdenziali presso la Gestione Separata (in misura pari al 13% del valore nominale del buono) e a riversare all’INAIL i relativi contributi per gli infortuni sul lavoro (in misura pari al 7% del valore nominale del buono).

Procedura Telematica
Registrazione del committente e del prestatore di lavoro. La procedura telematica prevede la registrazione presso l’INPS (anche tramite i consulenti del lavoro) del committente e del prestatore di lavoro.
La fase di registrazione si chiude con:

la sottoscrizione del contratto relativo all’utilizzo della carta magnetica INPS CARD da parte del prestatore;
l’attivazione della carta presso Poste Italiane S.p.A. sulla quale sono accreditati gli importi delle prestazioni eseguite.
Se il prestatore non attiva la carta, il pagamento avverrà attraverso bonifico domiciliato riscuotibile presso tutti gli uffici postali.
Richiesta dei voucher da parte del committente. Effettuata la registrazione presso l’INPS, il committente può richiedere all’INPS i buoni lavoro.
Riscossione dei buoni da parte del prestatore di lavoro. Il prestatore riscuote gli importi del buono direttamente con accredito sulla carta magnetica INPS CARD che gli viene fornita al momento della registrazione o tramite bonifico domiciliato.
Accredito dei contributi. L’INPS, dopo aver verificato l’avvenuto accredito delle somme dovute al lavoratore, provvede all’accredito dei contributi previdenziali presso la Gestione Separata (in misura pari al 13% del valore nominale del buono) e a riversare all’INAIL i relativi contributi per gli infortuni sul lavoro (in misura pari al 7% del valore nominale del buono).

28. Giugno 2018 · Commenti disabilitati su Come Avviare una Lavanderia Automatica · Categorie:Altro

Un’attività interessante e di tipologia abbastanza moderna è la lavanderia automatica, chiamata anche a gettone o self-service, non richiede un elevato investimento a livello economico e se farai le scelte giuste potrebbe regalarti delle belle soddisfazioni, ecco qualche consiglio su come fare partire questo progetto.

Il primo passo che dovrai compiere sarà quello di costituire una società, quindi verranno coinvolti un notaio, una banca se chiederai un finanziamento, ma anche e soprattutto un commercialista (privato o appartenente ad una associazione che assiste gli imprenditori) e i suoi consigli saranno per te molto importanti. Per dettagli su questa fase è possibile vedere questa guida su come aprire una lavanderia a gettoni su Tuaimpresa.net.

Archiviata la parte burocratica ci sarà da localizzare la zona ideale per questo tipo di attività e prendere in affitto un locale, sempre che tu non ne possieda già uno o voglia comprarlo. Lo spazio dovrà essere compreso come minimo tra i 30 e i 40 metri quadrati, controlla anche che non ci siano eventuali problemi con l’impianto idraulico che dovrai fare creare o adattare dall’idraulico.

Una volta deciso dove aprire la tua lavanderia dovrai cominciare a pensare al numero di lavatrici da inserirvi, contattando i principali fornitori di questi macchinari godrai di una loro consulenza, ti consiglio di averne almeno quattro o cinque, ma questo dipenderà anche dallo spazio a disposizione, tieni presente che vi sono modelli con carichi e formati diversi.

Il numero degli essicatoi (asciugatori) sarà proporzionato alle lavatrici, comunque minimo tre macchine, poi ti servirà un distributore automatico di gettoni con i quali funzioneranno le lavatrici e ti consiglio pure quello per i detersivi, tieni presente che praticamente tutte le ditte che vendono questi macchinari ti proporranno delle condizioni interessanti, te ne spiego una nel prossimo passo.

Acquistando lavatrici ed essicatoi nuovi potrai godere di una sorta di assicurazione: se l’attività non dovesse rendere come pensavi potrai restituire il tutto recuperando buona parte del tuo investimento, cifra che verrà stabilita già al momento dell’acquisto e che varia in base agli anni accumulati dalle macchine, quindi è una sorta di “paracadute”.

Ti consiglio di creare una zona relax per i clienti che dovranno attendere la fine del ciclo di lavaggio e asciugatura, potrebbe essere piacevole fare ascoltare della musica nel locale, però non con un volume elevato, oppure potresti mettere un distributore automatico di bevande o una postazione internet, tutte cose che saranno gradite alla clientela e doneranno un tocco in più alla tua attività.