Molti si chiedono come cambierà il regime contribuenti minimi nel 2014 e i relativi limiti La domanda, ma soprattutto la relativa risposta, non è poi tanto scontata visto che lo Stato italiano, soprattutto quando si tratta di guadagnare qualcosa meno in favore dei cittadini, arriva sempre un poco in ritardo.

Già il 15 novembre 2013 infatti, in vista della scadenza di fine anno, il Consiglio dell’Unione Europea aveva autorizzato l’Italia a mantenere in essere il regime dei contribuenti minimi che, come molti sapranno, permette alla mini e micro impresa di essere operative e creare posti di lavoro che altrimenti non esisterebbero per la pressione fiscale che sarebbe eccessiva rispetto i reali guadagni.

Ma la decisione del 15 novembre del Consiglio dell’Unione Europea introduce un’importante novità, che non riguarda solo la proroga del regime dei contribuenti minimi sino al 31 dicembre 2016, ma l’autorizzazione all’Italia all’aumento del regime dei contribuenti minimi a 65000 euro annuali di fatturato annuo, dagli attuali 30000 euro annuali.

Questo raddoppio non è certo un regalo, ma si è reso doveroso per mantenere fermo il valore reale dell’importo a suo tempo stabilito per il regime dei contribuenti minimi e prende atto delle intervenute modifiche al potere d’acquisto della moneta negli ultimi anni nonché della crisi reale subentrata.

Neanche a dirlo che si tratterebbe di una preziosa boccata di ossigeno per gran parte dell’economia italiana, in particolare per quelle mini e micro aziende e mini e micro professioni che potrebbero auto mantenersi riducendo dunque il tasso di disoccupazione del paese.

Tuttavia alla data attuale il Governo non è ancora intervenuto in materia, anche se speriamo ciò avvenga a breve, aumentando, come suggerito e stabilito dall’UE stessa e autorizzato a partire già dal 1 gennaio 2014, il limite del regime dei contribuenti minimi a 65000 euro annuali.

Il nuovo regime contribuenti minimi 2014 permetterebbe in vero a molti contribuenti di essere esonerati dalla liquidazione IVA, dai relativi versamenti, dalla registrazione delle fatture, dalla registrazione dei corrispettivi e degli acquisti, dall’invio delle dichiarazioni, dalla redazione degli studi di settore, dal pagamento dell’imposta regionale sulle attività produttive, dalle compilazione e dall’invio delle varie comunicazioni annue e in genere dalla tenuta delle scritture contabili. Risparmi quantificabili anche in più di un migliaio di euro al mese, denaro che potrebbe addirittura consentire a queste nuove categorie di contribuenti che entrerebbero a far parte del regime contribuenti minimi 2014 di tirare una boccata d’ossigeno dando un nuovo volano ai consumi oppure assumere, magari anche solo part time – una segretaria o un collaboratore, aiutando quindi l’economia reale del paese e la lotta alla disoccupazione.