28. December 2017 · Comments Off on Come Diventare Consigliere dell’Orientamento · Categories: Lavoro

Quella del Consigliere Dell’Orientamento è una professione dall’alta specializzazione che consiste nel fornire assistenza e servizi di orientamento riguardo: mercato del lavoro, sistema scolastico-formativo.

Lavorare come consigliere dell’orientamento significa dunque svolgere tutte le attività volte ad orientare le persone in determinati settori: fare formazione, condurre colloqui di orientamento, predisporre e presentare progetti di ricerca, organizzare l’attività didattica nelle scuole, fare il bilancio delle competenze

Tra le varie professioni del settore comprende vari profili: l’orientatore per le scuole superiori e l’orientatore per i corsi universitari e l’orientatore al lavoro.

Un consigliere dell’orientamento deve conoscere i metodi per la definizione dei curricula e dei percorsi formativi, al fine dell’insegnamento e della misurazione degli esiti formativi.

Si tratta infatti di un professionista dell’orientamento e della consulenza che forma i giovani e li orienta; è quindi in grado di rispondere alle loro domande sul mercato del lavoro e sugli sbocchi occupazionali dei diversi corsi di laurea e scuole superiori.

Si tratta di uno specialista dell’educazione e della formazione che svolge compiti molto delicati.

Secondo i dati dell’ISFOL le prospettive occupazionali al 2014 dovrebbero incrementarsi di circa il 9,3% un dato che riguarda non solo i consiglieri dell’orientamento ma tutte le categorie che si occupano di educazione.

Per diventare consulenti dell’orientamento è necessario avere una laurea, anche in materie umanistiche, e seguire corsi di formazione specifici che preparino e permettano l’acquisizione di tutte le competenze.

28. November 2017 · Comments Off on Come Lavorare con i Videogiochi · Categories: Lavoro

Un settore che non conosce crisi è quello dei videogames: si tratta di un settore che coinvolge un bel numero di addetti per un giro di affari di un miliardo di euro.

Dunque perché non pensare, avendo le giuste competenze e la giusta esperienza di trovare lavoro in questo ambito?

L’industria italiana del videogioco cerca infatti giovani brillanti che possano promuovere una crescita ulteriore.

Le figure professionali che ruotano intorno ai videogames sono
programmatori
grafici
informatici
esperti di marketing e processi produttivi
Le più grandi e note aziende del settore sono alla ricerca di diverse figure professionali che sono abbastanza rare qui in Italia: Electronic Arts, Sony o Microsoft, Milestone, Cidiverte, Digital Bros.

Risulta essere possibile dunque optare per una formazione specifica sul mondo dei videogiochi. La offrono molte Università. Una di queste è lo IULM di Milano che ha dato il via ad un Executive master in Digital Entertainment Media and Design.

Qui è possibile avere una formazione globale sul mondo dei videogiochi e nascono nuove figure professionali :
Game Designer
Brand Manager
Product Manager
Per chi frequenta questo corso l’occupazione è garantita. L’80% dei giovani trova occupazione nelle stesse aziende in cui ha svolto il tirocinio.

30. June 2017 · Comments Off on Amministratore di Condominio – Requisiti · Categories: Lavoro

La figura dell’amministratore di condominio, che viene creata nel corso degli anni settanta in occasione del boom economico’ è prevista dall’articolo 1129 del Codice Civile, Quando i Condomini sono più di quattro, l’Assemblea nomina un Amministratore. Se l’Assemblea non provvede, la nomina è fatta dall’autorità giudiziaria, su ricorso di uno o più Condomini. L’Amministratore dura in carica un anno e può essere revocato in ogni tempo dell’Assemblea. Può anche essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun Condomino, oltre che nel caso previsto dall’ultimo comma dall’art. 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità. La nomina e la cessazione per qualunque causa dell’Amministratore dall’ufficio sono annotate in apposito registro.

