28. December 2015 · Comments Off on Costo di un Prestito – Cosa Bisogna Sapere · Categories: Prestiti Finanziamenti

Le voci di spesa che compongono il costo finale di una operazione di finanziamento sono molteplici e meritano di essere analizzati voce per voce.

Per poter effettuare una valutazione oggettiva della convenienza del contratto di finanziamento che ci apprestiamo a firmare è consigliabile chiedere il supporto di una associazione dei consumatori oppure di un legale per l’analisi di tutti gli elementi.

Il primo elemento che funge da misuratore per capire in quale misura sia possibile indebitarsi è il tasso di interesse applicato dall’istituto finanziario. A tal proposito è bene distinguere tra due tipi di tasso di interesse: il TAN e il TAEG.

Il Testo Unico Bancario definisce il TAN come

Il tasso di interesse (ossia il prezzo) in percentuale e su base annua, richiesto da un creditore sull’erogazione di un finanziamento.

Al suo interno non sono dunque comprese altre voci di spesa.

Il TAEG viene definito nell’articolo n. 122 del Testo Unico Bancario come

“il costo totale del credito a carico del consumatore espresso in percentuale annua del credito concesso.”

Il TAEG è sicuramente l’indicatore a cui fare riferimento per capire esattamente il costo globale del prestito che si sottoscrive ed è quindi un importante strumento per garantire trasparenza; esso permette, inoltre, di paragonare efficaciemente i vari finanziamenti proposti da soggetti erogatori diversi.

Rispetto al TAN, il TAEG esprime anche altre spese aggiuntive relative al prestito, come ad esempio quelle di apertura e chiusura del prestito.
Quanto più le percentuali del TAN e del TAEG si avvicinano l’una all’altra, tanto più ridotte al minimo saranno le spese accessorie che il contraente deve sostenere e che hanno un impatto sul costo complessivo del finanziamento. Viceversa, quanto più questi due indici divergono, tanto maggiori saranno le spese e dunque più elevato il costo del prestito.

È importante ricordare che per i tassi di interesse esiste un limite legale che non può essere oltrepassato e che viene stabilito periodicamente dalla Banca d’Italia e monitorato dal Ministero del Tesoro attraverso il TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio): la Banca d’Italia pubblica ogni tre mesi una tabella con le rilevazioni dei tassi medi applicati nel periodo di riferimento sia per i finanziamenti inferiori a 5.000 € sia per quelli superiori a questo importo.
Gli istituti di credito o finanziari che richiedono tassi superiori sono perseguibili penalmente per reato di usura (legge n.108 del 7 marzo 1996, art. 644 c.p.).

Il TAEG inizialmente concordato tra banca e cliente può anche essere successivamente modificato, a condizione che questa possibilità sia chiaramente indicata sul contratto controfirmato, insieme alle condizioni che possono giustificare tali modifiche.
L’istituto di credito ha l’obbligo di informare il cliente circa le sue intenzioni di variare il TAEG tramite comunicazione scritta con un preavviso di almeno cinque giorni; nel caso in cui tale procedura non fosse rispettata le modifiche sono nulle.
Il consumatore, presa visione delle variazioni che la banca intende apportare, ha la facoltà di disdire il contratto entro 15 giorni e, in questo caso, le condizioni applicate saranno quelle concordate al momento della stipula.

20. December 2015 · Comments Off on Spese Accessorie di un Prestito · Categories: Prestiti Finanziamenti

Tra gli elementi da tenere in considerazione quando si valuta la convenienza di un prestito, ci sono una serie di spese accessorie quali:

spese di istruttoria: conosciute anche come spese di gestione della pratica, esse sono le spese sostenute dall’istituto di credito per la valutazione e l’apertura della richiesta di investimento (la consultazione dei Sistemi di Informazione Creditizia e la raccolta delle informazioni riguardanti il cliente). Alcuni enti eroganti prevedono delle spese di istruttoria fisse, altri invece le determinano caso per caso in proporzione al capitale erogato;

