14. January 2018 · Comments Off on Come Funzionano i Finanziamenti a Fondo Perduto · Categories: Prestiti Finanziamenti

Quando si parla di Finanziamenti a Fondo Perduto, si intende quella particolare tipologia di finanziamento destinata ad alcune specifiche categorie di persone, come i giovani, i disoccupati o le donne, che vogliono cimentarsi nel mondo dell’imprenditoria.

Nella comune definizione finanziaria, si definisce a fondo perduto quell’operazione finanziaria caratterizzata dall’erogazione di un capitale, nella maggioranza dei casi stanziato da parte di un Ente Governativo, del quale non si richiederà alcun rimborso.

Nella fattispecie, infatti, i Prestiti A Fondo Perduto rappresentano quei peculiari interventi in cui il finanziatore, a fronte di determinare condizioni e requisiti, rinuncia in tutto o in parte al rimborso del prestito elargito. Come già detto in precedenza, queste operazioni sono solitamente realizzate da enti pubblici o da istituti di credito che solitamente agiscono per conto di assetti normativi scaturenti da particolari istanze sociali ed economiche in generali.

Anche se la consuetudine vuole che gli enti eroganti siano perlopiù Enti Pubblici, c’è da sottolineare che non mancano comunque gli Erogatori Privati, solitamente si tratta di fondazioni o enti similari che traggono un personale vantaggio da questa particolare formula finanziaria, anche se c’è da ricordare che la funzione e l’obiettivo più pregnante dell’intervento a fondo perduto è rappresentato dalla volontà di sostenere il beneficiario mediante un consistente aiuto economico, anche se ogni erogante (sia pubblico che privato) ottiene inevitabilmente dei vantaggi trasversali determinatisi dell’irrobustimento del capitale del beneficiario.

Un classico esempio è riscontrabile nella stagnazione dei mercati, solitamente in condizioni di forte crisi economica, lo Stato sceglie di erogare i finanziamenti a fondo perduto, al fine di procedere alla rivitalizzazione del mercato stesso; ottenendo quindi in via trasversale un beneficio non indifferente per l’intera economia del Paese.

Questo il motivo principale per cui gli interventi a fondo perduto sono soggetti a particolari condizioni, ovvero limitati ad alcuni specifici ambiti entro cui investire il danaro ricevuto.

28. December 2017 · Comments Off on Come Diventare Consigliere dell’Orientamento · Categories: Lavoro

Quella del Consigliere Dell’Orientamento è una professione dall’alta specializzazione che consiste nel fornire assistenza e servizi di orientamento riguardo: mercato del lavoro, sistema scolastico-formativo.

Lavorare come consigliere dell’orientamento significa dunque svolgere tutte le attività volte ad orientare le persone in determinati settori: fare formazione, condurre colloqui di orientamento, predisporre e presentare progetti di ricerca, organizzare l’attività didattica nelle scuole, fare il bilancio delle competenze

Tra le varie professioni del settore comprende vari profili: l’orientatore per le scuole superiori e l’orientatore per i corsi universitari e l’orientatore al lavoro.

Un consigliere dell’orientamento deve conoscere i metodi per la definizione dei curricula e dei percorsi formativi, al fine dell’insegnamento e della misurazione degli esiti formativi.

Si tratta infatti di un professionista dell’orientamento e della consulenza che forma i giovani e li orienta; è quindi in grado di rispondere alle loro domande sul mercato del lavoro e sugli sbocchi occupazionali dei diversi corsi di laurea e scuole superiori.

Si tratta di uno specialista dell’educazione e della formazione che svolge compiti molto delicati.

Secondo i dati dell’ISFOL le prospettive occupazionali al 2014 dovrebbero incrementarsi di circa il 9,3% un dato che riguarda non solo i consiglieri dell’orientamento ma tutte le categorie che si occupano di educazione.

Per diventare consulenti dell’orientamento è necessario avere una laurea, anche in materie umanistiche, e seguire corsi di formazione specifici che preparino e permettano l’acquisizione di tutte le competenze.

20. December 2017 · Comments Off on Come Risparmiare sul Gas · Categories: Altro

La bolletta del gas è una delle voci che incide maggiormente sul bilancio familiare. Come la luce e l’acqua, infatti, tale utenza domestica ha subito recenti apprezzamenti, fino a diventare uno dei costi più ardui, da affrontare, per milioni di famiglie italiane.

Ecco allora una breve guida per cercare di risparmiare sulle tariffe del gas che abbiamo realizzato utilizzando le informazioni presenti in questa guida su come risparmiare sul gas presente sul blog Casalingaperfetta.com.

