20. May 2017 · Comments Off on Come Trovare Finanziamenti per Avviare un’Attività Imprenditoriale · Categories: Prestiti Finanziamenti

Ricercare un finanziamento per avviare una nuova attività imprenditoriale è ormai una necessità visto il periodo di crisi e l’impossibilità da parte delle banche di erogare prestiti. Vediamo come è possibile richiedere un finanziamento agevolato e a fondo perduto per avviare una nuova impresa e soprattutto chi può richiederlo e a quale ente rivolgersi.

Partiamo da una semplice osservazione che spesso può sembrare banale e scontata ma credetemi non lo è. Per poter avviare una nuova impresa, prima di ogni cosa l’utente futuro imprenditore deve avere delle buone conoscenze imprenditoriali e deve soprattutto avere in mente un’idea progettuale ben chiara e definita. Sorvolando sul discorso “conoscenze imprenditoriali”, soffermiamoci brevemente sul concetto di “idea progettuale” che rappresenta un passo fondamentale per chi desidera avviare una nuova impresa usufruendo di finanziamenti agevolati e a fondo perduto. Infatti, poter richiedere un finanziamento avendo tra le mani un business plan ben definito e “vincente” ossia un documento che attesti l’idea progettuale nei minimi dettagli corredato da analisi di mercato e costi di avvio necessari, rappresenta il primo passo per poter richiedere un finanziamento.

Sono presenti enti e agenzie nazionali per lo sviluppo delle imprese come ad esempio InvItalia e SviluppoItalia che hanno l’obiettivo di erogare finanziamenti a giovani imprenditori che possiedono determinati requisiti e a determinate (vantaggiose) condizioni. Tali richieste sono definite a “sportello” nel senso che esaminate ed erogate in ordine cronologico di arrivo della richiesta. Erogazione, ovviamente, soggetta ai requisiti che a seguire esamineremo.

Come già accennato prima, gli enti e le agenzie sopra citate hanno come obiettivo l’erogazione di un finanziamento a giovani imprenditori sia nel settore lavoro autonomo che nella micro impresa. Ciò significa che un giovane disoccupato o inoccupato che precisamente non percepisca reddito e che non sia legato a qualche società tramite quote societarie da almeno 3 anni e che ovviamente non sia titolare di partita iva, può richiedere un finanziamento sia per l’apertura di uno studio professionale (lavoro autonomo) che per l’apertura di un’impresa sia essa un negozio commerciale piuttosto che un bar o un ristorante e così via. Inoltre, il giovane disoccupato non deve aver superato il limite di età di 36 anni al momento della richiesta.

Nel caso di lavoro autonomo è possibile richiedere una cifra massima di circa 26.000 euro (estendibile a 30.000) mentre per la microimpresa la cifra massima è di circa 130.000 euro. La formula di finanziamento prevista è la seguente: il 50% della somma richiesta verrà finanziata tramite un finanziamento a fondo perduto ossia nessuna restituzione della somma da parte del richiedente mentre per la restante parte (cioè per il rimanente 50%) l’ente/agenzia finanziaerà il giovane imprenditore tramite un finanziamento agevolato molto vantaggioso (soprattutto molto vantaggioso rispetto ai soliti e alti tassi di interesse applicati dalle banche) della durata di 3 anni.

Risulta essere possibile richiedere un finanziamento presentando una domanda online indicando in maniera esatta e precisa sia tutti i propri dati anagrafici che sull’idea progettuale. Non ci sono scadenze nella presentazione della domanda (domanda “a sportello” come già detto) e non esistono graduatorie e punteggi di merito e non sono richieste garanzie patrimoniali o personali. Infine, se la domanda è completa ed esatta in ogni sua parte, il finanziamento verrà erogato con tempi di attesa non troppo alti (circa 6/9 mesi) con erogazione del finanziamento entro 12 mesi dalla richiesta della domanda.

14. May 2017 · Comments Off on Cosa Sono i Prestiti Bancari · Categories: Prestiti Finanziamenti

Le Banche valutano attentamente le richieste di finanziamento per decidere se erogare o meno il prestito. Risulta essere infatti fondamentale per l’Istituto di credito erogare il credito a clienti che siano effettivamente in grado di rispettare l’impegno sottoscritto a restituire le somme prese in prestito maggiorate degli interessi pattuiti.

