14. June 2017 · Comments Off on Come Risparmiare Energia Elettrica · Categories: Altro

L’autorità per l’energia elettrica ed il gas, AEEG, ha calcolato il consumo medio di energia da parte di una famiglia formata da 3 persone. E stato osservato che in un anno si consumano mediamente 3200 kwh equivalenti ad una spesa di 640 euro.

Da questa indagine sono stati avviati diversi studi su come risparmiare energia elettrica in casa.

Bisogna ricordarsi che il risparmio di energia permette una diminuzione dell’inquinamento, infatti ogni kWh risparmiato è uguale a 0,7 kg. di anidride carbonica in meno.

L’importanza del calore
In inverno non bisogna assolutamente disperdere il calore generato dal riscaldamento domestico, infatti se si riduce lo spreco di calore si riesce a risparmiare energia.

Risulta essere essenziale affidarsi ad una caldaia che abbia incorporato al suo interno gli scaldabagni, i quali devono essere separati per ogni ambiente della casa, così da diminuire le dispersioni di calore.

Lo scaldabagno è l’apparecchio elettrico che consuma maggiore energia in casa, gli altri dispositivi che impiegano maggiore energia sono:

il frigorifero
l’asciugacapelli
la lavatrice
la lavastoviglie
il televisore
l’illuminazione
I suggerimenti per come risparmiare energia

In tempo di crisi c’è il bisogno di consumare minore energia elettrica in casa, così da riuscire a pagare una bolletta che non sia poi tanto cara.

Cosa bisogna fare
sapere quanto si consuma giornalmente, così da rendersi conto dell’effettiva spesa mensile
affidarsi ad apparecchiature di maggiore efficienza energetica, scegliendo gli elettrodomestici di ultima generazione (A++)
non lasciare mai in stand by i dispositivi elettrici (si può arrivare a spendere 70 euro in più all’anno per un televisore che non viene spento completamente)
utilizzare ciabatte con interruttore per poter spegnere completamente tutti gli accessori
eliminare gli elettrodomestici inutilizzati e non tenere collegati, se non servono, i caricabatterie che sono capaci di consumare energia in modo superfluo
spegnere le luci che non servono
usare lampadine a basso consumo che durano 10 volte di più e risparmiano il 75% di energia elettrica
controllare il frigo ed il congelatore, il termostato deve restare su temperature intermedie
impostare il frigorifero lontano dal muro (almeno 10 cm.) per una buona ventilazione e ricordarsi di tenere aperto il meno possibile lo sportello per risparmiare energia dispensabile
non utilizzare eccessivamente il forno tradizionale: consuma il doppio di un semplice microonde
usare gli elettrodomestici che consumano di più di notte: in questa fascia oraria si paga un minor prezzo
Una famiglia italiana deve stare attenta a questi particolari accorgimenti, così da riuscire a risparmiare anche fino al 30% di energia elettrica.

Oggi non bisogna essere obbligati ad installare un impianto fotovoltaico o affidarsi ad una qualsiasi altra fonte di energia rinnovabile, ma basta rendersi conto che i suggerimenti qui scritti sono la base per il risparmio energetico in casa.

28. May 2017 · Comments Off on Come Compilare una Fattura Commerciale · Categories: Fisco

La fattura commerciale, rispetto alle lettere commerciali, è uno strumento quotidiano ed indispensabile per tutte le figure professionali impegnate nel commercio. Vediamo insieme come funziona. La fattura commerciale o la Proforma, non è altro che il documento mediante il quale il mittente della merce dichiara il contenuto, il valore della spedizione ed il materiale di composizione del bene spedito. Il documento deve essere redatto in conformità alle diverse leggi internazionali, che prevedono precisi requisiti di esportabilità, per agevolare i controlli alla dogana, bene esser precisi nella redazione delle sezioni relative allo sdoganamento in esportazione, al fine anche di assicurare una consegna nei termini contrattuali prestabiliti.

Che dire se oggetto di spedizioni sono merci e materiali non classificabili come documenti, con destinazione esterna all’Unione Europea. In questo caso le normative doganali prevedono una serie di requisiti per l’emissione della fattura commerciale, o Proforma.

Le spedizioni di merci e materiali non classificabili come documenti e non destinate alla vendita, in genere oggetto di spedizioni tra privati, prevedono la redazione della Proforma;
Le spedizioni di merci e materiali di valore commerciale, destinati alla vendita, prevedono l’osservanza delle norme doganali relative all’emissione della Fattura Commerciale.

Per agevolare ed assicurare uno sdoganamento preciso e rapido la fattura deve essere redatta correttamente. Un’eventuale imprecisione o mancanza di elementi essenziali sarebbe causa di ritardo in fase di controllo doganale, provocherebbe conteggi errati dei relativi oneri e quindi sarebbe la base per multe e sanzioni, talvolta anche molto onerose. Per un esempio è possibile vedere questo modello di fattura proforma sul sito Lafattura.net.
La Fattura Commerciale o Proforma va compilata in inglese o italiano. In questo caso deve esser correlata da traduzione nella lingua del paese di destino e va riprodotta in cinque copie.