Confrontare le tariffe. La prima cosa da fare per risparmiare sulla bolletta del gas è senza dubbio quella di confrontare le varie tariffe, andando a individuare la tariffa migliore, ritagliata sulla base del proprio profilo: quantità di persone che formano il nucleo familiare, dimensioni dell’abitazione e consumo di gas annuo rappresentano i tre principali parametri di calcolo.
Cambiare operatore. Gli operatori del mercato libero dell’energia spesso offrono delle promozioni molto interessanti per i nuovi clienti. Prendete pertanto in considerazione l’idea di tradire il vecchio operatore, passando a quello nuovo.
Razionalizzare l’uso del gas. Infine, il metodo più semplice per risparmiare in bolletta: usare il gas solo se e quando necessario, accompagnando un utilizzo accorto con una buona manutenzione delle strutture domestiche.

Risparmiare sul gas è quindi molto semplice.

14. December 2017 · Comments Off on Come Funziona il Fido Bancario · Categories: Banca e Conto Corrente

Il fido bancario è uno strumento che viene fornito dalle banche ai piccoli imprenditori o agli artigiani che necessitano di una maggiore disponibilità finanziaria in un dato momento, soprattutto per rispondere di spese improvvise o qualora si stia ancora attendendo il rientro di fatture messe in pagamento. Il fido bancario, anche se potrebbe sembrare alla stregua di un prestito, non deve essere confuso con questo, visto che ha caratteristiche differenti e usi diversi.

A differenza di un prestito, infatti, il fido bancario non deve essere usato necessariamente nella sua interezza: in questo modo gli interessi matureranno solo sulla cifra realmente usata e su di essa saranno poi calcolati.

L’istituto bancario, quindi, chiede al proprio cliente soltanto un’indicazione di massima circa la somma che s’intende utilizzare, ma sarà poi in totale autonomia che deciderà circa l’importo che diverrà realmente erogabile al richiedente.

Le banche hanno quindi l’esigenza di effettuare una serie di valutazioni, basate su dei parametri oggettivi, con le quali diventa possibile una stima accurata della solvibilità e affidabilità dell’azienda e, dunque, l’entità del fido.

Per avanzare la richiesta, si dovranno compilare dei moduli forniti dalla propria banca, nei quali si dovranno indicare in modo preciso tutti i dati personali e aziendali richiesti. Se si tratta di una società ad effettuare la richiesta, si dovranno allegare anche l’atto costitutivo della stessa e il relativo statuto. Meglio se si possono fornire delle garanzie di natura personale (quindi fornite da terze persone) oppure reali (quindi dello stesso cliente): dopo un accurato controllo, si avrà un pronunciamento in merito e l’eventuale erogazione con le specifiche per la restituzione del debito.

07. December 2017 · Comments Off on Piano di Ammortamento del Mutuo – Come Funziona · Categories: Altro

Il rimborso di un mutuo viene definito per mezzo di un piano di ammortamento mutuo, che servirà a definire vincoli e regole con cui restituire il denaro avuto in prestito da una banca.

Con il piano di ammortamento mutuo, quindi, si definisce la rateizzazione del mutuo ed è, in ultima analisi, il documento principale che potrà farci decidere per uno specifico mutuo oppure no.

Infatti, è il piano di ammortamento mutuo che è in grado di descrivere, con minuzia di particolari, in che modo avverrà il rimborso, per quanti anni, con che percentuale di guadagno da parte dell’istituto di credito.

Naturalmente, si tratta di un gran numero di rate da versare, ma le stesse dovranno essere indicate nel documento relativo. Oltre a ciò, nel foglio informativo consegnatoci dalla banca, dovremmo anche ricevere tutte le chiarificazioni in merito a: importo fisso (o variabile, a seconda del tasso prescelto) che sarà versato con ogni singola rata; la scadenza per ciascuna rata (le prime di solito vengono cumulate o posticipate di un mese, per permettere la corretta gestione della pratica); il tasso di interesse che viene applicato e il modo stesso di calcolarlo.

Più facile è, comè ovvio, leggere il piano di ammortamento per un mutuo a tasso fisso, dal momento che ogni rata avrà sempre lo stesso ammontare, per tutta la durata del finanziamento; situazione ben diversa per un tasso variabile, conveniente solo per mutui che possono essere rinegoziati dopo un breve numero di anni.

Il piano di ammortamento può essere alla francese, con quote crescenti di capitale e decrescenti per gli interessi; all’italiana, con capitale costante e interessi decrescenti; alla tedesca, con rate costanti e interessi anticipati.