Le logiche e le metodologie, con cui le Banche stimano il rischio di credito e decidono quindi se concedere o meno il prestito, dipendono da Banca a Banca. Non esiste dunque un approccio unico ed è quindi possibile che il medesimo prestito allo stesso soggetto sia concesso da un Istituto e sia rifiutato da un’altra Banca.

Innanzitutto ci sono dei criteri discriminatori basilari, quali l’età. Essere maggiorenni è chiaramente un requisito minimo; l’età massima è variabile in quanto dipende dalla durata del prestito, dalle politiche creditizie della singola banca, dalla presenza di eventuali coperture assicurative accessorie e da eventuali garanti.

La Banca o la Finanziaria analizzano con attenzione la tipologia di impiego del richiedente, il reddito e la composizione familiare.

E’ chiaro che un impiego a tempo determinato è valutato come assolutamente più rischioso di un impiego a tempo indeterminato. Un dipendente statale ha poi potenzialmente più possibilità di essere finanziato rispetto ad un dipendente di una piccola azienda privata.

Il reddito viene valutato in relazione agli impegni economici conseguenti alla tipologia di nucleo familiare, ad eventuali altri finanziamenti in corso, e soprattutto alla rata prevista. Quanto più la rata assorbe porzioni crescenti del reddito, quanto minore è la probabilità di concessione del credito.

Gli istituti di credito stimano la cosiddetta affidabilità creditizia del richiedente. E’ una sorta di misura della capacità del soggetto di restituire il prestito nei tempi prefissati. E’ un dato interno alla Banca, che non viene assolutamente divulgato e non ha alcun valore sul “piano morale”; è un puro dato tecnico funzionale ai meccanismi deliberativi dell’Istituto.

L’affidabilità creditizia è calcolata sulla base di dati e informazioni oggettive e soggettive.

Per quello che riguarda gli elementi oggettivi, gli Istituti recuperano informazioni circa la storia creditizia del soggetto richiedente. Ovvero verificano se ha finanziamenti in essere, se li ha avuti o li ha richiesti in passato, se ha sempre onorato i suoi debiti nei tempi e nelle modalità previste.

Le fonti di queste informazioni sono innanzitutto il cliente stesso tramite le sue dichiarazioni e la documentazione presentata; ad esempio l’estratto conto presentato dal richiedente evidenzia le rate di eventuali finanziamenti.

Ma le fonti più affidabili per gli Istituti eroganti sono le cosiddette banche dati che raccolgono la storia creditizia di tutti coloro che hanno avuto o hanno richiesto l’accesso al credito.

I cosiddetti data provider di informazioni creditizie possono essere:

di natura pubblica, come la Centrale Rischi della Banca di Italia e la Centrale dei Rischi della Società Interbancaria per l’Automatizzazione (SIA);
di natura privata, come l’Experian Information Services e la Centrale Rischi Finanziari (CRIF).

In genere i data provider pubblici forniscono informazioni relativamente agli importi maggiori (ad esempio maggiori di 75 mila euro per la Centrale Rischi di Banca di Italia), mentre quelli privati coprono – dal punto di vista informativo – i finanziamenti di importo più contenuto.

07. May 2017 · Comments Off on Come Scegliere Il Prestito Migliore · Categories: Prestiti Finanziamenti

Quando si richiede un medesimo prestito a diversi operatori finanziari si ottengono diversi preventivi caratterizzati da un gran numero di dati da prendere in considerazione, come la rata, le spese di istruttoria, il tasso annuale nominale (TAN), gli oneri accessori.

Può quindi risultare difficoltoso per il richiedente individuare l’offerta più conveniente ed economica e scegliere il miglior prestito fra i vari finanziamenti proposti.