spese di incasso della rata: esse sono da sostenere nel caso in cui il cliente abbia optato per il servizio di addebito automatico su conto corrente (RID) della rata da pagare;

spese di invio dell’estratto conto: anche in questo caso è il contraente che sostiene le spese per l’invio dell’estratto conto riassuntivo della situazione del finanziamento. Normalmente viene spedito una volta all’anno;

spese per coperture assicurative: la stipula di coperture assicurative può essere facoltativa o obbligatoria. È richiesta dalla banca o finanziaria come tutela e garanzia del puntuale pagamento del debito, anche in caso di eventi eccezionali che non possono essere contemplati al momento della stipula del contratto ma che possono provocare inadempienza, quali ad esempio perdita del lavoro, invalidità permanente o temporanea o addirittura la morte del debitore in capo al quale è iscritto il finanziamento. Altre assicurazioni che possono essere richieste sono quelle a tutela dell’immobile su cui è stata accesa un’ipoteca come garanzia.
Le polizze assicurative tutelano certamente il creditore, ma anche il debitore, in quanto sarà l’assicurazione a far fronte al debito contratto (ovviamente nei limiti e nei termini stabiliti contrattualmente alla stipula del finanziamento) in caso di morte, invalidità permanente o temporanea o di perdita di lavoro;

spese di chiusura della pratica in caso di estinzione anticipata: il debitore ha la facoltà di estinguere anticipatamente ed in qualsiasi momento il prestito in corso, restituendo la quota capitale residua comprensiva della quota interessi maturata fino al momento dell’estinzione (sono dunque esclusi gli interessi che sarebbero maturati dal momento dell’estinzione anticipata fino alla scadenza effettiva).
Inoltre, il cliente deve anche pagare una penale concordata in fase di stipula del contratto, che per legge non può superare l’1 % dell’importo residuo.
La banca ed il privato non possono, per legge, stipulare un accordo che contempli la rinuncia del privato al diritto di estinzione anticipata del proprio contratto di prestito. Tale clausola è infatti da considerarsi nulla.
Inoltre, la legge prevede che la facoltà di rimborso anticipato sia concessa esclusivamente al consumatore: al di fuori dell’ipotesi di risoluzione del contratto per inadempimento, la banca o la società finanziaria non è infatti autorizzata a chiedere il rimborso anticipato al cliente.

Anche se in caso di chiusura anticipata della pratica bisogna pagare una penale, questa scelta si rivela comunque vantaggiosa in quanto ci si risparmia di versare gli oneri e gli interessi che sarebbero maturati dal momento dell’estinzione fino alla scadenza del prestito.

17. December 2015 · Comments Off on Caratteristiche dei Prestiti non Finalizzati · Categories: Prestiti Finanziamenti

Il prestito non finalizzato, anche detto prestito personale, è un tipo di prestito per il quale non è necessario, da parte del debitore, fornire una spiegazione sul modo in cui il denaro ottenuto verrà utilizzato.

Una volta accordato il finanziamento, il debitore gode infatti di un’assoluta libertà di azione sulla gestione della somma ricevuta, in quanto la destinazione economica della stessa non è specificata e non è dunque legata necessariamente all’acquisto di un determinato bene o servizio.

In realtà, nella maggioranza dei casi il prestito viene concesso previo chiarimento della motivazione alla base dello stesso, addirittura a volte l’ente erogatore può richiedere il preventivo spese sottoscritto dal commerciante presso il quale si intende acquistare il bene o il servizio, pena l’impossibilità di accedere al finanziamento.

Nel prestito non finalizzato, proprio perché generalmente non serve specificare la destinazione economica del denaro, non è nemmeno necessario fornire garanzie reali, cioè un bene o un servizio come garanzia e tutela del credito in caso di insolvenza da parte del debitore. Questa tipologia di prestito viene per questo definita anche prestito garantito.
Per questo motivo molto spesso l’ente creditore chiede al debitore la fornitura di garanzie personali quali la fideiussione, o altre, come la firma da parte di un garante, la sottoscrizione di una cambiale, il permesso di riscuotere parte dello stipendio del debitore in caso di mancato rimborso.