20. May 2017 · Comments Off on Come Trovare Finanziamenti per Avviare un’Attività Imprenditoriale · Categories: Prestiti Finanziamenti

Ricercare un finanziamento per avviare una nuova attività imprenditoriale è ormai una necessità visto il periodo di crisi e l’impossibilità da parte delle banche di erogare prestiti. Vediamo come è possibile richiedere un finanziamento agevolato e a fondo perduto per avviare una nuova impresa e soprattutto chi può richiederlo e a quale ente rivolgersi.

Partiamo da una semplice osservazione che spesso può sembrare banale e scontata ma credetemi non lo è. Per poter avviare una nuova impresa, prima di ogni cosa l’utente futuro imprenditore deve avere delle buone conoscenze imprenditoriali e deve soprattutto avere in mente un’idea progettuale ben chiara e definita. Sorvolando sul discorso “conoscenze imprenditoriali”, soffermiamoci brevemente sul concetto di “idea progettuale” che rappresenta un passo fondamentale per chi desidera avviare una nuova impresa usufruendo di finanziamenti agevolati e a fondo perduto. Infatti, poter richiedere un finanziamento avendo tra le mani un business plan ben definito e “vincente” ossia un documento che attesti l’idea progettuale nei minimi dettagli corredato da analisi di mercato e costi di avvio necessari, rappresenta il primo passo per poter richiedere un finanziamento.

Sono presenti enti e agenzie nazionali per lo sviluppo delle imprese come ad esempio InvItalia e SviluppoItalia che hanno l’obiettivo di erogare finanziamenti a giovani imprenditori che possiedono determinati requisiti e a determinate (vantaggiose) condizioni. Tali richieste sono definite a “sportello” nel senso che esaminate ed erogate in ordine cronologico di arrivo della richiesta. Erogazione, ovviamente, soggetta ai requisiti che a seguire esamineremo.

Come già accennato prima, gli enti e le agenzie sopra citate hanno come obiettivo l’erogazione di un finanziamento a giovani imprenditori sia nel settore lavoro autonomo che nella micro impresa. Ciò significa che un giovane disoccupato o inoccupato che precisamente non percepisca reddito e che non sia legato a qualche società tramite quote societarie da almeno 3 anni e che ovviamente non sia titolare di partita iva, può richiedere un finanziamento sia per l’apertura di uno studio professionale (lavoro autonomo) che per l’apertura di un’impresa sia essa un negozio commerciale piuttosto che un bar o un ristorante e così via. Inoltre, il giovane disoccupato non deve aver superato il limite di età di 36 anni al momento della richiesta.

Nel caso di lavoro autonomo è possibile richiedere una cifra massima di circa 26.000 euro (estendibile a 30.000) mentre per la microimpresa la cifra massima è di circa 130.000 euro. La formula di finanziamento prevista è la seguente: il 50% della somma richiesta verrà finanziata tramite un finanziamento a fondo perduto ossia nessuna restituzione della somma da parte del richiedente mentre per la restante parte (cioè per il rimanente 50%) l’ente/agenzia finanziaerà il giovane imprenditore tramite un finanziamento agevolato molto vantaggioso (soprattutto molto vantaggioso rispetto ai soliti e alti tassi di interesse applicati dalle banche) della durata di 3 anni.

Risulta essere possibile richiedere un finanziamento presentando una domanda online indicando in maniera esatta e precisa sia tutti i propri dati anagrafici che sull’idea progettuale. Non ci sono scadenze nella presentazione della domanda (domanda “a sportello” come già detto) e non esistono graduatorie e punteggi di merito e non sono richieste garanzie patrimoniali o personali. Infine, se la domanda è completa ed esatta in ogni sua parte, il finanziamento verrà erogato con tempi di attesa non troppo alti (circa 6/9 mesi) con erogazione del finanziamento entro 12 mesi dalla richiesta della domanda.

14. May 2017 · Comments Off on Cosa Sono i Prestiti Bancari · Categories: Prestiti Finanziamenti

Le Banche valutano attentamente le richieste di finanziamento per decidere se erogare o meno il prestito. Risulta essere infatti fondamentale per l’Istituto di credito erogare il credito a clienti che siano effettivamente in grado di rispettare l’impegno sottoscritto a restituire le somme prese in prestito maggiorate degli interessi pattuiti.

Le logiche e le metodologie, con cui le Banche stimano il rischio di credito e decidono quindi se concedere o meno il prestito, dipendono da Banca a Banca. Non esiste dunque un approccio unico ed è quindi possibile che il medesimo prestito allo stesso soggetto sia concesso da un Istituto e sia rifiutato da un’altra Banca.

Innanzitutto ci sono dei criteri discriminatori basilari, quali l’età. Essere maggiorenni è chiaramente un requisito minimo; l’età massima è variabile in quanto dipende dalla durata del prestito, dalle politiche creditizie della singola banca, dalla presenza di eventuali coperture assicurative accessorie e da eventuali garanti.

