14. September 2014 · Comments Off on Cambio Destinazione d’Uso di un Immobile – Come Fare · Categories: Altro

La legge permette di catalogare un immobile come uso residenziale, industriale o commerciale. Risulta essere la cosiddetta destinazione d’uso. Potrebbe capitare che un appartamento, ad uso residenziale, sia in una posizione centrale, per di più fronte strada di forte passaggio.

Una posizione ideale per un negozio. Il problema sta nel fatto che non si può aprire un negozio, o una qualsiasi attività, in un alloggio con destinazione d’uso residenziale. Infatti in questo caso la destinazione d’uso va modificata, sempre se ciò sia possibile. Vediamo come si può procedere.

Bisogna verificare che il piano regolatore del Comune preveda la possibilità di modificare la catalogazione di quell’immobile, perché non sempre è prevista. Ulteriori verifiche andranno fatte se non esiste un piano regolatore o se si stanno inserendo alcune modifiche.

Se l’appartamento fa parte di un condominio, è necessario leggere tutto il regolamento per vedere se tali modifiche siano previste o vietate. Prima di iniziare una trafila di pratiche burocratiche, è meglio essere sicuri di non agire inutilmente, spendere soldi e perdere tempo per poi non ottenere nulla.

Il cambio d’uso può essere a volte anche molto oneroso, ci sono i costi per le opere di adeguamento, per gli oneri di urbanizzazione, i diritti tecnici e di segreteria. Dopo l’approvazione della procedura urbanistica bisognerà fare richiesta di cambio di destinazione agli uffici dell’Agenzia del Territorio e verrà quindi adeguata anche la rendita catastale, calcola in modo diverso se si tratta di immobile residenziale o commerciale.

Il Comune di competenza dovrà rilasciare un certificato di agibilità, allegando tutta la documentazione dei lavori eseguiti, nonché la certificazione energetica, ormai d’obbligo e sempre richiesta. Se l’immobile in questione è collocato al mare, si dovrà attendere anche il Nulla Osta Ambientale, oppure se fa parte di un edificio storico, si attenderà il Nulla Osta Beni Culturali. E non sono gli unici Nulla Osta esistenti. Il tecnico che segue i lavori saprà sicuramente l’iter da seguire. Bisogna prestare molta attenzione a seguire bene tutte le pratiche perché se si sbaglia qualcosa, ci vorrà poi molto tempo per recuperare, viste le tempistiche medie italiane.