14. February 2017 · Comments Off on Privacy e Mail di Lavoro · Categories: Lavoro

Il diritto alla privacy si applica alla casella di posta elettronica aziendale? Alcuni anni fa fece discutere l’ordinanza di un gip del Tribunale di Milano la quale sottolineava che, come ogni strumento di lavoro, l’account di posta elettronica non è da considerare nella piena disponibilità del lavoratore.

Questo vuol dire che per ragioni di servizio i nostri superiori possono sbirciare nella nostra posta alla ricerca di informazioni senza le quali l’azienda potrebbe subire un danno? E chi garantisce che l’occhio del capo non cada anche su altro, qualcosa di privato?

Quella vecchia vicenda era legata alla denuncia di una lavoratrice licenziata dopo che un superiore, in sua assenza, era entrato nella casella di posta elettronica scoprendo che questa veniva utilizzata per esaminare progetti non di competenza. Secondo il gip milanese il datore di lavoro si troverebbe sempre nella situazione di supporre il carattere professionale dei messaggi contenuti nell’indirizzo di posta elettronica aziendale.

Ma sulla questione si è pronunciato anche il Garante della privacy, le mail sono tutelate, come tutta la corrispondenza, dall’articolo 15 della Costituzione. E la legge sulla privacy fa comunque salve le norme dello Statuto dei lavoratori (art. 4) che non consentono alcun controllo a distanza dei lavoratori se non previa definizione di precisi limiti dell’azienda e dopo l’accordo con le rappresentanze sindacali.

Il Garante però riconosce al datore di lavoro il diritto di chiedersi se effettivamente il suo sottoposto utilizzi la posta aziendale per lavoro o per fini privati. Per questo il Garante fa delle raccomandazioni:

– il datore di lavoro dovrebbe far utilizzare per lavoro delle e-mail generiche condivise fra più persone (per esempio info@ente.it, ufficiovendite@ente.it, ufficioreclami@società.com, ecc…);

– in caso di assenza del lavoratore, un messaggio automatico dovrebbe informare eventuali mittenti di e-mail di rivolgersi ad un altro collega;

– in caso di assenza del lavoratore, si può pensare a nominare un fiduciario incaricato di rispondere alla sua posta in arrivo;

– si può pensare di inserire nei messaggi di posta elettronica un avvertimento ai destinatari nel quale sia dichiarata l’eventuale natura non personale dei messaggi stessi, precisando se le risposte potranno essere conosciute nell’organizzazione di appartenenza del mittente e con eventuale rinvio alla predetta policy datoriale.

In Garante infine esclude l’ammissibilità di controlli prolungati, costanti o indiscriminati.

07. February 2017 · Comments Off on Come Uscire e Spendere Poco · Categories: Altro

Crisi o non crisi sembrerebbe che l’italiano medio non sappia rinunciare alle uscite del fine settimana. Del resto spesso è necessario smaltire lo stress e niente in proposito è meglio di una serata tra amici. Spesso però ci rimproveriamo di essere stati poco parsimoniosi. Ecco come comportarsi.

Molte persone avvertono la necessità di uscire spesso per svagarsi, stare in mezzo alla gente o semplicemente per non stare sempre rinchiusi tra le mura di un edificio. Converrete sicuramente che, a meno che non siate abbastanza benestanti, questo è un lusso. Potete ovviare all’inconveniente organizzando attività a basso costo.

Per un’uscita di molte ore oppure diurna, magari la classica gita del week – end, una valida alternativa potrebbe essere costituita dalla visita di musei, mostre e dalla partecipazione ad attività culturali in genere. Solitamente tutto ciò non richiede spese eccessive e vi permette di trascorrere un’intera giornata di svago invece delle poche ore spese magari in un ristorante.

A tale scopo tenetevi aggiornati tramite gli appositi siti web, bacheche e uffici proloco. Se inoltre viene bandita una “giornata per la cultura” sappiate che tutte le attività culturali menzionate diventano gratuite. Esistono musei che indicono giornate per la cultura individuali con cadenza periodica (p.es. i Musei Vaticani l’ultima domenica di ogni mese).

