31. October 2014 · Comments Off on Esenzione TASI per Inquilini · Categories: Fisco

Risulta essere ormai scaduta il 16 ottobre 2014 la prima rata, definita ACCONTO, della TASI, in tutti quei Comuni italiani che hanno deliberato le quote entro il 10 settembre; in tutti gli altri Comuni la TASI sarà versata per intero entro il 16 dicembre.

Risulta essere da chiarire un punto fondamentale, la TASI va versata anche da chi è in affitto, e non detiene la proprietà della casa. Le percentuali dell’inquilino variano tra il 10% ed il 30%, ma se la cifra è al di sotto dei 12 euro, scatta l’esenzione totale.

La reale quota da pagare dipende chiaramente dalla rendita catastale, e se l’inquilino deve versare solo il 10% della TASI, non c’è nulla di strano se molti si troveranno, per loro fortuna, al di sotto della soglia minima.

Per esempio, nel Comune di Milano, un inquilino deve versare solo il 10% della TASI e, calcoli alla mano, tutti quelli che sono in affitto in appartamenti con rendita catastale sotto gli 850 euro sono esenti.

Le detrazioni riguardanti la TASI privilegiano invece le sole prime case, e quindi non riguardano l’inquilino, che secondo la regola generale della TASI, dovrà appunto versare un importo variabile tra il 10% ed il 30% di tutta la tassa, utilizzando se prima casa, l’aliquota applicata al suo proprietario.

Qualche esempio

Quota inquilino 10%, aliquota TASI prima casa 0,08%, rendita catastale di appartamento più garage e cantina 500€. Il totale dell’imposta è 67,20€. L’inquilino in questo caso non pagherà nulla, perché rimane al di sotto dell’importo minimo di 12 euro, 10% di 67,20€ = 6,72€.

Se riprendessimo il caso precedente, con l’unica differenza di una rendita catastale di 900€, ecco che l’inquilino dovrebbe versare 12,10 €, importo totale 121€ x 10%= 12,10€. Lo farà in due rate, acconto più saldo, se il suo Comune ha deliberato l’aliquota entro il 10 settembre, altrimenti tutto in una volta a dicembre

Per essere certi di detrazioni, soglia minima e versamenti, consultate il sito ufficiale del vostro Comune, dove otterrete tutte le informazioni del caso che vi saranno utili per la compilazione, il calcolo e a ricordare le date per il versamento.

24. October 2014 · Comments Off on Rimborso Affitto – Come Ottenerlo · Categories: Fisco

Esiste in Italia la possibilità di ottenere un rimborso riguardante il canone d’affitto della casa.

Quindi, in base a questa normativa, chi sottoscrive un contratto di affitto, ha diritto a due tipi di agevolazione. La prima riguarda la detrazione d’imposta, stabilita e regolata dal sistema fiscale italiano, e la seconda, invece, è a livello comunale e si identifica con il nome di Contributo ad integrazione del canone di locazione.

Vediamo meglio di cosa si tratta. Le detrazioni d’imposta, si indicheranno nella dichiarazione dei redditi, mentre il contributo integrativo sarà elargito in base ad un concorso comunale con cadenza annuale.

Le eventuali detrazioni a cui si ha diritto vanno indicate in esplicito sul modello Unico oppure sul modello 730, ogni anno. Esistono dei parametri che stabiliscono chi ha diritto a queste detrazioni e chi no, ovviamente. Uno di questi è senz’altro il reddito annuale, che non deve superare un certo limite. Queste agevolazioni vengono elargite anche a chi stipula un contratto d’affitto a canone convenzionato, o chi è costretto a spostare la propria residenza per seguire l’impegno lavorativo, entro un certo raggio dalla sede di lavoro.

Il bando di concorso che riguarda il contributo per i contratti d’affitto viene indetto una volta l’anno da molti comuni italiani. Anche qui ci sono alcuni parametri e limiti da rispettare per poter accedere alla domanda. Il bando stabilisce modi, tempi e metodi per la consegna della domanda da parte dei cittadini presso il comune di residenza allo sportello preposto per l’occasione.