La Banca o la Finanziaria analizzano con attenzione la tipologia di impiego del richiedente, il reddito e la composizione familiare.

E’ chiaro che un impiego a tempo determinato è valutato come assolutamente più rischioso di un impiego a tempo indeterminato. Un dipendente statale ha poi potenzialmente più possibilità di essere finanziato rispetto ad un dipendente di una piccola azienda privata.

Il reddito viene valutato in relazione agli impegni economici conseguenti alla tipologia di nucleo familiare, ad eventuali altri finanziamenti in corso, e soprattutto alla rata prevista. Quanto più la rata assorbe porzioni crescenti del reddito, quanto minore è la probabilità di concessione del credito.

Gli istituti di credito stimano la cosiddetta affidabilità creditizia del richiedente. E’ una sorta di misura della capacità del soggetto di restituire il prestito nei tempi prefissati. E’ un dato interno alla Banca, che non viene assolutamente divulgato e non ha alcun valore sul “piano morale”; è un puro dato tecnico funzionale ai meccanismi deliberativi dell’Istituto.

L’affidabilità creditizia è calcolata sulla base di dati e informazioni oggettive e soggettive.

Per quello che riguarda gli elementi oggettivi, gli Istituti recuperano informazioni circa la storia creditizia del soggetto richiedente. Ovvero verificano se ha finanziamenti in essere, se li ha avuti o li ha richiesti in passato, se ha sempre onorato i suoi debiti nei tempi e nelle modalità previste.

Le fonti di queste informazioni sono innanzitutto il cliente stesso tramite le sue dichiarazioni e la documentazione presentata; ad esempio l’estratto conto presentato dal richiedente evidenzia le rate di eventuali finanziamenti.

Ma le fonti più affidabili per gli Istituti eroganti sono le cosiddette banche dati che raccolgono la storia creditizia di tutti coloro che hanno avuto o hanno richiesto l’accesso al credito.

I cosiddetti data provider di informazioni creditizie possono essere:

di natura pubblica, come la Centrale Rischi della Banca di Italia e la Centrale dei Rischi della Società Interbancaria per l’Automatizzazione (SIA);
di natura privata, come l’Experian Information Services e la Centrale Rischi Finanziari (CRIF).

In genere i data provider pubblici forniscono informazioni relativamente agli importi maggiori (ad esempio maggiori di 75 mila euro per la Centrale Rischi di Banca di Italia), mentre quelli privati coprono – dal punto di vista informativo – i finanziamenti di importo più contenuto.

07. May 2017 · Comments Off on Come Scegliere Il Prestito Migliore · Categories: Prestiti Finanziamenti

Quando si richiede un medesimo prestito a diversi operatori finanziari si ottengono diversi preventivi caratterizzati da un gran numero di dati da prendere in considerazione, come la rata, le spese di istruttoria, il tasso annuale nominale (TAN), gli oneri accessori.

Può quindi risultare difficoltoso per il richiedente individuare l’offerta più conveniente ed economica e scegliere il miglior prestito fra i vari finanziamenti proposti.

Se si considera il TAN, si tenga presente che questo indicatore è funzionale al solo calcolo della quota interesse associata al finanziamento. Sommando alla quota interesse la quota capitale, si viene a calcolare la rata del prestito. Il TAN è dunque un indice che non prende in considerazione gli oneri accessori che la sottoscrizione del finanziamento comporta e che contribuiscono a definire l’onerosità complessiva del finanziamento per il richiedente.

L’indicatore sintetico che consente di confrontare oggettivamente i costi di finanziamento di più proposte di prestito è il TAEG, ovvero il tasso annuo effettivo globale. Questo parametro comprende infatti, oltre agli interessi come per il TAN, anche tutti i costi accessori, quali per esempio le spese di istruttoria, le spese di incasso delle rate, le imposte, le spese assicurative (se previste necessariamente dal finanziamento).

Pertanto è il TAEG il vero indicatore che deve essere preso in considerazione per valutare quale sia effettivamente il costo di un finanziamento e quale sia il prestito più conveniente tra le diverse offerte che ci vengono proposte. Quando si richiede un prestito è quindi opportuno richiedere sempre la valorizzazione del TAEG, che è appunto un indice sintetico di tutte le voci di costo.

Se dunque il parametro giusto per valutare la maggiore o minore onerosità del prestito è il TAEG, basta conoscere l’ammontare di questo valore per scegliere a colpo sicuro il finanziamento più economico: il compito è semplice, non è questa la parte difficile della scelta. Il difficile sta invece nella raccolta delle informazioni in merito alle varie tipologie di prestito offerte dai numerosi istituti che erogano finanziamenti. Visto da questo punto di vista, la risposta alla domanda su come scegliere il migliore prestito non è più così immediata. Visto da questo punto di vista, è la raccolta e disponibilità di informazioni sempre aggiornate a fare la differenza