Se sei intenzionato a aprire un conto BancoPosta ma non sai come muoverti, sappi che è un’operazione abbastanza banale, ma come difronte ad ogni tipo di contratto, è necessario porre la giusta attenzione a ciò che si sottoscrive, leggendo bene tutti i moduli, le modalità e gli oneri riguardanti il servizio stesso.

Vai all’ufficio postale che ti è più comodo, e richiedi la modulistica inerente il conto BancoPosta. Alcuni uffici propongono come servizio uno sportello apposito solo per correntisti BancoPosta, o per chi lo volesse diventare. Quindi informati presso la posta più vicina, o quella dove ti recheresti normalmente per avere rapporti con l’istituto, e chiedi se esiste lo sportello dedicato, in modo da evitare eventuali file inutili.

Quando avrai tra le tue mani tutti i moduli da sottoscrivere, leggi accuratamente tutto ciò che andrai a sottoscrivere. L’operatore postale ti elencherà, o almeno così dovrebbe accadere, tutte le clausole, i costi e le postille del BancoPosta: tutti i vantaggi di stip0ulare un contratto ed aprire un conto corrente presso le Poste italiane, e tutti i relativi oneri a te attribuiti.
C’è il Conto BancoPosta standard, disponibile solo per i clienti, e non più sottoscrivibile, quindi passiamo a altro.

C’è il Conto BancoPosta Più che propone anche la carta Postamat. Dovrai versare un canone mensile di 4 euro. Quindi annualmente dovrai pagare 48 euro, più il costo del libretto degli assegni, ovvero 3 euro, e della carta di credito, ossia 24 euro. Attivando alcuni servizi o prodotti in aggiunta, potrai addirittura azzerare il canone.

C’è il Conto BancoPosta Click che ti permette di attivarlo direttamente tramite internet, comodamente a casa tua. Puoi non pagare alcun canone gestendo tutte le operazioni tramite l’internet Banking senza recarti allo sportello.

Per aprire uno di queste tipologie di conto, dovrai portare on te un documento di identità in corso di validità, oltre che il tuo codice fiscale. Accedendo e registrandoti sul sito ufficiale di Poste Italiane, potrai gestire con facilità il tuo conto. Potrai accreditare lo stipendio o la pensione con somme immediatamente disponibili. Il prelievo tramite sportello Bancomat prevede dei costi, mentre i pagamenti con la carta di credito sono totalmente gratuiti.

Come vedi non è così complicato aprire un conto BancoPosta, basta ricevere le informazioni adeguate.

Siamo già ormai consci che i conti correnti online si differenziano da quelli classici da “sportello” per i minori costi di gestione; in genere tutti i movimenti non hanno costo, così come un certo numero di bonifici, estratti conto online, e a volte anche il bollo governativo gratuito.

Ma di solito questi conti a costo zero sono anche a interesse zero.

La Banca Ifis propone invece un’alternativa agli interessi totalmente annullati, con ContoMax, conto corrente libero quasi a costo zero che consente anche di vincolare alcune somme per accaparrarsi degli interessi superiori alla norma.

I rendimenti di questo conto sono parificati ad un conto deposito, ma con tutte le funzionalità di un normale conto corrente.

La banca si accolla anche il pagamento del bollo trimestrale, a patto che sia l’unico conto a nome del correntista. Non presenta costi di apertura e quasi tutte le operazioni sono a costo zero, come ad esempio tutti i pagamenti delle utenze, il canone annuo, conteggio interessi, estratto conto elettronico.

Da tener presente che a livello di prelievi ATM sono consentiti 5 mensili gratuiti, dopodiché si pagheranno le commissioni pari a 2 euro; consentito anche solo 1 bonifico al mese, per poi andare a pagare una spesa di 1 euro. Sono comunque dettagli da considerare, qualora si intendesse passare da un conto già esistente a questo, anche perché in caso contrario si pagherebbe il bollo governativo, in base alle proprie necessità.

Parliamo ora di rendimento, il conto cosiddetto libero, ovvero senza vincoli, propone un rendimento annuo lordo di 0,75%. Certo, è un valore molto basso, ma di questi tempi che propongono interessi ridicoli, non è neanche un importo tanto minimo, specie se consideriamo che in genere i conti a costo zero rendono 0 interessi.

Se si vincolano delle somme, con eventuale sblocco entro 33 giorni dalla richiesta, 1,05% lordi annui.

Con somme vincolate non recuperabili anticipatamente, si parte da un vincolo mensile all’ 1% lordo e si arriva ad un vincolo di 24 mesi, 2 anni, con 1,50% lordi.

La liquidazione di questi interessi, va sottolineato, è in via anticipata.

Sul proprio conto corrente gravano molte spese e recenti studi hanno dimostrato che non conviene, nel lungo periodo, rimanere affezionati alla stessa banca, bensì chiudere il conto e riaprirlo online, per abbattere i costi.

Ecco alcuni consigli per abbattere le spese bancarie.

Non pagare mai le bollette direttamente allo sportello, bensì richiedere il RID oppure utilizzare la carta di credito; le commissioni bancarie possono arrivare addirittura anche a 5 euro su un’utenza

Non richiedere bonifici allo sportello, ma eseguirli direttamente online, dove spesso sono totalmente gratuiti; anche per questo tipo di operazione, la commissione può sfiorare i 5 euro

Non effettuare prelievi allo sportello, bensì tramite circuito ATM (bancomat); anche qui le banche ci marciano sopra e chiedono anche 3 euro

Non richiedere più di una carta di credito per conto, perché le banche richiedono davvero molte spese per la gestione della carta, sia per il rilascio, il rinnovo e molto altro; alcune però offrono la prima carta in modo gratuito.

Non effettuare prelievi ATM fuori dal circuito della propria banca, perché a volte le commissioni sono veramente alte, optare piuttosto per un istituto di credito che non faccia pagare commissioni sui prelievi, come IngDirect

Non richiedere mai allo sportello il riepilogo movimenti o il saldo, perché in alcuni casi potrebbero venir applicate fino a 3 euro di commissione; optate piuttosto per la consultazione online o da ATM

Veniamo ora ad alcuni consigli

La commissione di istruttoria veloce che si utilizza per ripagare lo scoperto in banca, generalmente per un periodo superiore alla settimana o per importi maggiori di 500 euro, può costare molto cara, fino a 50 euro. A quel punto meglio chiedere un prestito personale o finalizzato alla copertura del debito

Da ricordare che su prestiti e mutui esistono le spese di incasso rata, in genere 3 euro.

Da sapere che all’estero può essere meno dispendioso utilizzare il bancomat, se adibito all’uso estero, piuttosto che la carta di credito, sulla quale gravano molte commissioni specialmente laddove la valuta non sia in euro

Un conto in negativo non può essere chiuso prima di riportarlo a pareggio, ma si può aprire un altro, nell’attesa di saldare il proprio debito

RID, pagamenti periodici e molto altro vengono trasferiti da un istituto ad un altro direttamente tra banche quando si va a cambiare conto

Rimanere fidelizzati alla stessa banca per molti anni, può costare mediamente 100 euro all’anno, è la stessa Banca d’Italia a suggerire di modificare conto corrente di tanto in tanto, optando soprattutto per quelli che offrono carte di credito gratuite, telepass gratis, regali di benvenuto e molto altro.

Oggi spieghiamo come ricavare ABI e CAB da IBAN,

Spesso e volentieri ci troviamo a dover indicare le nostre coordinate bancarie; al datore di lavoro per l’accredito dello stipendio, per ottenere un bonifico, nei contratti telefonici, per ricevere i pagamenti e per altre motivazioni. A volte ci chiedono direttamente l’IBAN, niente di più facile, è un codice alfanumerico che ci viene fornito dalla banca al momento dell’apertura del conto. Lo possiamo trovare con molta facilità anche consultando l’home banking, il sito della nostra banca di riferimento, nella sezione apposita riguardante gli estremi del nostro conto corrente.