Se si considera il TAN, si tenga presente che questo indicatore è funzionale al solo calcolo della quota interesse associata al finanziamento. Sommando alla quota interesse la quota capitale, si viene a calcolare la rata del prestito. Il TAN è dunque un indice che non prende in considerazione gli oneri accessori che la sottoscrizione del finanziamento comporta e che contribuiscono a definire l’onerosità complessiva del finanziamento per il richiedente.

L’indicatore sintetico che consente di confrontare oggettivamente i costi di finanziamento di più proposte di prestito è il TAEG, ovvero il tasso annuo effettivo globale. Questo parametro comprende infatti, oltre agli interessi come per il TAN, anche tutti i costi accessori, quali per esempio le spese di istruttoria, le spese di incasso delle rate, le imposte, le spese assicurative (se previste necessariamente dal finanziamento).

Pertanto è il TAEG il vero indicatore che deve essere preso in considerazione per valutare quale sia effettivamente il costo di un finanziamento e quale sia il prestito più conveniente tra le diverse offerte che ci vengono proposte. Quando si richiede un prestito è quindi opportuno richiedere sempre la valorizzazione del TAEG, che è appunto un indice sintetico di tutte le voci di costo.

Se dunque il parametro giusto per valutare la maggiore o minore onerosità del prestito è il TAEG, basta conoscere l’ammontare di questo valore per scegliere a colpo sicuro il finanziamento più economico: il compito è semplice, non è questa la parte difficile della scelta. Il difficile sta invece nella raccolta delle informazioni in merito alle varie tipologie di prestito offerte dai numerosi istituti che erogano finanziamenti. Visto da questo punto di vista, la risposta alla domanda su come scegliere il migliore prestito non è più così immediata. Visto da questo punto di vista, è la raccolta e disponibilità di informazioni sempre aggiornate a fare la differenza

28. December 2015 · Comments Off on Costo di un Prestito – Cosa Bisogna Sapere · Categories: Prestiti Finanziamenti

Le voci di spesa che compongono il costo finale di una operazione di finanziamento sono molteplici e meritano di essere analizzati voce per voce.

Per poter effettuare una valutazione oggettiva della convenienza del contratto di finanziamento che ci apprestiamo a firmare è consigliabile chiedere il supporto di una associazione dei consumatori oppure di un legale per l’analisi di tutti gli elementi.

Il primo elemento che funge da misuratore per capire in quale misura sia possibile indebitarsi è il tasso di interesse applicato dall’istituto finanziario. A tal proposito è bene distinguere tra due tipi di tasso di interesse: il TAN e il TAEG.

Il Testo Unico Bancario definisce il TAN come

Il tasso di interesse (ossia il prezzo) in percentuale e su base annua, richiesto da un creditore sull’erogazione di un finanziamento.

Al suo interno non sono dunque comprese altre voci di spesa.

Il TAEG viene definito nell’articolo n. 122 del Testo Unico Bancario come

“il costo totale del credito a carico del consumatore espresso in percentuale annua del credito concesso.”

Il TAEG è sicuramente l’indicatore a cui fare riferimento per capire esattamente il costo globale del prestito che si sottoscrive ed è quindi un importante strumento per garantire trasparenza; esso permette, inoltre, di paragonare efficaciemente i vari finanziamenti proposti da soggetti erogatori diversi.

Rispetto al TAN, il TAEG esprime anche altre spese aggiuntive relative al prestito, come ad esempio quelle di apertura e chiusura del prestito.
Quanto più le percentuali del TAN e del TAEG si avvicinano l’una all’altra, tanto più ridotte al minimo saranno le spese accessorie che il contraente deve sostenere e che hanno un impatto sul costo complessivo del finanziamento. Viceversa, quanto più questi due indici divergono, tanto maggiori saranno le spese e dunque più elevato il costo del prestito.

È importante ricordare che per i tassi di interesse esiste un limite legale che non può essere oltrepassato e che viene stabilito periodicamente dalla Banca d’Italia e monitorato dal Ministero del Tesoro attraverso il TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio): la Banca d’Italia pubblica ogni tre mesi una tabella con le rilevazioni dei tassi medi applicati nel periodo di riferimento sia per i finanziamenti inferiori a 5.000 € sia per quelli superiori a questo importo.
Gli istituti di credito o finanziari che richiedono tassi superiori sono perseguibili penalmente per reato di usura (legge n.108 del 7 marzo 1996, art. 644 c.p.).