Esistono inoltre dei tesserini che, una volta sottoscritti, consentono sconti interessanti sui biglietti di ingresso (p. es. Campania Arte Card).Se siete interessati a consumare pasti fuori casa potete indirizzarvi verso parecchie alternative. E’ possibile ad esempio ricorrere al take away, al kebab oppure ai menù turistici.

Interessante in tale senso è anche l’aperitivo che, un po’ prima rispetto agli orari di cena standard, vi permette di gustare una varietà di cibi a prezzi modici; essendo un buffet inoltre vi consente di riempire il piatto o fare dei bis. Potreste anche decidere di trascorrere la serata andando al cinema. Informatevi sul giorno in cui la sala cinematografica propone il biglietto ridotto.

In molte città tutti gli studenti, universitari compresi, hanno diritto a prezzi ridotti durante tutta la settimana. E’ possibile anche sottoscrivere un abbonamento. Ancora più basso è il prezzo del biglietto in cinema non di prima visione o se si opta per la fascia pomeridiana. Esistono poi anche eventi culturali che promuovono la fruizione delle sale cinematografiche abbattendone i costi d’ingresso.

Ultimamente si sono diffusi anche pacchetti commerciali che associano un punto vendita o determinati prodotti a tessere di ingresso al cinema. Se amate il teatro e volete spendere poco evitate le prime ed i festivi e scegliete posti centrali. Potreste anche optare per un abbonamento.

Anche in questo caso esistono pacchetti commerciali che associano un punto vendita o determinati prodotti a tessere di ingresso al teatro. Anche la discoteca può diventare più economica purchè riusciate a mettervi in contatto diretto con il pr o ad usufruire di tessere. Non trascurate però che di tanto in tanto una serata in casa con amici magari trascorsa davanti ai giochi di società o, se non abitate in condominio, al karaoke può essere ugualmente divertente, ma poco costosa.

28. January 2017 · Comments Off on Come Preparare una Presentazione Lavorativa · Categories: Lavoro

Abbiamo già spiegato l’importanza di sostenere un discorso e prepararsi a parlare in pubblico in un post di qualche giorno fa.
Ma che cosa possiamo fare per attirare davvero l’attenzione di tutti con un discorso memorabile?

Sappiamo che l’arte oratoria, fin dai tempi della sua teorizzazione da parte di saggisti greci e latini, ha come scopo principale la persuasione: in sostanza ogni intervento è una sorta di percorso, che procede per immagini e suggestioni e che serve ad accompagnare il pubblico verso la meta che ci siamo prefissati.

Per arrivare alla meta, al trasferimento del messaggio appunto, esistono degli espedienti linguistici ed emotivi che possono venirci in aiuto, i quali funzionano ancora meglio quando vengono associati a uno slideshow (vedi glossario).

È proprio con l’acronimo della parola slide, che sviluppiamo oggi i consigli da seguire per impostare una proiezione di supporto alle nostre parole:

Semplificare i concetti

Identificate il tema attraverso un titolo suggestivo: servirà per capire dove focalizzarete l’attenzione.

Delineate i punti cardine della presentazione. In questo modo genererete l’interesse del pubblico, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che ne avrete per molto. Un buon attacco potrebbe essere “Ci sono 3 cose di cui voglio parlarvi oggi. Iniziamo subito da…”

Liberare la fantasia

Per dare ritmo, alternate le slide di testo a delle slide visuali. Per non scadere nel banale però, evitate di inserire immagini già viste (avete presente i manager con la valigetta che si stringono la mano?!) Trovate soluzioni originali e intelligenti e consultate qualcuno per associare immagini d’impatto alla vostra idea da comunicare.

Informazioni da enfatizzare

Inserite dati significativi. Dire “Facebook ha moltissimi utenti In Italia” ha meno impatto di “Facebook ha 20 milioni di utenti in Italia“. Ricordate però di non gonfiare i numeri solo per ottenere stupore, poiché l’attendibilità di quel che dite è sempre più importante.

Evidenziate i benefici. Dichiarate esplicitamente l’utilità della vostra presentazione; fate in modo cioè che il pubblico si renda conto da subito del vantaggio che deriverà dall’ascoltarvi.