Questo tipo di domanda si può anche presentare ai CAAF, Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale.

Il contributo spettante ad ogni inquilino varia a seconda di alcuni parametri, tra cui il numero dei componenti del nucleo familiare, il reddito che deve rimanere sotto una certa soglia, e anche l’importo del canone versato annualmente.

Risulta essere dunque interessante essere sempre al corrente di questi tipi di agevolazioni che vogliono sostenere ed aiutare le famiglie in difficoltà che, specialmente con la crisi degli ultimi anni, fanno fatica a sostenere la spesa dell’affitto della casa principale.

10. October 2014 · Comments Off on Come Calcolare l’Imposta di Registro per Locazione · Categories: Fisco

Se sei proprietario di un appartamento che hai provveduto a affittare a qualcuno, dovrai versare l’imposta di registro per la locazione. La burocrazia italiana è sempre complicata e difficile da capire.

Le scadenze, numerose, sono difficili da ricordare. Per questo, di tanto in tanto, può essere utile leggere qualche articolo sul web. Se sei interessato all’imposta di registro sui contratti di locazione, ecco qualche dritta sul suo significato e pagamento.

Risulta essere un valore che dipende direttamente dal canone richiesto. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è esaustivamente spiegato tutto. Il calcolo va fatto proprio online. Su internet troverai il modulo per calcolare l’imposta di registro e dovrai compilarlo con tutti i dati richiesti.

Andranno specificate varie informazioni riguardanti il tuo appartamento, come ad esempio l’uso del fabbricato, perché potrebbe essere abitativo, strumentale, fondo rustico o altro.

Inserirai anche il canone annuo , anone mensile moltiplicato per i 12 mesi, valore fondamentale per il calcolo corretto e definitivo.

Ti troverai quindi davanti a due tipi di risultato, uno appartiene ai contratti di locazione con canone libero, in cui troverai l’importo della prima rata da pagare e anche le rate successive, oppure ti verrà proposta anche la rata unica (in tal caso avrai diritto ad uno sconto sull’importo totale); l’altro risultato, invece, appartiene ai contratti di affitto con canone concordato.

Anche in questo secondo caso, avrai la possibilità di versare l’importo a rate oppure in un’unica soluzione, approfittando di uno sconto.

Potrai quindi provvedere al pagamento vero e proprio richiedendo il modulo per i versamenti direttamente allo sportello dell’Agenzia delle Entrate. Potresti anche farlo online, comodamente da casa senza doverti scomodare negli uffici e perdere tempo. Se scegli il modulo cartaceo, compilalo in ogni suo punto e portalo in uno degli uffici preposti, oppure in banca.

Potresti anche optare per il pagamento con la cosiddetta cedolare secca. Si pagano direttamente sia IRPEF che imposta di registro e i bolli. Si può fare direttamente online ma non dà diritto ad alcun tipo di detrazione sulle tasse. Una volta eseguito il pagamento per cedolare secca, il canone annuo non potrà essere variato.

I bolli sono a carico al 50% del proprietario ed il restante dell’inquilino.

02. October 2014 · Comments Off on Tassazione Dividendi Srl – Informazioni Utili · Categories: Fisco

Oggi mettiamo a disposizione alcune informazioni utili sulla tassazione dei dividendi di una Srl.

Prima di costituire una Srl, Società a responsabilità limitata, è necessario che ci informiamo riguardo alle varie tassazioni imposte dalla legge. La stessa domanda ce la potremmo porre se possediamo una partecipazione a titolo di socio.

Facendo un esempio concreto, se una Srl fattura 200 mila euro annui e nell’arco dell’anno sostiene 100 mila euro di spese varie tra cui stipendi, costi di impresa e altro, l’utile vero e proprio sarà di 100 mila euro. Se questi soldi vanno distribuiti tra i soci come dividendi, bisogna quindi calcolare la tassazione per capire poi quanto sarà realmente il netto.

