14. Aprile 2020 · Commenti disabilitati su Conto Deposito e Sicurezza · Categorie:Banca e Conto Corrente

La scelta di un investimento può spaventare perché i rischi legati ad esso possono essere onerosi; la questione si fa più pressante nel caso di investitori di medio livello, ovvero coloro che investono i pochi risparmi che hanno sperando di farli fruttare.

Questi investitori sono ovviamente timorosi di veder sfumare i soldi guadagnati con tanta fatica.
Tuttavia oggi tra gli investimenti con il minor rischio ci sono i conti deposito.

Il conto deposito è un investimento o un prodotto finanziario molto simile al tradizionale conto corrente tuttavia offre un tasso maggiore e il rischio di perdita è basso quanto è basso il rischio di un conto corrente.

Il capitale investito in un conto deposito è quasi sempre protetto dall’adesione della propria banca al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. In Italia l’adesione obbligatoria è legata ad un decreto legislativo datato 24 marzo 2011 ed entrato in vigore il 7 maggio dello stesso anno.

Questo fondo tutela gli investitori nel caso in cui la banca non sia in grado di onorare gli impegni economici presi. Il fondo copre la banca fino a 100.000 euro ad investitore.

Nel caso un investitore abbia due conti correnti in due banche distinte e queste aderiscano al fondo, l’investitore è coperto fino ad un massimo di 200.000 euro totale.

Se il conto deposito è cointestato, entrambi gli intestatari possono beneficiare di 100.000 euro come fondo di garanzia. L’unico limite è nel caso in cui gli intestatari siano possessori di altri conti presso quella stessa banca.

I fondo a tutela dei depositi offre quindi una bella garanzia nel caso di fallimento bancario; se però il cliente ha più conti correnti e più conti deposito presso la stessa banca, purtroppo potrà avvalersi di una garanzia di soli 100.000 euro.

La garanzia è, infatti, legata alla persona che investe in quella banca e non al possesso di conti. Pertanto se si hanno somme da investire superiori ai 100.000 Euro è importante aprire più di un conto deposito su banche differenti in modo da essere coperti senza alcun problema.

In più quando si sceglie di aprire un conto deposito è consigliabile verificare che la banca aderisca a questo fondo o a qualche altro tipo di garanzia.

Infatti non tutte le banche fanno parte del fondo, anche perché molte sono banche straniere che operano sul territorio italiano con portali online o comunque secondo la normativa del paese di origine.

Tuttavia il Fondo di tutela interviene anche in banche provenienti da altri Paesi e che abbiamo aderito al fondo e che siano comunque protette dalle garanzie fornite dallo Stato di appartenenza.

Se una banca aderisce al fondo di garanzia, tutela i clienti proprietari dei conti deposito ma anche proprietari di conti correnti, assegni circolari o depositi nominativi.

Nel caso di inottemperanza della banca, il Fondo interviene e salda in tempi molto brevi ed inferiori al mese lavorativo.

Per avere una maggiore garanzia di non perdere i propri soldi, gli investitori possono provvedere ad effettuare una ricerca sulla solidità patrimoniale delle banche. Il risultato della solidità è determinato dalla relazione tra il valore patrimoniale e le scelte di investimento relazionate al loro rischio.

La solidità si misura in Core Tier 1

In conclusione, facendo due semplici calcoli il conto deposito conviene perché non ha spese, è un investimento a breve termini ed è molto tutelato da varie garanzie, lo fanno essere oggi uno dei migliori investimenti in cui puoi investire i tuoi risparmi.

14. Marzo 2020 · Commenti disabilitati su Azienda e Capacità di Generare Flussi di Cassa · Categorie:Altro

La prima verifica da fare si riferisce alla capacità che ha l’azienda di generare flussi di cassa, cioè si va ad analizzare la sua potenzialità di creare cash flow tramite una corretta sequenza ed alternanza di entrate ed uscite. Risulta essere evidente che un’Azienda che paga i suoi debiti prima di incassare le vendite è un’azienda strutturalmente sbilanciata in un deficit di liquidità perenne, allo stesso modo un’azienda che riesce ad incassare prima di pagare è un soggetto economico che non avrà strutturalmente tensioni di liquidità.

Per tenere sotto controllo questo fattore occorre costantemente verificare i tempi di incasso ed i tempi di pagamento, cercando ovviamente di anticipare gli incassi rispetto ai pagamenti. Riferendosi ai tempi di incasso il metodo più semplice per ottenerlo è raffrontare i crediti medi verso clienti con le vendite giornaliere.
Esempio. Ditta Xyz ha una media di crediti verso clienti di 50.000€ e le vendite annue sono 650.000€. Si dividono le vendite annue per 365 e si ottiene 1780€ di vendite al giorno; si rapporta il credito medio (50.000) con la vendita giornaliera (1780) e si ottiene 28,08 che ci dimostra come la Xyz riscuota in media i propri crediti dopo 28 giorni.

Questo calcolo misura l’efficienza della politica creditizia aziendale e fornisce informazioni implicite, vale a dire, confrontandolo con la media dei pagamenti, dimostra come l’azienda abbia o meno bisogno di liquidità ulteriore per affrontare la gestione ordinaria. Nello stesso modo, infatti, si calcola la media dei pagamenti, confrontando i debiti medi con gli acquisti giornalieri. E’ quindi evidente che un’azienda in strutturale deficienza di liquidità è organizzata in maniera peggiore rispetto ad un’azienda che riesce a creare un flusso di cassa positivo anziché negativo in un dato periodo di tempo.

Un altro modo pratico e veloce per verificare la propensione o meno a creare flussi di cassa è applicare la tecnica dell’ acid test ; si tratta di un indice di bilancio che viene costruito rapportando le attività correnti che presentano il più alto grado di liquidità (fondo di cassa, titoli e crediti verso i clienti), sotto forma di denaro liquido o che possono essere velocemente convertite in denaro liquido, il tutto rapportato con le passività correnti (debiti verso fornitori, debiti a breve termine ed imposte/contributi). L’acid test determina in che misura l’azienda sia in grado di far fronte ai suoi debiti a breve termine con le attività a breve termine: Per una buona struttura finanziaria, l’indice dovrebbe dare un risultato sopra l’unità, vale a dire l’attivo a breve dovrebbe essere superiore al passivo a breve.

14. Febbraio 2020 · Commenti disabilitati su Come Farsi Rimborsare il Biglietto in Caso di Ritardo del Treno · Categorie:Altro

Tramite questa guida, imparerete a richiedere il rimborso di un biglietto ferroviario in caso di ritardo del treno. Poiché molte volte, a causa del maltempo o di problemi sulla linea ferroviaria, i treni hanno decine e decine di minuti di ritardo, potete richiedere fino al 50 % di rimborso del biglietto. Ecco come.

Per prima cosa, dovete verificare se avete diritto al bonus di viaggio o meno. Quindi controllate l’orario di partenza e l’orario di arrivo sul vostro biglietto e, se avete una delle seguenti condizioni, potete richiedere un rimborso. Il rimborso viene effettuato: su treni Eurostar, in caso di ritardi superiori a 25 minuti; su treni Intercity, per ritardi superiori a 30 minuti; per i treni espressi, infine, con ritardi superiori a 60 minuti.

Trascorsi 20 giorni dalla data del viaggio, si può verificare se si ha diritto al bonus presso tutte le biglietterie, il self-service, Internet e call center. Si può richiedere alle biglietterie o alle agenzie di viaggio convenzionate, consegnando il biglietto, il rilascio di un bonus nominativo o, direttamente, l’emissione di un nuovo biglietto per un importo pari al bonus spettante.

Il viaggiatore ha 12 mesi a disposizione per richiedere il bonus. Il bonus ha una validità di 12 mesi dall’effettuazione del viaggio. Il bonus è pari al 50% dell’importo del biglietto per treni Eurostar, al 30% per treni Intercity, al 20% per treni espressi. Calcolando una spesa di 100 € ed un ritardo di 25 minuti, possiamo quindi avere un rimborso di 50 €.

Il rimborso può essere chiesto
-Compilando il modulo presente sul sito di Trenitalia.
-Chiedendolo all’agenzia presso cui si è acquistato il biglietto.
-Presso una qualsiasi biglietteria di Trenitalia.
-Chiamando il call center di Trenitalia, qualora il biglietto sia stato acquistato telefonicamente, seguendo questa guida sul reclamo Trenitalia.

Chiedere il rimborso è quindi molto semplice.

14. Gennaio 2020 · Commenti disabilitati su Come Diventare un Operatore di Call Center · Categorie:Lavoro

Call Center, se ne parla tanto ma in, fondo, si conoscono poco. Quasi delle leggende metropolitane. Si sono ispirati ai lavoratori dei Call Center anche per film recenti.

Eppure nell’immaginario collettivo un Call Cenetr rimane sempre e solo un gruppo di “signorine che rispondono al telefono”.

Allora cominciamo a smontare questo paradigma per ricostruirne un altro più reale per chiarire cos’è un call center oggi e chi sono quelli che vi lavorano.

Potremo dire che un Call Center è un’unità operativa che eroga servizi attraverso l’uso del canale telefonico. I moderni Call Center utilizzano anche altri canali d’accesso quali il fax, le email e il web.

Attraverso i vari canali d’accesso possono essere erogati servizi INBOUND (richieste in ingresso) e OUTBOUND (richieste in uscita) ovvero le risorse assegnate al Call Center possono ricevere telefonate, nel primo caso, o farne, nel secondo.

Possiamo ancora distinguere i Call Center per tipologia di servizio erogato: ci sono servizi informativi, servizi tecnici, servizi commerciali di gestione ordini, servizi di prenotazioni etc.

Un mondo variegato in cui le competenze delle risorse devono essere differenti, passando dalla semplice capacità di gestire una conversazione con un cliente/utente alle specifiche competenze tecniche di chi svolge servizi di assistenza tecnica di tipo software o hardware dovendo, in quest’ultimo caso capire il problema segnalato, saper indirizzare l’utente a svolgere una serie di prove e diagnosticare correttamente il guasto, le parti hardware coinvolte per la sostituzione e così via.

Mestiere complesso, quindi, non solo “Buongiorno, cosa posso fare per lei…” che sulla capacità di gestire la chiamata in linea fonda la sua specificità. Perché le competenze verticali di settore non reggono se dall’altra parte del filo non c’è una persona che sa comprendere lo stato d’animo di chi chiama, non ha la capacità di ridurre ansia e tensione, capire priorità e urgenze.

E ancora, non sentirsi frustrati se non si riesce a risolvere direttamente il problema o fornire l’informazione richiesta e, nel caso dei servizi outbound, se dall’altra parte chiudono la chiamata senza neanche dire “grazie”.

Il resto sembra essere un accessorio, importante per ogni specifico servizio, ma nulla se la base di capacità emotiva non c’è.

Per questo, quando alle nove di sera, dopo una giornata di lavoro durissimo, mi seggo a tavola per la cena e il telefono squilla, sospiro ma mi alzo a rispondere sapendo che di là c’è un ragazzo al suo primo lavoro, magari laureato in fisica o che si sta laureando, che mi chiama per propormi una fantastica opportunità, un nuovo servizio, un prodotto unico nel suo genere.

Certo potrei dire “Grazie ma non mi serve nulla” come si faceva con il venditore porta a porta che bussava e metteva il piedino tra lo stipite e la porta per non fartela chiudere, ma penso al faccino di chi mi chiama e allora con grande pazienza li ascolto mentre sciorinano tutte le fantastiche qualità della loro proposta e solo alla fine spiego che non mi interessa, che non ne ho necessità e li ringrazio molto.

Perché ogni lavoro è fatica e impegno e l’impegno di questi ragazzi va sicuramente premiato.

14. Dicembre 2019 · Commenti disabilitati su Cambiale a Vista e con Altre Scadenze – Informazioni · Categorie:Altro

In questa guida parliamo della scadenza delle cambiali, analizzando le cambiali a vista e con altre scadenze.

Per iniziare, definiamo in cosa consiste una cambiale. Si tratta di un titolo di credito tramite il quale si ordina un pagamento a favore di un beneficiario. La cambiale può essere ceduta, tramite girata, di conseguenza il creditore potrebbe variare.

Le cambiali possono essere definite tratte o pagherò. Nella cambiale tratta, il creditore ordina al suo debitore di pagare una certa cifra ad un determinato beneficiario. Quindi compaiono tre soggetti distinti. Il traente emette il titolo e il debitore firma per accettazione.

Nei pagherò, invece, il debitore si impegna di pagare, ovvero promette di pagare ad una determinata scadenza un importo al suo creditore. Quindi ci sono solo due soggetti e chi emette il titolo è lo stesso debitore.

Ma vediamo che scadenza hanno le cambiali. La legge ha fissato la scadenza di questi titoli di pagamento. Può essere a vista, ovvero la cifra deve essere disponibile al momento della presentazione, quando viene vista dal debitore. Entro un anno dalla data in cui è stata emessa, la cambiale va presentata all’incasso.

La scadenza può essere anche a certo tempo vista, ovvero la data di scadenza va calcolata partendo da quella che viene definita come data di accettazione, da parte di chi deve risponderne, indicata vicino alla firma del trattario. La scadenza si scrive in questo modo A novanta giorni vista pagherete, a cento giorni vista pagherete e così via, a seconda delle esigenze.

Una scadenza può definirsi anche a certo tempo data, che va calcolata partendo dalla data di emissione, e non di accettazione. Il principio che vale è lo stesso di prima, ovvero si scriverà sulla cambiale A 60 giorni data pagherò.

Se invece si vuole indicare un giorno fisso in particolare, basta scriverlo sul titolo, indicando giorno, mese e anno. Se si sbaglia a scrivere la data, la cambiale non avrà titolo esecutivo.Se invece la data è corretta ma coincide con un sabato o una domenica, quindi un giorno non lavorativo, la prima data utile sarà il lunedì successivo.

Se la data invece non viene proprio indicata, la cambiale viene considerata pagabile a vista.