14. April 2017 · Comments Off on Colloquio Senza Risposta – Motivi · Categories: Lavoro

Hai sostenuto già tanti colloqui ma ancora non hai ottenuto un lavoro. Capita spesso di avere la sensazione che i colloqui siano andati bene, ma poi, senza un reale riscontro in seguito, ci si rende conto che non è così.

Ecco cinque ragioni che potrebbero essere utili a ragionare sul perché una selezione si fermi al primo colloquio o comunque non abbia un seguito.

Hai dato l’impressione di essere disperato.

I selezionatori sono in grado di stabilire quando il candidato è veramente interessato proprio alla posizione offerta, o disposto ad accettare qualsiasi lavoro.
Informarsi quanto più possibile sulla posizione lavorativa e fare domande intelligenti durante il colloquio dimostrerà al selezionatore che avete dedicato del tempo a poter valutare l’opportunità che vi viene presentata.

Le aziende vogliono assumere persone appassionate a ciò che fanno e che vogliono lavorare con loro. È necessario, quindi, essere in grado di focalizzare il tipo di lavoro e il tipo di azienda. La motivazione è la base: il rischio è quello di sembrare disposti a tutto!

Non hai saputo venderti

Parte della vostra responsabilità durante l’incontro è di raccontare voi stessi.
Condividendo la vostra storia, potrete anticipare alcune delle domande che potrebbero farvi: preparate in anticipo la presentazione della vostra esperienza professionale. Siate precisi e dettagliati nelle vostre risposte e servitevi di aneddoti, per dimostrare la vostra maturità professionale.

Risulta essere consigliabile utilizzare il modello STAR (dall’inglese: situation, task, action, and results), ovvero: parlare di situazioni, di attività, di azioni e risultati. E anche se non avrete storie così ricche da raccontare, il solo esercizio nel prepararsi, nel pensare, vi renderà candidati più preparati.

Ti sei venduto per quello che non sei.

C’è una linea sottile tra la fiducia e l’arroganza, e attraversarla significa andare incontro all’insuccesso quasi certo. Evitate domande tipo “Cosa mi offrite?”. Riflettete su quello che non conoscete e siate pronti ad ammettere i vostri errori, se richiesto. La flessibilità, l’adattabilità e la disponibilità ad apprendere sono tutte qualità che i selezionatori cercano!

Spunta la segnalazione di un dipendente o un candidato interno.

Se due candidati hanno un background simile ma uno dei due arriva tramite una segnalazione interna, l’azienda, considerando quest’ultima candidatura, ha più probabilità di andare verso una direzione sicura.
In questo caso, quindi, il datore di lavoro ha già un’idea di come un candidato interno si adatterà ad un certo ruolo, perché può basarsi sull’esperienza professionale che ha in comune con lui.

Allo stesso modo, un candidato segnalato spesso conosce qualcuno all’interno dell’azienda, che può confermare la sua professionalità. Le aziende credono molto nelle segnalazioni perché si aspettano che i loro dipendenti le indirizzino verso candidati che possano essere all’altezza della loro stessa segnalazione.

I requisiti richiesti sono cambiati.

Questo capita spesso, soprattutto con le posizioni aperte da poco tempo.
Incontrando potenziali candidati e valutando le singole esperienze, a volte succede che i selezionatori individuino nuove priorità o obiettivi rispetto alla posizione, e questo, quindi, può fare sì che si focalizzino su nuovi elementi di valutazione della candidatura.