Il TAEG inizialmente concordato tra banca e cliente può anche essere successivamente modificato, a condizione che questa possibilità sia chiaramente indicata sul contratto controfirmato, insieme alle condizioni che possono giustificare tali modifiche.
L’istituto di credito ha l’obbligo di informare il cliente circa le sue intenzioni di variare il TAEG tramite comunicazione scritta con un preavviso di almeno cinque giorni; nel caso in cui tale procedura non fosse rispettata le modifiche sono nulle.
Il consumatore, presa visione delle variazioni che la banca intende apportare, ha la facoltà di disdire il contratto entro 15 giorni e, in questo caso, le condizioni applicate saranno quelle concordate al momento della stipula.

20. December 2015 · Comments Off on Spese Accessorie di un Prestito · Categories: Prestiti Finanziamenti

Tra gli elementi da tenere in considerazione quando si valuta la convenienza di un prestito, ci sono una serie di spese accessorie quali:

spese di istruttoria: conosciute anche come spese di gestione della pratica, esse sono le spese sostenute dall’istituto di credito per la valutazione e l’apertura della richiesta di investimento (la consultazione dei Sistemi di Informazione Creditizia e la raccolta delle informazioni riguardanti il cliente). Alcuni enti eroganti prevedono delle spese di istruttoria fisse, altri invece le determinano caso per caso in proporzione al capitale erogato;

spese di incasso della rata: esse sono da sostenere nel caso in cui il cliente abbia optato per il servizio di addebito automatico su conto corrente (RID) della rata da pagare;

spese di invio dell’estratto conto: anche in questo caso è il contraente che sostiene le spese per l’invio dell’estratto conto riassuntivo della situazione del finanziamento. Normalmente viene spedito una volta all’anno;

spese per coperture assicurative: la stipula di coperture assicurative può essere facoltativa o obbligatoria. È richiesta dalla banca o finanziaria come tutela e garanzia del puntuale pagamento del debito, anche in caso di eventi eccezionali che non possono essere contemplati al momento della stipula del contratto ma che possono provocare inadempienza, quali ad esempio perdita del lavoro, invalidità permanente o temporanea o addirittura la morte del debitore in capo al quale è iscritto il finanziamento. Altre assicurazioni che possono essere richieste sono quelle a tutela dell’immobile su cui è stata accesa un’ipoteca come garanzia.
Le polizze assicurative tutelano certamente il creditore, ma anche il debitore, in quanto sarà l’assicurazione a far fronte al debito contratto (ovviamente nei limiti e nei termini stabiliti contrattualmente alla stipula del finanziamento) in caso di morte, invalidità permanente o temporanea o di perdita di lavoro;

spese di chiusura della pratica in caso di estinzione anticipata: il debitore ha la facoltà di estinguere anticipatamente ed in qualsiasi momento il prestito in corso, restituendo la quota capitale residua comprensiva della quota interessi maturata fino al momento dell’estinzione (sono dunque esclusi gli interessi che sarebbero maturati dal momento dell’estinzione anticipata fino alla scadenza effettiva).
Inoltre, il cliente deve anche pagare una penale concordata in fase di stipula del contratto, che per legge non può superare l’1 % dell’importo residuo.
La banca ed il privato non possono, per legge, stipulare un accordo che contempli la rinuncia del privato al diritto di estinzione anticipata del proprio contratto di prestito. Tale clausola è infatti da considerarsi nulla.
Inoltre, la legge prevede che la facoltà di rimborso anticipato sia concessa esclusivamente al consumatore: al di fuori dell’ipotesi di risoluzione del contratto per inadempimento, la banca o la società finanziaria non è infatti autorizzata a chiedere il rimborso anticipato al cliente.

Anche se in caso di chiusura anticipata della pratica bisogna pagare una penale, questa scelta si rivela comunque vantaggiosa in quanto ci si risparmia di versare gli oneri e gli interessi che sarebbero maturati dal momento dell’estinzione fino alla scadenza del prestito.