Il codice IBAN è l’identificativo principe del nostro conto; è univoco ma sta ad indicare, nella realtà, molti dati racchiusi in un unico codice.

Infatti l’IBAN non è una serie di lettere e numeri a caso, ce ne saremo accorti che corrisponde ad una serie di informazioni sempre inerenti il nostro conto bancario.

Spesso dobbiamo indicare l’intestatario, ovvero noi stessi, se stiamo parlando del nostro conto, un eventuale cointestatario, la denominazione della Banca e la filiale di riferimento. Ma se, per esempio, ci chiedessero, per qualche motivo particolare, solo l’ABI del nostro conto, oppure il CAB, o il CIN. Vediamo come è possibile estrapolare queste informazioni così importanti direttamente dall’IBAN.

Niente di più semplice, andiamo ad esaminare nello specifico i componenti del codice IBAN:

IT|01|N|12345|12345|123456789123

Per praticità, nell’esempio, abbiamo suddiviso le varie parti inserendo il carattere “|”.

Ora vediamo,

-e prime due lettere compongono la sigla internazionale del Paese di provenienza secondo lo standard ISO, in questo caso siamo in Italia, quindi IT.
-seguono poi due numeri di controllo
-ecco il codice CIN, la quinta lettera dell’IBAN
-ora abbiamo il famigerato codice ABI, per cinque posizioni
-ecco il codice CAB, altre cinque posizioni;
-numero effettivo di conto corrente, fino al 27mo carattere.

Quindi, avendo davanti il proprio IBAN, basta ricordarsi la successione esatta di CIN, ABI e CAB e si estrapoleranno facilmente tutte le informazioni necessarie.

Per chi non lo sapesse, l’ABI è un codice identificativo univoco a livello di Istituto di Credito, mentre il CAB identifica la filiale di provenienza del conto.

L’assegno circolare è un titolo di credito che viene emesso direttamente dall’Istituto di credito, e, di conseguenza, dovrebbe essere sicuro al 100%, in quanto un assegno di questo tipo viene emesso dalla banca solo quando ha già verificato che esistano i fondi per coprirlo.

Ma come tutte le cose in questo mondo, il 100% non esiste. Come capire quindi se un assegno circolare è reale o fasullo. Al momento stesso dell’emissione, la banca verifica che sul conto in questione ci sia depositata la somma corrispondente all’importo scritto sul titolo, quindi un assegno circolare non dovrebbe mai essere falso o scoperto.

In ogni caso, l’unico modo per verificare la veridicità del titolo di credito, qualora per qualche motivo non ci fidassimo della persona che ce lo consegna, per capire che non si tratti di “carta da formaggio” è quello di richiedere la “bene emissione” dell’assegno.

Ma in cosa consiste nello specifico questa pratica. Innanzitutto distinguiamo tra benefondi e bene emissione.

Il benefondi verifica l’esistenza effettiva di fondi presenti sul conto per pagare l’assegno bancario non circolare. Laddove abbiamo in mano un assegno bancario di cui dubitiamo la provenienza e la copertura, possiamo telefonare alla nostra banca, che si metterà in contatto con la filiale da cui proviene il conto del mittente, e verificherà la copertura del titolo di credito.

Il benefondi chiaramente non si può utilizzare con gli assegni circolari, ma tramite il bene emissione, la banca chiede alla filiale che presumibilmente ha emesso l’assegno, se c’è stata una effettiva emissione. In sostanza si cerca di capire se questo assegno esiste e risulta alla banca oppure no.

Gli assegni circolari si utilizzano solitamente per i regolamenti a distanza oppure per la compravendita di immobili, e quindi un’azione efficace potrebbe essere quella di organizzare l’incontro in un orario nel quale la nostra banca è aperta e quindi ci può dare una risposta in tempo reale, sempre se la filiale di provenienza sia aperta.