Al momento chiunque può diventare amministratore di condominio, anche una persona interna al condominio stesso oppure un professionista esterno: normalmente si tende a preferire soggetti che abbiano un diploma da ragioniere o da geometra, in quanto in possesso di nozioni di contabilità. L’amministratore di condominio è, infatti, specializzato nella gestione delle spese e nella supervisione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei condomini.

Quali sono i requisiti necessari per diventare amministratore di condominio

Per esercitare l’attività di amministratore non è necessario possedere un titolo professionale o l’iscrizione in alcun albo, ma è indispensabile aprire la partita IVA. Inoltre, per quanto concerne le nozioni utili per svolgere tale lavoro, è conveniente frequentare dei corsi tenuti dalle associazioni di categoria, oltre ad avere determinate conoscenze in campo giuridico, tecnico, amministrativo e fiscale.

Per quanto riguarda i guadagni, in base a quanto riportato in questo articolo sull’amministratore di condominio su Professioniecarriere.com, risulta essere di circa 70 euro per abitazione. I guadagni possono quindi essere piuttosto interessanti.

28. April 2017 · Comments Off on Cose da non Scrivere in un Curriculum · Categories: Lavoro

Siete contenti del vostro curriculum? Magari la sua struttura vi piace, ma che dire del contenuto? I responsabili della selezione leggono le stesse identiche frasi, curriculum dopo curriculum, ogni giorno.
I casi sono tanti, quante le professioni più diverse.
Ecco qualcuno dei luoghi comuni più diffusi e quindi proprio quelli che, chi è alla ricerca di un lavoro, dovrebbe evitare di riportare nel curriculum.

Comunicatore
Questo termine non ti distingue dagli altri candidati, ma è esattamente l’abilità che viene richiesta a chiunque si presenti ad un colloquio. I selezionatori sono più colpiti da chi riesce a comunicare e a comunicarsi bene. Presta sempre attenzione ai tempi verbali (orale o scritta: questo vale per le comunicazioni via mail o a voce), alla pertinenza delle tue frasi e non usare troppi avverbi o ancora peggio, non abusare dei termini in inglese.

Attento ai dettagli
Ogni lavoro richiede un certo livello di attenzione al dettaglio. Quindi, di nuovo, questo non aiuterà il vostro curriculum – o la vostra chance di successo in un colloquio. La cosa migliore da fare in casi come questo è essere pronti a spiegare, durante un colloquio, come il tuo alto livello di attenzione per i dettagli abbia, in passato, portato ad un risultato importante, di cosa vi siete accorti in tempo utile, cosa non avete tralasciato e cosa poi si è rivelato una fondamentale accortezza.

Altamente qualificato
Questa è una frase inutile. Avete delle competenze, ed è possibile utilizzare alcune o tutte quelle capacità laddove siano richieste. Non avere competenze significa non aver mai fatto nulla. Credi di avere delle marce in più competenze rispetto alla media? Dimostralo, non perderti in chiacchiere.

Affidabile
Risulta essere meglio lo siate davvero, se vi assumeranno. Ancora una volta, questo è un tratto che sul tuo curriculum può essere tralasciato. Semplicemente non vi distingue dalle altre persone che fanno già quel lavoro o svolgono già quella professione.

Referenze disponibili su richiesta
Questa era una normale prassi nel mondo dei curriculum, ma ormai è “fuori moda”. Partendo dal presupposto che un potenziale datore di lavoro voglia le vostre referenze, può ottenerle semplicemente cercandovi su google, guardando i vostri profili sui social network (è importante, per questo, avere un profilo sempre aggiornato sui social network professionali più importanti) e vedendo con chi avete lavorato in passato.
Non indicatelo, quindi, sul curriculum. Assicuratevi piuttosto di avere i nomi e le informazioni di contatto di chi vi intervisterà. Chiedete sempre nome e cognome della persona con cui sosterrete il colloquio e cercate tutte le informazioni possibili sul web.
In ogni caso, avvisate i possibili “referenti” che siete alla ricerca attiva di un lavoro: in questo modo non saranno sorpresi se qualcuno dovesse chiamarli e chiedere informazioni su di voi.

Giocatore di squadra
A differenza di chi? Qualsiasi organizzazione vuole avvalersi certamente di chi ha l’energia lavorare efficacemente a contatto con altri. E se non percepiranno questa attitudine in voi durante il colloquio, il fatto che lo abbiate scritto sul curriculum non li convincerà.

In grado di rispettare le scadenze
Fatevi questa domanda: se doveste rispettare solo una scadenza su 10, quanto a lungo rimarreste? Ancora una volta, questa è una caratteristica già evidente (scontatamente “richiesta”) e significa che saper rispettare le scadenze è il minimo indispensabile, in qualsiasi lavoro.

14. April 2017 · Comments Off on Colloquio Senza Risposta – Motivi · Categories: Lavoro

Hai sostenuto già tanti colloqui ma ancora non hai ottenuto un lavoro. Capita spesso di avere la sensazione che i colloqui siano andati bene, ma poi, senza un reale riscontro in seguito, ci si rende conto che non è così.

Ecco cinque ragioni che potrebbero essere utili a ragionare sul perché una selezione si fermi al primo colloquio o comunque non abbia un seguito.

Hai dato l’impressione di essere disperato.

I selezionatori sono in grado di stabilire quando il candidato è veramente interessato proprio alla posizione offerta, o disposto ad accettare qualsiasi lavoro.
Informarsi quanto più possibile sulla posizione lavorativa e fare domande intelligenti durante il colloquio dimostrerà al selezionatore che avete dedicato del tempo a poter valutare l’opportunità che vi viene presentata.

Le aziende vogliono assumere persone appassionate a ciò che fanno e che vogliono lavorare con loro. È necessario, quindi, essere in grado di focalizzare il tipo di lavoro e il tipo di azienda. La motivazione è la base: il rischio è quello di sembrare disposti a tutto!

Non hai saputo venderti

Parte della vostra responsabilità durante l’incontro è di raccontare voi stessi.
Condividendo la vostra storia, potrete anticipare alcune delle domande che potrebbero farvi: preparate in anticipo la presentazione della vostra esperienza professionale. Siate precisi e dettagliati nelle vostre risposte e servitevi di aneddoti, per dimostrare la vostra maturità professionale.

Risulta essere consigliabile utilizzare il modello STAR (dall’inglese: situation, task, action, and results), ovvero: parlare di situazioni, di attività, di azioni e risultati. E anche se non avrete storie così ricche da raccontare, il solo esercizio nel prepararsi, nel pensare, vi renderà candidati più preparati.

Ti sei venduto per quello che non sei.

C’è una linea sottile tra la fiducia e l’arroganza, e attraversarla significa andare incontro all’insuccesso quasi certo. Evitate domande tipo “Cosa mi offrite?”. Riflettete su quello che non conoscete e siate pronti ad ammettere i vostri errori, se richiesto. La flessibilità, l’adattabilità e la disponibilità ad apprendere sono tutte qualità che i selezionatori cercano!

Spunta la segnalazione di un dipendente o un candidato interno.

Se due candidati hanno un background simile ma uno dei due arriva tramite una segnalazione interna, l’azienda, considerando quest’ultima candidatura, ha più probabilità di andare verso una direzione sicura.
In questo caso, quindi, il datore di lavoro ha già un’idea di come un candidato interno si adatterà ad un certo ruolo, perché può basarsi sull’esperienza professionale che ha in comune con lui.

Allo stesso modo, un candidato segnalato spesso conosce qualcuno all’interno dell’azienda, che può confermare la sua professionalità. Le aziende credono molto nelle segnalazioni perché si aspettano che i loro dipendenti le indirizzino verso candidati che possano essere all’altezza della loro stessa segnalazione.

I requisiti richiesti sono cambiati.

Questo capita spesso, soprattutto con le posizioni aperte da poco tempo.
Incontrando potenziali candidati e valutando le singole esperienze, a volte succede che i selezionatori individuino nuove priorità o obiettivi rispetto alla posizione, e questo, quindi, può fare sì che si focalizzino su nuovi elementi di valutazione della candidatura.