In una Srl gli utili subiscono due tassazioni, in primis, l’IRES, Imposta sul Reddito delle Società, e l’IRAP, Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Innanzitutto quindi calcoliamone l’ammontare:

Come IRES l’imposizione fiscale è del 27,5% e come IRAP abbiamo un 3,9% circa, mutevole a seconda della regione. La somma delle due è di 31,4% che applicata al nostro utile precedentemente calcolato, abbiamo questo risultato:

31,4% di 100.000 = 31.400 euro

Quindi 100.000 euro – 31.400 euro = 68.600 euro

L’utile reale da ridistribuire tra i soci si ridurrà quindi a 68.600 euro.

A questo punto, però, le imposizioni fiscali non sono terminate, ma andranno a capo di ogni socio, in questo modo.

Partecipazione qualificata per importi sul capitale societario superiori al 25% il 49,72% degli utili percepiti si sommeranno con altri redditi ed andranno quindi tassati a seconda dello scaglione IRPEF reddituale di appartenenza. Quindi se dall’utile precedente, come socio, percepiamo 12.000 euro, dovremo fare l’operazione 12.000 * 49,72% = 5.966 che andranno quindi inseriti nella dichiarazione dei redditi annuale e tassati come tutti gli altri redditi.

Partecipazione non qualificata per importi sul capitale societario inferiori al 25%: in questo caso si applica direttamente un’imposta sostitutiva del 12.5% sulla quota di partecipazione. Se quindi la nostra quota è del 20%, allora il 20% di 68.600 = 13.720 euro ai quali si applicherà l’imposta del 12,5%, ovvero 1.715 euro. L’utile non andrà inserito nella dichiarazione dei redditi e quindi non scaturirà altre tassazioni IRPEF.

Il calcolo è quindi semplice.

10. September 2014 · Comments Off on Codice Tributo 3801 – Informazioni Utili · Categories: Fisco

Il modello F24 viene utilizzato dai cittadini e dalle imprese per pagare imposte e tasse sia statali come le imposte sui redditi e ritenute alla fonte, l’Iva, contributi e prime INPS, INAIL ma anche regionali e comunali come IMU, TARES, addizionali IRPEF regionali e comunali. Viene utilizzato anche per saldare atti di contestazione delle sanzioni, conciliazione giudiziale e molto altro.

Praticamente si tratta di un modello di pagamento unificato, compilabile in base alla tipologia secondo vari codici tributo. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate si trova l’elenco con tutti questi codici da poter inserire. Ce ne sono davvero tanti, e tante sono le somme che in effetti si possono versare tramite l’F24, pagabile in banca, in posta ma anche online.

Tra le varie codifiche, c’è anche il numero 3801. Vediamo di che cosa si tratta. Il codice tributo 3801 indica l’Addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche. Quando andremo a compilare l’F24 per il versamento, dovremo inserire tutti i dati nella sezione delle regioni. Se si tratta, come succede quasi sempre di un importo a nostro debito, possiamo anche rateizzare il rimborso; ma in questi casi si può anche utilizzare l’F24 per richiedere un rimborso, per un eccedenza di imposta pagata in precedenza, per un errore di conteggio o altro.

Se si scegliedi rateizzare l’importo totale, indicare sempre il numero di rata alla quale si fa riferimento con quel modello F24, in modo da non creare confusione. Laddove ci siano più tipologie di importo, si può decidere di pagare in una sola volta un codice tributo, e saldare a rate un altro.

L’importante è stare molto attenti a compilare tutte le parti richieste senza commettere errori.

Peresempio, se abbiamo l’abitudine, per lavoro o per cause familiari, di cambiare spesso residenza, dobbiamo sapere che per l’identificazione della regione o del comune per il pagamento delle addizionali, si fa sempre riferimento alla regione di appartenenza al 31 dicembre dell’anno per cui si versa l’addizionale. Per fare un esempio: oggi pago il codice tributo 3801, regione, per l’anno 2013, ma nel marzo 2014 mi sono trasferito con la residenza dalla Lombardia al Veneto, farà fede la mia residenza al 31/12 del 2013, ovvero pagherò l’imposta con le aliquote lombarde.

Per qualsiasi chiarimento, si può consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate.