28. February 2018 · Comments Off on Fattori da Considerare per una Strategia di Trading su Opzioni Binarie · Categories: Investimenti e Operazioni Finanziarie

Le opzioni binarie sono strumenti finanziari relativamente semplici. Operare sulle opzioni binarie consiste nel saper scegliere se il prezzo di un bene sarà sopra o sotto di una determinata soglia ad una determinata scadenza temporale. Il trader sceglie Call se pensa che il prezzo salirà, Put se pensa che scenderà.
Molti broker di opzioni binarie consentono di effettuare dei trade vicino alla data di scadenza, chiaramente più si avvicina la data di scadenza dell’opzione e più è facile indovinare la direzione, ma il broker può decidere di diminuire il rendimento dell’opzione stessa.

Per fare trading su questi strumenti è necessario quindi formarsi un’idea su dove si dirigerà il prezzo di un determinato bene sul quale poggia l’opzione. I beni possono essere sia delle coppie di valute forex come Euro Dollaro, che commodity come l’oro, indici come il NASDAQ o azioni come Apple.

Ci sono almeno tre fattori da considerare per iniziare a capire dove si potrà dirigere un prezzo.

I Trend
Ci si trova in presenza di un trend quando il prezzo continua a fare dei massimi consecutivi (trend rialzista) o minimi consecutivi (trend ribassista) in determinat intervalli temporali. La presenza di un trend è un ottimo fattore per effettuare un trade in quanto finché esso tiene possiamo essere sicuri della direzione di un prezzo e quindi piazzare un Call oppure un Put. Se il trend è particolarmente forte, ovvero in forte ascesa o ribasso allora si può anche rischiare di piazzare un ordine abbastanza prima e guadagnare di più evitando comunque il rischio di una inversione o di un rimbalzo di prezzo.

Le Inversioni
Una inversione è un cambiamento di trend, da rialzista a ribassista o viceversa, che avviene di solito in corrispondenza di una linea di supporto oppure di una linea di resistenza. E’ importante quindi tenere d’occhio questi livelli perché in tali punti potrebbe esserci un cambiamento netto nell’andamento del prezzo. Piazzare un ordine prima dell’avvicinamento del prezzo verso un livello di resistenza o di supporto potrebbe rivelarsi rischioso, è preferibile piazzare un ordine dopo che il prezzo ha superato tale livello o è rimbalzato su un supporto o su una resistenza.

Le Notizie Macroeconomiche
Gli annunci macroeconomici quali il PIL dei vari paesi, i debiti, il tasso di disoccupazione ecc. possono rivelarsi dei fattori fondamentali per l’andamento di un determinato indice, cross valutario e commodity. Nella sezione calendario macroeconomico potete vedere quali sono gli eventi più importanti e regolarvi di conseguenza. Nelle vicinanze degli annunci più importanti, come la salute economica di un paese ad esempio, gli indici possono subire delle forti oscillazioni e prendere delle direzioni improvvise. Tali direzioni possono essere sfruttate come trend oppure si possono attendere le successive inversioni per piazzare un ordine Call o Put.

Molto interessante.

14. February 2018 · Comments Off on Opzioni Binarie e Money Management · Categories: Investimenti e Operazioni Finanziarie

Il money management è un aspetto essenziale del trading ma a volte viene sottovalutato. I traders che generano profitti sostanziali durante la loro carriera possono perdere tutto velocemente in uno o due operazioni se non sono in grado di gestire i propri soldi correttamente.

Nessuna strategia può aumentare di un grosso fattore le tue probabilità, ma puoi benissimo aumentare le tue probabilità di successo essendo al corrente di come si può fare trading in maniera efficace. Per aiutare ad aumentare i profitti che provengono dal trading, vediamo alcuni esempi di semplici strategie:

Opzioni binarie e la roulette. Il trading sulle opzioni binarie non è in alcuno modo correlato alla roulette, pertanto non ci sono strategie per la roulette che hanno a che vedere o che possano funzionare per le opzioni binarie.

Non bisogna mai rischiare più di una certa percentuale su un’unica operazione. Questa percentuale chiaramente dipende dal proprio grado di rischio, ad ogni modo una percentuale del 10% è davvero altissima. Ad esempio, se stai facendo un’operazione da $10.000 non dovresti arrivare a rischiare $1000. In questo modo, se non hai un grosso ritorno su questo investimento, conserverai comunque abbastanza soldi per continuare a fare trading.

La confidenza è fondamentale, bisogna fare operazioni solamente quando siamo certi di aver ricercato ed analizzato abbastanza approfonditamente il nostro asset. Se non siamo sicuri riguardo all’operazione è meglio aspettare finché non ci sentiamo confidenti sulla determinata opzione che abbiamo scelto.