Dettagli

Pensate in grande, e fate della vostra presentazione una specie di show: prevedete video, interventi esterni, demo live. Servono a risvegliare l’attenzione e con i sotfware per le presentazioni disponibili oggi sono anche alla portata di tutti.

Se non siete grafici provetti, l’impaginazione e il posizionamento degli elementi all’interno della slide potrebbe creare effetti poco gradevoli alla vista. Per questo, se non potete contare sul vostro senso estetico, affidatevi alla consulenza di qualcuno più esperto.

Empatia con il pubblico

Emozione: un espediente da non sottovalutare, è quello di trovare almeno uno spunto personale all’interno del vostro discorso. Permetterà a chi vi ascolta di entrare in contatto con voi ad un livello più profondo, e li predisporrà a farsi guidare nel vostro percorso.

Il vostro intervento dovrà avere un momento indimenticabile, quello che farà scoppiare l’applauso, il culmine di tutto; tutta la presentazione sarà un’escalation per raggiungerlo. Generate dapprima l’attesa e fate in modo che il pubblico possa ricevere ciò che avete promesso.

Mostrate entusiasmo per quello che dite e sottolineatelo usando parole come “fantastico, formidabile“. Mostrarsi coinvolti convincerà le persone che qualcosa di straordinario stia succedendo in quel momento, alla loro presenza.

That’s entertainment! Un po’ come in una recita, coinvolgete il pubblico con il tono della voce, le gestualità, le parole. Sincronizzate la vostra voce con il testo che appare e con le immagini. Per tale ragione provate la presentazione qualche volta in privato prima di mostrarla al pubblico.

20. January 2017 · Comments Off on Come Chiedere un Aumento · Categories: Lavoro

Tutti noi desideriamo essere retribuiti in maniera adeguata alle nostre mansioni è essenziale per instaurare un buon rapporto con il tipo di impiego che si ha. Si lavora in maniera migliore se si è gratificati professionalmente ed economicamente, facendo lavorare in maniera migliore l’impiegato.
Effettivamente lo spirito con cui si lavora è essenziale per segnare la differenza tra un buon impiegato e un impiegato pessimo. Se siamo contenti del nostro impiego e prendiamo uno stipendio che riteniamo adeguato
sicuramente renderemo molto e la società sarà contenta di noi, per questo i datori di lavoro dovrebbero ben riflettere su come trattano i dipendenti e sugli stipendi che gli concedono.

Purtroppo chiedere un aumento non è sempre facile, e spesso siamo intimoriti dal nostro datore di lavoro, ma vediamo come ovviare a questo problema.
La prima cosa da fare è interessarsi sulle modalità con le quali l’azienda solitamente decide di concedere un aumento al proprio lavoratore.
Solitamente queste ragioni sono l’anzianità, la produttività, e le capacità del lavoratore. Prima di inoltrare una richiesta del genere dovremmo quindi interessarci se possediamo i requisiti che possono essere presi in considerazione dalla società.

Stabilire l’ammontare dell’aumento

Possiamo così stabilire l’ammontare della retribuzione che desideriamo, naturalmente senza esagerare, tutto deve essere proporzionato, presentare una richiesta assurda potrebbe farci perdere di credibilità presso i nostri datori di lavoro.
L’importante è specificare che l’aumento richiesto è dovuto per gli incarichi di responsabilità che abbiamo e per le nostre competenze. In pratica dobbiamo fare ben capire al datore di lavoro che meritiamo questo aumento.

Come scrivere la lettera

La lettera va scritta seguendo questo modello messo a disposizione sul sito Guidelavoro.net. In alto a destra bisogna scrivere il Nome, il Cognome, ed eventuali titoli del nostro datore di lavoro, aggiungendo il nome e l’indirizzo della società.
Specificare nell’oggetto il motivo della lettera, facendo leva sulla nostra professionalità e sull’apporto che diamo all’azienda, il tutto in tono molto formale.
Per ultimo firmiamo la missiva e spediamola al nostro responsabile.

14. January 2017 · Comments Off on Come Parlare in Pubblico · Categories: Lavoro

A tutti sarà successo o succederà di parlare in pubblico. È una situazione che può capitare anche a chi non svolge un ruolo prettamente commerciale o di pubbliche relazioni.
Le occasioni infatti possono essere diversissime: una riunione con il proprio responsabile, corsi di aggiornamento e convegni di settore, o ancora un colloquio di lavoro o la richiesta di un aumento.

Quello che forse non tutti sanno è che l’arte del public speaking, pur avendo una componente di creatività, è frutto di regole e tecniche che si possono imparare e che possono garantire un buon risultato anche a persone meno predisposte per motivi di timidezza o per scarsa abitudine.
Conoscere questi trucchetti e metterli in pratica vi permetterà di arrivare preparati all’appuntamento con il vostro pubblico.

Format. Prima di impostare il discorso, informatevi sul tempo a vostra disposizione e in che tipo di situazione parlerete. Sarete i soli relatori? Si tratterà di una tavola rotonda? È prevista una sessione di domande finale? Ci sarà un moderatore?

Pubblico. Sapere a chi vi rivolgerete, soprattutto nel caso di convegni o presentazioni, è il primo indizio per capire come impostare il discorso. Nel caso di un incontro di lavoro, parlerete col responsabile di un’azienda o con i suoi collaboratori? Nel caso di un evento, sarà presente un pubblico di esperti dell’argomento in discussione o di neofiti? Questi elementi vi chiariranno l’atmosfera che dovrete creare e il livello di particolari nel quale potervi addentrare, per rendere tutti in grado di comprendervi.

Messaggio. Come vi piacerebbe fosse riassunto il vostro discorso a qualcuno che non era presente? Quale sensazione volete imprimere o quale riflessione volete suscitare sul pubblico? Concentratevi sul messaggio che volete sia ricordato, attorno al quale costruirete un sommario di argomenti da trattare e tesi da argomentare.

Partenza. I primi due minuti – eh sì, proprio quelli in cui vi suderanno le mani e la voce tremerà – sono fondamentali per dimostrare la vostra preparazione e per catturare l’attenzione del pubblico. Qualcuno, per stemperare la tensione, diceva di immaginare i presenti in una situazione divertente; non siamo sicuri dell’efficacia di questo consiglio, per cui preparatevi bene all’esordio, eventualmente imparando a memoria l’introduzione ed evitate di andare a braccio.

Tempo. Raramente le persone amano ascoltare a lungo qualcuno; anche il più bravo degli speaker dovrà fare i conti con il calo d’attenzione della platea. Se avete i minuti contati, chiedete a qualcuno di indicarvi quando ve ne mancheranno cinque alla fine e quando ve ne mancheranno due; vi aiuterà a dirigervi verso la chiusura e a non tralasciare la conclusione. Per non perdere minuti preziosi, se interverrete dopo un altro relatore, evitate di cominciare riallacciandovi al suo discorso con commenti e osservazioni: vi porterà fuori strada e rischierete di non avere più tempo per le vostre argomentazioni.

Flessibilità. Organizzate e imparate bene il vostro discorso in modo da, qualora fosse necessario, avere la capacità di saltare da una parte all’altra o addirittura tagliarne un pezzo senza perdere il senso generale.

Sicurezza. Ricordatevi che, se siete lì a parlare davanti a tutti, un motivo c’è: siete la persona giusta per approfondire quell’argomento. Per cui, senza esagerare, dimostrate sicurezza ed entusiasmo per le cose che raccontate, evitando invece di scusarvi per le cose che non sapete o il materiale che non avete.

Question time. Se è previsto un momento finale per le domande, per prima cosa mantenete un atteggiamento educato e bendisposto; ringraziate le persone che intervengono e che offrono spunti particolarmente interessanti. Siate sicuri delle vostre conoscenze, ma se a qualcosa non sapete rispondere fatevi lasciare un recapito a cui inviare la risposta dopo che vi sarete adeguatamente informati. Può sembrare imbarazzante, ma vi eviterà una brutta figura e vi ripagherà in onestà intellettuale e professionalità.