02. October 2014 · Comments Off on Tassazione Dividendi Srl – Informazioni Utili · Categories: Fisco

Oggi mettiamo a disposizione alcune informazioni utili sulla tassazione dei dividendi di una Srl.

Prima di costituire una Srl, Società a responsabilità limitata, è necessario che ci informiamo riguardo alle varie tassazioni imposte dalla legge. La stessa domanda ce la potremmo porre se possediamo una partecipazione a titolo di socio.

Facendo un esempio concreto, se una Srl fattura 200 mila euro annui e nell’arco dell’anno sostiene 100 mila euro di spese varie tra cui stipendi, costi di impresa e altro, l’utile vero e proprio sarà di 100 mila euro. Se questi soldi vanno distribuiti tra i soci come dividendi, bisogna quindi calcolare la tassazione per capire poi quanto sarà realmente il netto.

In una Srl gli utili subiscono due tassazioni, in primis, l’IRES, Imposta sul Reddito delle Società, e l’IRAP, Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Innanzitutto quindi calcoliamone l’ammontare:

Come IRES l’imposizione fiscale è del 27,5% e come IRAP abbiamo un 3,9% circa, mutevole a seconda della regione. La somma delle due è di 31,4% che applicata al nostro utile precedentemente calcolato, abbiamo questo risultato:

31,4% di 100.000 = 31.400 euro

Quindi 100.000 euro – 31.400 euro = 68.600 euro

L’utile reale da ridistribuire tra i soci si ridurrà quindi a 68.600 euro.

A questo punto, però, le imposizioni fiscali non sono terminate, ma andranno a capo di ogni socio, in questo modo.

Partecipazione qualificata per importi sul capitale societario superiori al 25% il 49,72% degli utili percepiti si sommeranno con altri redditi ed andranno quindi tassati a seconda dello scaglione IRPEF reddituale di appartenenza. Quindi se dall’utile precedente, come socio, percepiamo 12.000 euro, dovremo fare l’operazione 12.000 * 49,72% = 5.966 che andranno quindi inseriti nella dichiarazione dei redditi annuale e tassati come tutti gli altri redditi.

Partecipazione non qualificata per importi sul capitale societario inferiori al 25%: in questo caso si applica direttamente un’imposta sostitutiva del 12.5% sulla quota di partecipazione. Se quindi la nostra quota è del 20%, allora il 20% di 68.600 = 13.720 euro ai quali si applicherà l’imposta del 12,5%, ovvero 1.715 euro. L’utile non andrà inserito nella dichiarazione dei redditi e quindi non scaturirà altre tassazioni IRPEF.

Il calcolo è quindi semplice.

10. September 2014 · Comments Off on Codice Tributo 3801 – Informazioni Utili · Categories: Fisco

Il modello F24 viene utilizzato dai cittadini e dalle imprese per pagare imposte e tasse sia statali come le imposte sui redditi e ritenute alla fonte, l’Iva, contributi e prime INPS, INAIL ma anche regionali e comunali come IMU, TARES, addizionali IRPEF regionali e comunali. Viene utilizzato anche per saldare atti di contestazione delle sanzioni, conciliazione giudiziale e molto altro.

Praticamente si tratta di un modello di pagamento unificato, compilabile in base alla tipologia secondo vari codici tributo. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate si trova l’elenco con tutti questi codici da poter inserire. Ce ne sono davvero tanti, e tante sono le somme che in effetti si possono versare tramite l’F24, pagabile in banca, in posta ma anche online.

Tra le varie codifiche, c’è anche il numero 3801. Vediamo di che cosa si tratta. Il codice tributo 3801 indica l’Addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche. Quando andremo a compilare l’F24 per il versamento, dovremo inserire tutti i dati nella sezione delle regioni. Se si tratta, come succede quasi sempre di un importo a nostro debito, possiamo anche rateizzare il rimborso; ma in questi casi si può anche utilizzare l’F24 per richiedere un rimborso, per un eccedenza di imposta pagata in precedenza, per un errore di conteggio o altro.

Se si scegliedi rateizzare l’importo totale, indicare sempre il numero di rata alla quale si fa riferimento con quel modello F24, in modo da non creare confusione. Laddove ci siano più tipologie di importo, si può decidere di pagare in una sola volta un codice tributo, e saldare a rate un altro.

L’importante è stare molto attenti a compilare tutte le parti richieste senza commettere errori.

Peresempio, se abbiamo l’abitudine, per lavoro o per cause familiari, di cambiare spesso residenza, dobbiamo sapere che per l’identificazione della regione o del comune per il pagamento delle addizionali, si fa sempre riferimento alla regione di appartenenza al 31 dicembre dell’anno per cui si versa l’addizionale. Per fare un esempio: oggi pago il codice tributo 3801, regione, per l’anno 2013, ma nel marzo 2014 mi sono trasferito con la residenza dalla Lombardia al Veneto, farà fede la mia residenza al 31/12 del 2013, ovvero pagherò l’imposta con le aliquote lombarde.

Per qualsiasi chiarimento, si può consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate.

06. September 2014 · Comments Off on Prescrizione Bollo Auto non Pagato · Categories: Fisco

In questo articolo spieghiamo quale risulta essere la prescrizione per il bollo auto non pagato.

Il bollo auto va corrisposto come tributo sull’immatricolazione dei veicoli, sia auto che moto. L’importo varia da regione a regione e dipende dalla cilindrata, dalla classe di inquinamento, dall’anno di immatricolazione e altro ancora.

Il bollo va pagato alle Poste, all’ACI, dal tabaccaio e anche tramite il sito internet di alcune banche che lo prevedono.

In base all’art. 2934 del Codice Civile, la tassa non pagata entro i termini può essere richieste dalla Regione per un periodo massimo di tre anni, dopodiché cade nella cosiddetta prescrizione. In tal caso si avrà un’estinzione dei diritti del titolare nei confronti del cattivo pagatore.

Per l’esattezza, la scadenza ultima è fissata al termine del terzo anno successivo alla scadenza dei termini di pagamento.

Superato questo limite, l’Ente non potrà più richiedere il pagamento del bollo auto non pagato.

Nel caso sia ricevuta una cartella esattoriale riguardante questo tributo ma che supera il termine massimo per la richiesta, c’è la possibilità di contestarla, facendo così

Consegnando a mano o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno la cartella esattoriale contestata

Si richiede istanza di annullamento totale o parziale della tassa rivolgendosi alla stessa amministrazione che ha emesso la cartella

Per fare un esempio di calcolo per definire in modo puntuale la data dalla quale il tributo cade in prescrizione, facciamo questo caso: abbiamo un bollo scaduto a giugno 2010, da pagare entro luglio 2010, il termine ultimo per richiederne il pagamento sarà dicembre 2013. Oltre questa data la cartella sarà impugnabile.

Dal 1993 la precedente tassa di circolazione è diventata tassa di possesso ed è stata delegata alle regioni a statuto ordinario, mentre per quelle a statuto speciale il bollo va direttamente all’erario.

Da quel momento, pur avendo fissato il termine di prescrizione, ci sono state varie sentenze che hanno annullato tale termine, per varie motivazioni. Le regioni non possono per nessun motivo modificare tale data, ma lo Stato ha optato in vari casi per alcune proroghe.

E’ consigliabile quindi verificare le norme del momento riguardanti la propria regione di appartenenza prima di decidere per il ricorso causato dalla scadenza dei termini.

04. September 2014 · Comments Off on Imposta sugli Intrattenimenti – Informazioni Utili · Categories: Fisco

Oggi spieghiamo in cosa consiste l’imposta sugli intrattenimenti.

Non stiamo parlando solo di slot machine, ma di giochi quali il biliardino, la musica non dal vivo, i videogiochi nelle salette dedicate. Se non ne avete mai sentito parlare, ecco di che cosa si tratta.