La garanzia più comune è sicuramente rappresentata dallo stipendio, in mancanza del quale è necessario trovare garanzie alternative da offrire, In questi casi si parla di prestiti senza busta paga, una tipologia di finanziamenti sempre più diffusi in questo periodo.

Per maggiori informazioni è possibile leggere questo articolo che abbiamo pubblicato in passato o questa guida sui prestiti senza busta paga presente su Dizionarioprestiti.com che è abbastanza completa.

07. August 2015 · Comments Off on Prestito Special Cash di Poste Italiane – Caratteristiche · Categories: Offerte, Prestiti Finanziamenti

Special Cash è un prestito che Poste Italiane offre solo ai titolari di una carta Postepay che consente di trasformare la carta prepagata in una carta revolving.

Infatti, si tratta di un prestito di piccolo importo, che viene accreditato direttamente sulla tua Postepay. Puoi ottenere il prestito Special Cash anche se hai una carta Bancoposta, Postepay Evolution, oppure un conto presso Poste Italiane. Potrai pagare gli importi dovuti in comode rate, sempre attraverso la tua carta Postepay, sul tuo conto, o ancora tramite bollettini postali.

Ottenere il prestito è abbastanza semplice: basta andare in qualsiasi ufficio postale con il proprio documento di riconoscimento e un reddito dimostrabile, che faccia capire all’incaricato di Poste che sei in grado di pagare le rate. Il prestito si può richiedere anche se si è cittadini stranieri. Dovrai dimostrare di essere regolarmente in Italia, presentando la fotocopia del tuo permesso di soggiorno. Dovrai anche portare il contratto di lavoro, che dimostri che lavori in Italia da circa un anno e il tuo contratto di affitto o di compravendita del tuo appartamento, per dimostrare che hai la residenza in Italia.

Questi documenti, accanto alla fotocopia del passaporto, si portano allo sportello di Poste Italiane, insieme ai documenti riferiti all’identità e al reddito. Con il prestito Special Cash, potrai ottenere fino a 1.500 Euro, da restituire in rate che durano fino a 24 mesi. Il tasso di interesse applicato al prestito è fisso e abbastanza conveniente.

Chi non volesse l’addebito sulla carta Postepay per il pagamento delle rate, può comunque scegliere di pagare con i bollettini postali, rispettando la scadenza che si trova in ciascun bollettino. Se ti ritrovi con qualche soldo in più, puoi anche pagare prima dei tempi previsti il tuo debito, senza dover chiedere il preventivo consenso di Poste e senza pagare una multa, cosa che invece accade nella maggior parte degli istituti di credito. Una caratteristica abbastanza inedita nel mercato bancario, che invece troviamo nel prestito Special Cash offerto da Poste Italiane, è il diritto di recesso.

Se, a 14 giorni dalla firma, non ritieni che il prestito faccia al caso tuo, puoi restituire quanto hai ricevuto e avvalerti di questo diritto, senza dover pagare le rate e, di fatto, annullando l’operazione. Per quanto riguarda le spese accessorie, dipendono dal prodotto che usi: se addebiti le rate sulla carta Postepay, pagherai 1 Euro di commissione, mentre se utilizzi i bollettini postali, pagherai 1,30 Euro.

Un prestito molto interessante.

20. July 2015 · Comments Off on Come Scegliere un Prestito · Categories: Prestiti Finanziamenti

Vi proporremo una mini-guida su come ottenere un prestito, per chi non ha il tempo di leggere una sfilza di pagine sul mondo dei prestiti. Cercheremo, quindi, affinché la nostra guida sia completa, malgrado forse un po’ sintetica, di ridurre la nostra concentrazione su alcuni punti essenziali. Più che altro, siamo intenzionati a darvi, oltre che informazioni utili, anche consigli.

L’errore più comune che si commette è cercare la proposta di prestito più conveniente in assoluto. Non esiste la convenienza assoluta. Ognuno ha delle esigenze diverse, nonché delle capacità di rimborso differenti.