Diversificare, non si deve mai mettere tutte le uova nello stesso paniere. Fare trading su opzioni appartenenti a diversi asset, mercati e con diversa data di scadenza.

Prestare attenzione agli annunci finanziari, di solito dovrai attendere prima che esca un grande annuncio economico e prevedere la direzione nella quale tradare. Puoi anche cercare di anticipare gli annunci ed utilizzare le opzioni binarie per fare trading basandosi sulla volatilità che essi generano.

Seguire i trend, bisogna sempre tenere un occhio ai trend che si sviluppano. Ad esempio, se le azioni della Microsoft sono in salita, forse lo saranno anche quelle della Apple.

Attendersi delle perdite, se sei un vero vincitore, accetterai le sconfitte come parte della vincita a lungo termine.

28. January 2018 · Comments Off on Cosa Bisogna Sapere sulla Moneta · Categories: Banca e Conto Corrente

Il nome Moneta ha origine secondo molti studiosi dal termine greco Monytes, indicatore, designatore, monitore.

Comparsa come normale evoluzione del baratto, che aveva i suoi limiti nell’impossibilità per chiunque di risparmiare e consumare nel futuro il proprio bene deperibile, la moneta, metallica e di forma circolare, vede la luce, prima nelle civiltà greca (quelle civiltà dell’antichità classica non romane) intorno al 700 a.C. e, successivamente, in quella romana. Limiteremo volutamente la cronologia numismatica al solo occidente, elencando di seguito le monetazioni più importanti

Monetazione greca
Per ordinare la monetazione greca, si usa generalmente il criterio artistico che la suddivide in 4 grandi periodi:

Primo PERIODO, arte arcaica dal 700 al 480 a.C.
Caratterizzato dalla rozzezza delle forme. La moneta presentava generalmente la lavorazione solo sul lato diritto, mentre nel rovescio vi era quasi sempre un quadrato incluso, cioè l’orma lasciata dall’incudine sulla moneta quando questa veniva battuta con il martello.

Secondo PERIODO, arte di transizione dal 480 al 415 a.C.
Le forme sono ancora abbastanza rigide e spigolose ma risulta evidente un miglioramento rispetto al primo periodo.Sul diritto spesso sono raffigurati profili umani abbastanza grossolani; in alcuni casi il rovescio presenta ancora il classico quadrato incuso ma iniziano a comparire i primi rovesci lavorati.

Terzo PERIODO, arte di massimo splendore dal 415 al 336 a.C.
Di fattura meravigliosa, le monete di questo periodo presentano sul diritto teste di divinità viste di tre quarti. Vivaci ed eleganti raffigurazioni umane ed animali campeggiano sul rovescio di queste inimitabili monete.

Quarto PERIODO, arte di decadenza dal 336 in poi.
Le monete di questo periodo perdono l’eleganza che le aveva fino ad allora caratterizzate. Sul diritto,le divinità vengono pian piano sostituite dai ritratti dei re e i le raffigurazioni sui rovesci sono sempre più statiche.

Monetazione romana
La monetazione romana è divisa in due periodi distinti

Periodo repubblicano
Dopo aver abbandonato il baratto anche la civiltà romana, evolvendosi, introduce la moneta (prima fusa e poi coniata) per regolare gli scambi commerciali sempre più importanti. La prima monetazione bronzea, imponente e rozza, (aes rude e aes signatum) viene pian piano sostituita da conii, in metalli diversi, più raffinati ma sempre più piccoli, cosi come segue:

dalle origini di Roma fino al 268 a.C. Aes rude e Aes signatum in bronzo;

dalle origini di Roma fino al 268 a.C. Aes signatum in bronzo;

dal 342 al 211 a.C. monete Romano-Campane in bronzo, argento ed oro,

dal 338 al 268 a.C. Aes grave o librale in bronzo;

dal 268 al 217 a.C. Denari e sottomultipli in argento;

dal 268 al 48 a.C. Asse ridotto e successive diminuzioni in bronzo;

dal 217 al 48 a.C. Denari in argento col nome dei magistrati monetari;

dall’ 81 al 48 a.C. Aurei in oro.

Periodo Imperiale
Anche se storicamente l’Impero Romano inizia con Ottaviano Augusto (2 d.C.) e termina con sua la caduta (476 d.C.), la monetazione Imperiale Romana inizia dal 48 a.C. , quando Giulio Cesare si fece eleggere dittatore perpetuo. In questi cinque secoli vennero coniate innumerevoli monete in oro, argento e bronzo. Solitamente la monetazione imperiale propone sul diritto il ritratto dell’imperatore regnante che, a volte, concede il suo diritto di effigie alla moglie, l’imperatrice, o ai membri della sua famiglia. Il rovescio invece è molto vario: raffigurazioni maschili e femminili, allegorie, personificazioni geografiche e concetti astratti, costruzioni varie, monumenti sacri e profani, armi e via dicendo rappresentano la vita romana nella sue forme più varie, dal culto alla guerra. Per informazioni su come riconoscerle e sul loro valore, è possibile vedere questa guida sulle monete romane su Valoremonete.net.

Monetazione bizantina
In concomitanza della caduta dell’Impero Romano, inizia la monetazione bizantina che può essere inserita nel periodo che va dal 395 d.C. al 1453 d.C., durante il quale vennero coniate innumerevoli monete in bronzo, argento ed oro.
La monetazione in bronzo era composta dai Follis e dai piccoli Nummus o Denarius. I nummus erano monete dal diametro di circa 10 mm e dal valore molto esiguo. Per questo motivo ben presto fu necessario affiancarli da multipli da 5, 10 e 20 nummus e si distinguevano per una lettera presente sul rovescio (E= 5 nummus; I= 10 nummus e K= 20 nummus). Esistevano poi i Follis, riconoscibili dalla lettera M e aventi un valore di 40 volte superiore al nummus, decisamente più adatti per gli scambi commerciali.
La monetazione argentea era composta dalla Siliqua e dal Miliarensis. Quest’ultimo, coniato quasi ininterrottamente per l’intera durata dell’impero,pesava circa 8 gr ed aveva valore doppio rispetto alla siliqua.
La monetazione d’oro aveva come punto di riferimento il Solido o Soldo. Era la moneta con il valore nominale più alto e pesava circa 4,5 gr.; circolò per tantissimi anni e mantenne praticamente invariate le sue caratteristiche. Questa moneta venne affiancata da altre due monete d’oro da 1/2 ed 1/3 di solido, chiamate rispettivamente Semisse e Tremisse.

Monetazione medioevale
La monetazione medioevale è caratterizzata essenzialmente dalla mancanza di monete d’oro. Alla base del sistema, regolarizzato da Carlomagno, vi era la moneta d’argento. La scarsità dei metalli preziosi, la mancanza di traffici commerciali e le devastazioni delle invasioni barbariche nei territori che un tempo erano sotto il controllo dell’Impero Romano portarono alla quasi scomparsa della moneta. La sola circolante era il Denaro, piccola e sottile moneta d’argento pesante poco più di 1 grammo.
La frammentazione in stati e staterelli dell’ex Sacro Romano Impero portò all’ affermazione dei Comuni, che iniziarono a battere moneta propria. La carenza quasi assoluta di metalli preziosi, però, aveva reso le poche monete d’argento circolanti, delle semplici lamine più simili allo stagno, decisamente inadatte ai traffici commerciali con il mondo arabo, che continuava, invece, ad usare monete d’oro. Proprio la necessità di intraprendere affari con i ricchi paesi orientali portò le città più forti a coniare monete accettabili in oro e argento: Firenze con il suo fiorino d’oro, Genova con il Genovino e Venezia con il Ducato furono gli esempi più rilevanti. Intorno alla fine del XV secolo, in seguito alla scoperta degli enormi giacimenti del nuovo mondo, apparvero sul mercato le monete d’argento di largo modulo.

Monetazione moderna
La scoperta dell’ America portò infiniti giovamenti al vecchio continente e al suo sistema monetario. Il misero denaro venne soppiantato dai vari Talleri, Scudi e Ducati dalle dimensioni eccezionali. Ma la Spagna, divenuta col tempo padrona assoluta ed incontrastata di tutto il metallo prezioso proveniente dalle sue colonie d’oltremare, decideva e continuamente variava il rapporto fra l’oro e l’argento, obbligando gli altri Stati europei, grandi e piccoli, ad un adeguamento costante e sfiancante del loro sistema monetario. Tutto questo perdurò fino allo scoppio della Rivoluzione Francese e alla conseguente introduzione del sistema decimale. La creazione dell’ Unione Monetaria Latina, basata appunto sul sistema decimale, vide la partecipazione di numerosi Stati europei che si accordarono per coniare monete in oro, argento e rame con le stesse identiche caratteristiche tecniche. (Simbolo indiscusso di questa cooperazione fu il Marengo). Ad essi non si associò l’Inghilterra che fondò un sistema monetario autonomo,basato sulla fortunatissima Sterlina d’oro. Questa nuova moneta, insieme al Dollaro americano, dominò il panorama economico mondiale fino alla fine della 2° guerra mondiale.

Monetazione contemporanea
Con i loro inevitabili e devastanti strascichi economici, le grandi guerre mondiali contribuirono in pochi anni alla cancellazione nel mondo occidentale della tradizionale monetazione che, fino ad allora, si era basata sui metalli preziosi. Il caos economico generato da quel periodo e la Grande depressione nel 1929, in brevissimo tempo, portarono i paesi industrializzati ad abbandonare l’utilizzo delle monete d’oro per la circolazione e a firmare, nel contempo, l’ accordo economico di Bretton Woods, atto a regolarizzare la politica monetaria internazionale. Questo accordo prevedeva, inoltre, che ogni stato stabilizzasse il tasso di cambio e ancorasse la propria moneta al dollaro americano, che divenne, con alti e bassi, la valuta di riferimento in tutto il mondo fino ai giorni nostri.Per trovare una moneta così determinante dovranno trascorrere circa 40 anni. Nei primi anni del 2000 l’avvento dell’Unione Europea (UE), portò come conseguenza la nascita dell’ Euro. Generato in un bacino d’utenza di quasi 600 milioni di persone, oggi l’euro viene sempre maggiormente apprezzato in tutto il mondo tant’è che le transazioni internazionali, basate fino ad ora quasi esclusivamente sul dollaro, vedono sempre di più l’affermarsi della nuova moneta europea.
Il boom economico mondiale ha fatto si che dagli anni 60 alcuni stati siano tornati a coniare monete in oro e argento, in tirature più o meno limitate, e a destinarle esclusivamente a collezionisti e investitori. Oggi sono innumerevoli le zecche che producono e commercializzano tali monete. In questo mercato sempre in costante ascesa, l’ Australia copre da sola quasi il 40%, seguono la Cina, il Canada e gli Usa. In campo europeo, invece è l’Austria a primeggiare, offrendo agli appassionati del settore, una produzione di indiscussa qualità.

20. January 2018 · Comments Off on Carta di Credito in Giappone – Come Scegliere · Categories: Banca e Conto Corrente

Il circuito leader per le carte di credito in Giappone è sicuramente quello della JCB, una società di servizi finanziari che è attiva fin dal 1961 e che si è sempre distinta per i prodotti particolarmente innovativi offerti sul mercato.

In una fase iniziale, la JCB aveva iniziato a proporre carte di credito e sistemi di pagamento solo per clienti giapponesi, cinesi o coreani ma ben presto si è deciso di estendersi anche ad un mercato internazionale, così da fare registrare quasi 60 milioni di clienti sparsi in tutto il mondo. I negozi aderenti al circuito sono ben 14 milioni.

Per prelevare denaro contante, è sufficiente recarsi presso un qualunque ATM che espone il logo Cirrus, muniti del proprio Pin personale.

A disposizione dei clienti un numero verde e una help line che provvederà alla necessaria assistenza anche in caso di smarrimento della carta di credito.

14. January 2018 · Comments Off on Come Funzionano i Finanziamenti a Fondo Perduto · Categories: Prestiti Finanziamenti

Quando si parla di Finanziamenti a Fondo Perduto, si intende quella particolare tipologia di finanziamento destinata ad alcune specifiche categorie di persone, come i giovani, i disoccupati o le donne, che vogliono cimentarsi nel mondo dell’imprenditoria.

Nella comune definizione finanziaria, si definisce a fondo perduto quell’operazione finanziaria caratterizzata dall’erogazione di un capitale, nella maggioranza dei casi stanziato da parte di un Ente Governativo, del quale non si richiederà alcun rimborso.

Nella fattispecie, infatti, i Prestiti A Fondo Perduto rappresentano quei peculiari interventi in cui il finanziatore, a fronte di determinare condizioni e requisiti, rinuncia in tutto o in parte al rimborso del prestito elargito. Come già detto in precedenza, queste operazioni sono solitamente realizzate da enti pubblici o da istituti di credito che solitamente agiscono per conto di assetti normativi scaturenti da particolari istanze sociali ed economiche in generali.

Anche se la consuetudine vuole che gli enti eroganti siano perlopiù Enti Pubblici, c’è da sottolineare che non mancano comunque gli Erogatori Privati, solitamente si tratta di fondazioni o enti similari che traggono un personale vantaggio da questa particolare formula finanziaria, anche se c’è da ricordare che la funzione e l’obiettivo più pregnante dell’intervento a fondo perduto è rappresentato dalla volontà di sostenere il beneficiario mediante un consistente aiuto economico, anche se ogni erogante (sia pubblico che privato) ottiene inevitabilmente dei vantaggi trasversali determinatisi dell’irrobustimento del capitale del beneficiario.

Un classico esempio è riscontrabile nella stagnazione dei mercati, solitamente in condizioni di forte crisi economica, lo Stato sceglie di erogare i finanziamenti a fondo perduto, al fine di procedere alla rivitalizzazione del mercato stesso; ottenendo quindi in via trasversale un beneficio non indifferente per l’intera economia del Paese.

Questo il motivo principale per cui gli interventi a fondo perduto sono soggetti a particolari condizioni, ovvero limitati ad alcuni specifici ambiti entro cui investire il danaro ricevuto.