Risulta essere regolata dal Decreto Legislativo n. 60 del 26 febbraio 1999 e stabilisce le imposte da versare da chi guadagna mediante l’utilizzo di giochi o divertimenti. L’intrattenimento è differenziato dallo spettacolo, poiché nell’intrattenimento si implica un coinvolgimento maggiore dei soggetti, con attività ludica o comunque attiva, mentre negli spettacoli il soggetto partecipa in forma passiva e subisce l’intervento.

In base allo svago proposto al pubblico, l’imposta varia come importo e percentuale. Chiaramente i giochi d’azzardo sono soggetti ad una tassazione decisamente elevata.

Ecco le attività di cui parliamo: esecuzioni musicali di qualsiasi tipo, escludendo però quelli dal vivo come cori o concerti, intrattenimenti musicali nelle sale da ballo o discoteche sempre che la musica dal vivo non superi il 50% dell’orario di apertura del locale, in questi casi abbiamo un‘imposta del 16%.

Per le attività da gioco tipo biliardino e altri apparecchi e congegni usufruibili a gettone, a moneta o scheda, da divertimento o trattenimento, anche se automatico o luoghi pubblici o aperti al pubblico sia in circoli che in associazioni di qualunque specie; utilizzazione ludica di strumenti multimediali; gioco delbowling e anche il noleggio go kart, la percentuale si abbassa all’8%.

Per l’ingresso nelle sale da gioco tipo le sale bingo o scommesse e giochi d’azzardo abbiamo un bel 60%, più della metà degli introiti appartengono allo Stato.

La base imponibile sulla quale calcolare l’imposta è composta dagli ingressi dei partecipanti, per entrare in un locale o per i posti assegnati, da aggiungere anche l’eventuale guardaroba, biglietti singoli, carnet, abbonamenti e molto altro.

10. August 2014 · Comments Off on Registri Contabili Obbligatori – Informazioni Utili · Categories: Fisco

I registri contabili obbligatori sono dei documenti che la legge impone di compilare agli imprenditori per essere totalmente in regola con i fisco e nella legalità con le linee attualmente vigenti in Italia.
Spesso e volentieri le regole cambiano e negli ultimi anni si è visto via via un notevole semplificarsi di queste norme ed i documenti sempre diminuiti specialmente se si scelgono le contabilità semplificate, quando la legge lo consente.

Infatti quando si avvia un’attività, la scelta del regime contabile è fondamentale per moltissimi aspetti, e non da ultimo per la tenuta di questi documenti obbligatori e di grande importanza fiscale.
Le variabili che fanno optare per un regime piuttosto che per un altro sono il volume d’affari previsto e la forma societaria.

Se si prevede di rimanere al di sotto dei 30000 euro annui e non si hanno dipendenti, si può optare per il cosiddetto Regime dei Minimi, nel quale non sono previsti i registri obbligatori. Se invece i dipendenti ci sono, allora ci si può rivolgere al Regime Sostitutivo per le Iniziative Produttive e tutto ciò che riguarda i dipendenti va assolutamente presentato alle scadenze, e quindi: libro matricola che sarebbe l’anagrafica del lavoratore e libro paga con tutti gli stipendi percepiti. In questo caso il limite di reddito si alza, per imprese industriali, a circa 62000 euro.

Un’impresa individuale oppure una società di persone possono affidarsi al Regime contabile Semplificato dove compileremo soltanto i registri delle fatture emesse, delle fatture di acquisto, dei corrispettivi e dei beni ammortizzabili. Se ci sono i dipendenti, vale sempre lo stesso discorso di prima: vanno tenuti tutti i registri inerenti. I limiti di reddito sono in questo caso abbastanza alti.
Se non possiamo rientrare in nessuno dei tre regimi precedenti, saremo sicuramente accolti nel Regime Contabile Ordinario, ovvero il più complicato e ricco di registri obbligatori.

Qui avremo per la contabilità
-Il libro giornale
-Il libro degli inventari
-Il libro mastro
Le società di capitali dovranno anche compilare
-Il registro dei soci
-Il registro delle assemblee
-Il registro del consiglio di amministrazione
-Il registro dei sindaci
-Il registro delle obbligazioni

I registri contabili obbligatori sono quindi numerosi.