Perché bisognerebbe pagare più interessi, a parità di importo finanziato, se posso pagarne di meno accorciandone la durata? Perché alla riduzione della durata, consegue un maggiore abbattimento del capitale ma ciò ci farà aumentare la rata, comportandoci, in alcuni casi, l’inevitabile inconveniente di ritardare il pagamento delle rate, o nel peggior dei casi, di non essere in grado di pagarle. Si è, pertanto, costretti a rinegoziare il prestito o a chiedere, in fretta e furia, prima che l’iscrizione al SIC ci renda difficile l’approvazione, un prestito consolidamento, se si hanno più prestiti in corso. Nel caso sia l’unico prestito, vi è anche la possibilità di rifinanziare il prestito, ottenendone uno nuovo ed estinguendo quello precedente.

D’accordo che vi è l’obbligo di trasparenza per gli intermediari finanziari. Ma anche noi dovremmo fare attenzione, prima di dover procedere per legge, a non incappare in problemi.

Vediamo le trappole psicologiche più comuni, anche quelle che ormai sono state talmente ripetute che sicuramente le saprete.

Il TAEG è l’indicatore di onerosità complessiva. Non il TAN. Ma ciò non basta, in quanto il TAEG promozionale potrebbe non includere alcune voci di extra-costo facoltative e che, magari, non leggendo bene il contratto, abbiamo in buona fede accettato.

Valutate sempre bene le offerte che sono presentate con tono allettante per misurarne la convenienza, sulla base delle vostre esigenze. Un classico per il credito al consumo, molto diffuso per i prestiti auto è: “Comincerai a pagare l’anno venturo.” Si tratta di ammortamento differito ma accertatevi che nel frattempo non sia in corso una fase di pre-ammortamento (anche l’opportunità dell’attesa avrebbe un maggiore costo, in questo caso, che può essere smaltito, in termini di maggiore interessi, durante l’intero arco di rimborso, o attraverso una maxirata finale).

La minirata iniziale. Non è necessario ricorrere al pre-ammortamento finanziario per ottenerla, pagando rate di soli interessi nella fase iniziale di rimborso del prestito. In questi casi, non si avrà abbattimento di capitale. E’ quanto è accaduto in Danimarca con lo scandalo dei “Mutui Only Interest”. Vi sono delle proposte di prestito che prevedono le minirate iniziali, compatibilmente con una diversa intensità di abbattimento del capitale. Ricordate che il contratto di prestito non è necessariamente standard ed è possibile personalizzarlo a tavolino. Le piccole rate della formula del revolving sono spesso attraenti, assieme alla possibilità di ricaricare la disponibilità di fido. Ma tale opportunità è tra le più costose sul mercato e non sempre è valutata a dovere, in modo compatibile alle nostre capacità di rimborso. E’ da considerare il metodo di ri-calcolo degli interessi, dato che il debito residuo (da rimborsare) aumenta e si ri-adegua il piano di ammortamento. Non per nulla la durata del prestito revolving è indeterminata, essendo a ciclo rotativo. Quindi, affinché terminiate di pagare, non dovete più utilizzare la linea di fido e verificare che le finanziarie non vi propongano a vita tale diritto all’utilizzo del fido, man mano che con il pagamento delle rate, si ricostituisce.

Nel caso foste interessati alla copertura assicurativa, non è obbligatorio accettare quella proposta dall’intermediario finanziario. Per legge è nostro diritto comparare differenti preventivi. Attenzione alla famosa clausola di rivalsa. Il suo inserimento nel contratto assicurativo non è obbligatorio e potremmo essere impegnati a rimborsare capitale ed interessi, alla compagnia assicurativa (in luogo del solo capitale, o almeno delle rate previste.

Abbiamo cercato di lasciarvi alcune informazioni, riguardo alle beghe più comuni nel mondo del credito. Risulta essere naturale che c’è bisogno per approfondire appropriatamente l’argomento di maggiore spazio. Seguiteci e vi daremo altre informazioni e consigli utili sul mondo dei prestiti. Molto spesso le informazioni presenti sulla rete sono confuse e poco precise.